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ITALIA, SVEGLIA! DAL CAOS DEL COMMERCIO MONDIALE SPUNTANO GRANDI POSSIBILITÀ – CON LE NUOVE ROTTE GLOBALI RIDISEGNATE DALLA GUERRA COMMERCIALE SCATENATA DA TRUMP, IL SETTORE DELLA LOGISTICA DIVENTA CENTRALE, COME EMERGE DA UNO STUDIO DI CASSA DEPOSITI E PRESTITI – UNA FILIERA CHE NEL NOSTRO PAESE VALE GIÀ 120 MILIARDI DI EURO DI FATTURATO, MA DEVE DARSI UNA MOSSA SULLA DIGITALIZZAZIONE E L’USO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, PER MIGLIORARE L’EFFICIENZA – ANDREA MONTANINO, CAPO ECONOMISTA DI CDP: “LA REGIONALIZZAZIONE DEGLI SCAMBI RIPORTA IL MEDITERRANEO E L'ITALIA AL CENTRO DELLE ROTTE...”

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Estratto dell’articolo di Raffaele Ricciardi per “Affari & Finanza - la Repubblica”

 

ANDREA MONTANINO

«L'Italia è un Paese esportatore e ha di fronte a sé una grande opportunità legata al ridisegno delle rotte commerciali. Perché questa occasione sia colta a pieno, necessita di un sistema logistico che funzioni».

 

Così Andrea Montanino, capo economista e direttore strategie settoriali e impatto di Cassa Depositi e Prestiti con un passato al Fondo monetario internazionale, inquadra "La nuova via della logistica" con le sue "sfide e opportunità", cui la Cdp dedica uno studio. «Parlare di logistica significa affrontare il tema della riconfigurazione delle catene in atto: una regionalizzazione degli scambi che riporta il Mediterraneo e l'Italia al centro delle rotte».

 

LOGISTICA E COMMERCIO MONDIALE

L'effetto del settore sul complesso del sistema economico è enorme: questa filiera da 120 miliardi di euro di fatturato (terza più grande in Europa dopo Germania e Francia, dato 2023) ha un effetto moltiplicatore importante: per un milione investito in logistica ne derivano 2,1 di produzione complessiva addizionale, tra impatto diretto (il trasporto in sé) e indiretto (mezzi, macchinari, energia, infrastrutture).

 

Il sistema italiano evidenzia criticità da risolvere e sfide da affrontare. «Tra le prime, la principale è senza dubbio la frammentazione, che d'altra parte ritroviamo in molti settori produttivi», spiega Montanino. Una moltitudine di micro e piccole imprese, soprattutto nel trasporto su strada, che porta il complesso degli attori della logistica a circa 72mila imprese attive.

 

NUOVE ROTTE COMMERCIALI MONDIALI

«È però interessante il percorso di consolidamento ormai intrapreso nell'ultimo decennio, che ha portato a una razionalizzazione della filiera con circa 30mila imprese in meno rispetto al 2008». [...]

 

Altra criticità è la forte dipendenza dal trasporto su gomma che pesa per l'88%, ben sopra la media dei trasporti interni alla Ue (78 per cento). I costi restano un freno per una piena maturità del trasporto intermodale: solo il 12% delle imprese manifatturiere italiane oggi adotta a pieno il trasporto combinato (nave, ferrovia e strada).

 

ANDREA MONTANINO

Sono allora benvenuti i 5 miliardi di investimenti in atto per lo sviluppo del trasporto merci su ferro e per sciogliere il nodo di una capacità ancora insufficiente in alcuni gangli del sistema (porti, terminal ferroviari, interporti) che portano alla mancanza di collegamenti dell'ultimo miglio con le aree industriali.

 

Proprio questa del tratto finale è una delle sfide da affrontare, alla luce del boom dell'e-commerce e tendendo presente che il 15% del traffico urbano è costituito dai veicoli commerciali.

 

Altro capitolo è quello della digitalizzazione: «L'IA offre una grandissima occasione di efficientare i processi e ridurre i tempi d'attesa per il consumatore finale», dice Montanino. Ma ad oggi solo il 2% delle imprese tricolori con almeno 3 addetti adotta queste soluzioni.

 

LOGISTICA E COMMERCIO MONDIALE

La terza sfida è quella della sostenibilità: il 68% delle imprese ha intensificato gli sforzi al riguardo, nel 2025, «anche perché le stesse aziende-clienti degli operatori logistici premono in tal senso».

CASSA DEPOSITI E PRESTITI - CDP