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L’INCHIESTA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA È UN CATACLISMA – “DOMANI” PUBBLICA ALCUNE INTERCETTAZIONI-BOMBA CHE FANNO A PEZZI IL MINISTERO DELL’ECONOMIA - IL CEO DEL “MONTE”, LUIGI LOVAGLIO, PARLANDO CON FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE, TIRA IN BALLO IL TESORO: IL 18 APRILE, PARLANDO DEL NO DI BLACKROCK ALL’AUMENTO DI CAPITALE DI MPS, LOVAGLIO DICE: “QUALCUNO CI HA FATTO IL BIDONE, BLACKROCK (…) PERCHÉ IO HO SCRITTO AL CEO E SO CHE IL MINISTRO HA SCRITTO UN SMS…”. È LA PROVA, SECONDO I PM CHE INDAGANO SUL “CONCERTO” TRA “CALTA”, MILLERI E MPS, CHE IL MINISTERO SI È MOSSO PER INFLUENZARE LA PARTITA – NON SOLO: IL GOVERNO SAREBBE INTERVENUTO ANCHE IMPONENDO LE DIMISSIONI AD ALCUNI CONSIGLIERI DI MPS: “SONO STATE RICHIESTE O IMPOSTE DAL MEF O IN UN CASO DAL DEPUTATO DELLA LEGA, ALBERTO BAGNAI…” – L’ASTA COSTRUITA AD HOC PER FAVORIRE LA CORDATA DI “CALTA” E L’ATTEGGIAMENTO “REVERENZIALE E IMBARAZZATO” DI ALCUNI CONSIGLIERI DI MEDIOBANCA VERSO L’EDITORE DEL “MESSAGGERO”

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DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

https://www.dagospia.com/business/se-fosse-accertato-concerto-caltagirone-milleri-lovaglio-l-operazione-e-455488

 

 

Estratto dell’articolo di Vittorio Malagutti ed Enrica Riera per www.editorialedomani.it

 

francesco gaetano caltagirone - giorgia meloni

«Qualcuno ci ha fatto il bidone», dice l’amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena, Luigi Lovaglio al costruttore ed editore romano Francesco Gaetano Caltagirone.

 

L’ad della banca senese si riferisce al voto contrario del fondo americano Blackrock nel corso dell’assemblea che ha dato via libera all’aumento di capitale per finanziare la scalata a Mediobanca.

 

Una giornata decisiva per la grande partita bancaria che cambierà gli assetti di potere nella finanza italiana. Una partita che la procura di Milano sospetta sia stata giocata violando la legge. Per questo Lovaglio, Caltagirone e il loro alleato Francesco Milleri, a capo del gruppo Del Vecchio, sono indagati per aggiotaggio e ostacolo alle autorità di vigilanza.

 

LUIGI LOVAGLIO AL SENATO - COMMISSIONE DI INCHIESTA SULLE BANCHE - FOTO LAPRESSE

Quel 18 aprile il banchiere e l’editore commentano l’esito dell’assemblea di Mps mentre sono intercettati dalla Guardia di Finanza. E alludono […] «a una sollecitazione di voto da parte del Mef sul ceo del fondo americano».

 

Insomma, secondo questa ricostruzione fondata sulle parole di Lovaglio e Caltagirone, il Tesoro si sarebbe mosso per influenzare l’esito della partita. Un comportamento che andrebbe a cozzare con la dichiarata neutralità del governo nella scalata di Mps, di cui il Mef è azionista all’11 per cento.

 

«Poi le spiego – ribadisce Lovaglio a Caltagirone – perché qualcuno ci ha fatto il bidone, Blackrock (…) Perché io ho scritto al ceo e so che il ministro (Giancarlo Giorgetti, ndr) ha scritto un sms (…) perché io gli ho detto “Oh, guarda che non ha votato!”

 

GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

Quindi gli ho detto a Sala (Marcello Sala, all’epoca direttore generale del Mef, ndr) hanno scritto un sms… nonostante questo non è andata bene».

 

Tradotto: il fondo statunitense, pur avendo ricevuto – come spiega l’ad – un messaggio di presunto incoraggiamento da parte del numero uno del ministero dell’Economia […], ha votato in modo contrario rispetto ai “suggerimenti” […] impartiti da Roma.

 

Questo non ha tuttavia rappresentato un ostacolo a che il «progetto volto in modo eclatante alla conquista di Mediobanca» andasse in porto. Un progetto forse condiviso, sembrano dire le intercettazioni contenute nelle carte giudiziarie, pure dai vertici dello stesso ministero, che non risultano indagati.

 

marcello sala

[…] Nella ricostruzione dei magistrati […]  il concerto tra i grandi azionisti protagonisti della scalata […] risulta evidente sin dall’asta bandita dal Tesoro a novembre dell’anno scorso per la vendita di un pacchetto del 15 per cento della sua quota in Mps pari all’epoca al 26 per cento circa. Un’operazione che si è svolta con la procedura dell’accelerated book building (Abb) e scrivono i pm, è stata caratterizzata «da diverse e vistose anomalie».

 

In sostanza l’Abb sarebbe stato gestito in modo da «destinare una parte cospicua di azioni di Mps di proprietà del Mef a soggetti predeterminati». E cioè il gruppo Caltagirone, la Delfin della famiglia Del Vecchio e il gruppo bancario BancoBpm, anche con la controllata Anima.

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE MILLERI

La procedura accelerata con cui il Mef aveva incaricato Banca Akros di vendere il 15 per cento di azioni Mps non può però essere ritenuta gara pubblica in base a un decreto ministeriale del 2020. Un “cavillo” senza il quale, secondo chi indaga, ci sarebbero stati «gli elementi di fraudolenza per integrare il reato di turbativa d’asta».

 

Lo stesso Caltagirone […] avrebbe confermato alla Consob che come soggetti interessati a creare un “nocciolo duro” di azionisti del Monte c’erano Bpm, Anima e Delfin, cioè la famiglia Del Vecchio.

 

GIANCARLO GIORGETTI

E di questo interesse, scrivono i magistrati […], gli era stata data una «sommaria indicazione» proprio da parte del Mef. Circostanza confermata anche dal Romolo Bardin, amministratore di Delfin, che ha parlato a Consob di contatti tra Milleri, Caltagirone e «altri esponenti istituzionali».

 

Quindi, anche in questo caso sono gli stessi protagonisti dell’operazione finita sotto inchiesta penale a chiamare in causa il Mef come regista. Ruolo smentito dal ministero, che […]  in una relazione inviata alla Consob e firmata dal direttore generale del Mef, Francesco Soro, ha negato «contatti e interlocuzioni con gli investitori che hanno poi acquisito partecipazioni (in Mps, ndr)» nell’asta di novembre 2024.

 

ROMOLO BARDIN

[…] «Facciamo fase due?», continua Lovaglio, registrato dagli investigatori mentre parla con Caltagirone  […]. Per i pm della procura guidata da Marcello Viola il riferimento degli indagati alla «fase due» confermerebbe «l’ipotesi che l’Ops su Mediobanca costituisca soltanto la prima fase di un più ampio piano comune, riguardante Assicurazioni Generali».

 

È al controllo di Generali, in altre parole, che l’ad della banca toscana e l’editore de Il Messaggero tenderebbero, insieme al terzo indagato dell’inchiesta e cioè Francesco Milleri […].

 

[…] Gli atti della procura svelano ulteriori particolari che riguardano il governo. I pm partono dai fatti che conducono «Delfin e Caltagirone nella cabina di regia della banca senese» e, dunque, a capo di tutta l’operazione. Per gli inquirenti tutto ciò sarebbe stato possibile grazie alle dimissioni di alcuni consiglieri indipendenti di Mps.

 

alberto bagnai 1

«Secondo le dichiarazioni rilasciate alla Consob dai cinque amministratori dimissionari, per tre di loro (Annapaola Lucia Negri Clementi, Paolo Fabris De Fabris e Foti Belligambi), le dimissioni sono state richieste o imposte dal Mef o in un caso dal deputato della Lega, Alberto Bagnai – scrivono i magistrati – Gli ex consiglieri Visconti e Martiniello hanno riferito, invece, poco credibilmente di aver maturato autonomamente l’intenzione di dimettersi.

 

Il Mef – continuano i pm – ha viceversa attestato a Consob di non aver contattato i consiglieri uscenti, né tantomeno aver sollecitato le dimissioni».

 

MPS MEDIOBANCA

Fatto sta che il 27 dicembre «in loro sostituzione il Cda ha cooptato, su indicazione di Caltagirone e Delfin» ulteriori soggetti. Per chi indaga questo sarebbe il «collegamento finalistico con quanto di lì a poco sarebbe accaduto: il lancio di Ops volontaria su Mediobanca».

 

[…]  i magistrati sottolineano anche «l’atteggiamento reverenziale e imbarazzato» di alcuni consiglieri di Mediobanca verso Caltagirone. «I consiglieri espressione di Delfin […] rispondono della propria attività in Mediobanca non solo a Delfin, del quale sono emanazione, ma prima ancora a Caltagirone».

 

Un «quadro indiziario grave» secondo i pubblici ministeri. Tanto più «a ragione della natura dei soggetti coinvolti: intermediari bancari e imprenditori, con partecipazioni rilevanti e incrociate in società quotate che operano in mercati sottoposti a vigilanza pubblica, in misura tale da poterne influenzare gli indirizzi di politica economica».

CORRIERE DELLA SERA - PUBBLICITA DELL OPS DI MPS SU MEDIOBANCA

 

Un «quadro indiziario grave», si legge ancora nelle carte, dove si rileva anche un certo «conflitto di interesse» del governo che, al contempo, è «azionista rilevante di Montepaschi» e «titolare del cosiddetto Golden Power», lo strumento che permette di bloccare tutte quelle operazioni che potrebbero essere realizzate nell’interesse dei privati e non in quello nazionale.

GLI AZIONISTI DI MPS E MEDIOBANCA - NOVEMBRE 2025francesco gaetano caltagironegiancarlo giorgetti - americas cup 2027