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CON L’INGRESSO DI INTESA SANPAOLO, FINALMENTE SI FA SUL SERIO CON IL RISIKO – LA BANCA DI CARLO MESSINA LANCIA UN’OPAS SU MPS: DALL’OPERAZIONE POTREBBE NASCERE IL SECONDO GRUPPO EUROPEO PER CAPITALIZZAZIONE – UNIPOL, TRAMITE BPER, RILEVEREBBE LE ATTIVITÀ BANCARIE DI MPS E 635 FILIALI DA FONDERE CON BPER: DALL’UNIONE NASCEREBBE IL SECONDO GRUPPO ITALIANO NELLA RACCOLTA DIRETTA – L’OBIETTIVO DI INTESA È INVECE MEDIOBANCA, E SOPRATTUTTO GENERALI, DI CUI IL CDA DELLA BANCA TORINESE HA PARALLELAMENTE APPROVATO L’ACQUISTO DEL 3,01% DI PARTECIPAZIONE. CHE FARANNO ORA CALTAGIRONE, DELFIN E, SOPRATTUTTO, UNICREDIT?
INTESA SANPAOLO LANCIA OPAS SU MPS
(ANSA) - Intesa Sanpaolo lancia un'offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria sulle azioni di Banca Monte dei Paschi di Siena. Lo rende noto Intesa Sanpaolo.
L'offerta di Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi di Siena avrà a oggetto un massimo di 3.036.151.673 azioni dell'emittente. L'avvio dell'offerta è subordinato al rilascio delle autorizzazioni preventive.
L'offerta rappresenta un'operazione di "mercato rivolta direttamente a tutti gli "azionisti dell'emittente, tale da garantire loro la possibilità di essere gli artefici, con l'adesione all'offerta stessa, di un'aggregazione tra l'offerente e l'emittente che permetta la piena valorizzazione delle potenzialità dei due gruppi", si legge in una nota
INTESA, CON MPS NASCE SECONDO GRUPPO UE PER CAPITALIZZAZIONE BORSA
LUIGI LOVAGLIO MONTE DEI PASCHI DI SIENA
(ANSA) - Il Gruppo risultante dall'operazione tra Intesa Sanpaolo e Mps sarà il secondo dell'Eurozona per capitalizzazione di Borsa. Lo rende noto Intesa Sanpaolo.
Il gruppo raggiungerà/supererà già nel 2025 pro-forma gli obiettivi del Piano di Impresa di Intesa Sanpaolo al 2029.
UNIPOL, BPER-MPS SECONDO GRUPPO BANCARIO CON AZIONARIATO ITALIANO
(ANSA) - L'acquisizione da parte di Unipol degli sportelli Mps e la loro unione con Bper porterebbe alla "creazione di un nuovo campione italiano nel settore bancario nazionale che si posizionerebbe al secondo posto, in particolare nella raccolta diretta, nei prestiti alla clientela e nel numero di sportelli" e al "consolidamento del sistema bancario domestico, guidato da primari operatori nazionali con azionisti 'core' italiani, valorizzando il marchio della banca più antica del mondo e il relativo radicamento territoriale, preservandone al contempo il profilo identitario e storico". Lo afferma Unipol in una nota in cui stima in "oltre 800 milioni di euro" le sinergie dell'operazione.
"La nascente Banca Monte dei Paschi, forte di oltre 2.600 sportelli bancari, circa 170 miliardi di euro di impieghi a clientela e circa 225 miliardi di euro di raccolta diretta, oltre a unire una storia plurisecolare con l'eredità delle più importanti ex-banche popolari italiane, ne amplificherà il valore economico, la rilevanza sociale e il posizionamento sul mercato", spiega Unipol.
La combinazione tra Bper e il compendio di Mps rilevato da Intesa, che dovrà essere negoziato con gli organi sociali di Bper nel rispetto della disciplina in materia di operazioni con parti correlate, porterà alla creazione "di un nuovo campione italiano" nel settore bancario, "beneficiando di una forte complementarità industriale e territoriale, fattori in grado di preservare il modello di business vicino ai rispettivi territori di riferimento".
La banca godrebbe di un "ulteriore radicamento territoriale, con il rafforzamento del posizionamento come primo operatore in Lombardia, e il forte salto dimensionale in alcune delle regioni ad alto potenziale (ad esempio, Toscana e Veneto), consentendo una capillarità della rete su tutto il territorio nazionale che garantisce una forte vicinanza alla clientela, al territorio e a tutti gli stakeholders".
L'operazione porterebbe inoltre alla "creazione di significative sinergie di costo e di ricavo, stimate in via preliminare pari a oltre 800 milioni di euro, quale driver di creazione di valore, ad ulteriore rafforzamento del razionale strategico dell'operazione".
INTESA OFFRE UN PREMIO DEL 12,5% PER MPS, OFFERTA DA 30,6 MILIARDI
(ANSA) - L'opas annunciata da Intesa Sanpaolo su Mps valorizza le azioni della banca senese 10,091 euro l'una ed è strutturata con un corrispettivo in azioni di 1,6 azioni di Intesa Sanpaolo e una componente cash di un euro per ogni azione del Monte dei Paschi, con un premio del 12,5% rispetto al prezzo ufficiale del Monte in Borsa del 5 giugno. Il controvalore complessivo massimo dell'offerta, in caso di integrale adesione, sarà di circa 30,6 miliardi di euro, si legge in una nota.
INTESA, CON IL NUOVO GRUPPO AI SOCI 61 MILIARDI AL 2029
(ANSA) - Intesa Sanpaolo prevede che il gruppo risultante dall'operazione con Mps potrà distribuire circa 61 miliardi di euro per il 2025-2029 rispetto ai circa 50 miliardi previsti nel Piano di Impresa 2026-2029, con una distribuzione cash straordinaria per il 2026-2027 di 2,7 miliardi di euro.
Prevista la conferma della politica di distribuzione indicata nel piano di Impresa 2026-2029 di Intesa Sanpaolo, che prevede un payout ratio pari al 95%, riferito all'utile netto contabile, per ciascun anno del 2026-2029, di cui 75% da dividendi cash e 20% da buyback, e ulteriori distribuzioni da valutare anno per anno a partire dal 2027.
IL CDA DI INTESA APPROVA L'ACQUISTO DEL 3,01% DI GENERALI
(ANSA) - Il cda di Intesa Sanpaolo, a seguito della decisione di promuovere l'offerta su Mps, ha approvato l'acquisto del 3,01% di Generali e la sottoscrizione con una primaria controparte finanziaria di un contratto derivato di copertura avente quale sottostante la stessa partecipazione.
INTESA, PARTECIPAZIONE IN GENERALI È SOLTANTO INVESTIMENTO AZIONARIO
(ANSA) - Il perimetro non ceduto di Mps ha un modello di business ben "diversificato e resiliente", a supporto dell'economia reale dell'Italia e caratterizzato da una significativa componente di wealth management, credito al consumo e corporate & investment banking, pienamente coerente con il modello le strategie del gruppo Intesa Sanpaolo.
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Ed è in linea con gli obiettivi e le linee di azione del Piano di Impresa 2026-2029 di Intesa Sanpaolo. La partecipazione in "Assicurazioni Generali rappresenta soltanto un investimento azionario", spiega Intesa Sanpaolo in una nota.
INTESA, NEL NUOVO GRUPPO ATTIVITÀ FINANZIARIE CLIENTELA PER 2.000 MILIARDI
(ANSA) – Il gruppo risultante dall'operazione tra Intesa Sanpaolo e Mps beneficerà della capacità di generazione di ricavi di scala europea basata su un modello di business resiliente focalizzato su wealth management, protection & advisory, con una leadership nel wealth management rafforzata dal focus sulla clientela High Net Worth e da attività finanziarie della clientela pari a circa 2.000 miliardi di euro previsti entro il 2029.
UNIPOL PAGHERÀ FINO A 3,5 MILIARDI, ACQUISITI 2 MILIONI DI CLIENTI E MARCHIO MPS
(ANSA) - Il corrispettivo massimo che Unipol pagherà a Intesa Sanpaolo per l'acquisto delle filiali di Mps ammonta a 3,5 miliardi di euro. "L'esatto perimetro" delle attività che verranno rilevate, si legge in una nota, include 635 filiali, 55 miliardi di euro di raccolta diretta, impieghi alla clientela per circa 42 miliardi, produce un utile compreso tra 400 milioni e 460 milioni, dispone di un indicatore patrimoniale Cet1 Capital Ratio del 16% e porta con sé attivi ponderati per il rischio per massimi 20 miliardi, il marchio Mps e circa 2 milioni di clienti.
Non faranno parte del compendio, invece, le attività e le passività relative al large corporate e investment banking, le principali partecipazioni di Mps, i crediti deteriorati, il rischio relativo al contenzioso esistente non afferente alle filiali del compendio ceduto, che saranno libere da vincoli distributivi su prodotti assicurativi.
UNIPOL RILEVERÀ DA INTESA 635 FILIALI DA FONDERE CON BPER
(ANSA) - Unipol ha sottoscritto un accordo con Intesa Sanpaolo per l'acquisizione di una banca composta da 635 filiali di Mps una volta completata l'opas lanciata da Ca' de Sass sul Monte dei Paschi.
La compagnia presieduta da Carlo Cimbri, si legge in una nota, proporrà a Bper, di cui è azionista di riferimento, una combinazione tra la stessa Bper e la banca ceduta da Intesa, con il gruppo post-fusione che prenderà il nome Banca Monte dei Paschi. A supporto dell'operazione, si legge in una nota, è previsto un aumento di capitale di Unipol assicurazioni fino a 2,5 miliardi di euro.
UNIPOL PUNTA AL CONTROLLO DI FATTO DI BPER, DERIVATO SUL 5% ++
(ANSA) - Unipol intende "conseguire il controllo di fatto" di Bper nell'ambito della combinazione con le filiali di Mps che rileverà da Intesa Sanpaolo, senza però promuovere un'offerta pubblica di acquisto o scambio sull'istituto modenese di cui è socio di riferimento con quasi il 20% del capitale.
Il gruppo bolognese, si legge in una nota, ha sottoscritto due contratti derivati con scadenza massima a 25 mesi e 35 mesi e con sottostante il 4,99% del capitale di Bper, con facoltà di regolamento mediante consegna delle azioni. La stipulazione di tali derivati è funzionale anche ad avere "un'ulteriore opzione per conseguire il controllo di fatto di Bper".
INTESA, LA STRATEGIA DI MESSINA: CON MEDIOBANCA SUL TETTO D’EUROPA
Estratto dell’articolo di Daniele Manca per il “Corriere della Sera”
[…] Messina che pure anni fa, nel 2017, aveva già preso in considerazione il dossier Generali — archiviato per ragioni industriali e di Antitrust — aveva fin qui smentito un suo coinvolgimento nel risiko.
Ma che qualcosa potesse accadere lo ha lasciato intendere il «padre» della stessa banca, il presidente emerito Giovanni Bazoli: «Vediamo come va a finire, è tutto incertissimo» ha detto di recente il professore bresciano che vent’anni fa, era l’estate del 2006, condusse la trattativa lampo con Enrico Salza per la fusione con il San Paolo di Torino.
Trattativa benedetta da uno dei decani di Generali, Alfonso Desiata. «Il Monte ha vinto dove altri non erano riusciti — ha aggiunto Bazoli — ma tra i vincitori è nata una divergenza» e ancora molto, insomma, deve essere scritto sul destino di Mediobanca, mentre sul piano giudiziario restano le incognite legate all’inchiesta della Procura di Milano. I magistrati indagano sull’ipotesi di reato di concerto. Alcuni protagonisti della scalata a Mediobanca avrebbero agito in concerto per influenzare sia la privatizzazione del Monte sia la successiva offerta sulla banca di Enrico Cuccia.
gian maria gros pietro carlo messina giovanni bazoli
Non è la prima volta che la storia di Intesa incrocia quella del Monte. [...] Quando il Monte attraversa una delle sue prime grandi stagioni di crisi è Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo e dell’Acri, storico alleato di Bazoli, a costruire una rete per sostenere la Fondazione Mps e ad assicurarle la continuità delle erogazioni per il sociale.
Anche i nomi tornano. Nel consiglio del Monte siede oggi Corrado Passera, il banchiere (poi ministro) che accompagnò Intesa nella sua fase di crescita e che, come ricordò lo stesso Bazoli, ebbe un ruolo decisivo nel negoziare il nulla osta del Crédit Agricole alla fusione del 2006. La gestione Messina, in carica da 13 anni, ha sempre privilegiato la crescita organica, i dividendi, il rafforzamento patrimoniale e una prudenza rivendicata come necessaria alla missione di «banca per il Paese».
CARLO MESSINA GIUSEPPE GUZZETTI
Così la domenica del Corpus Domini assume quasi il valore di una fotografia storica. Da una parte c’è il Monte, la banca più antica del mondo (1472) finalmente fuori dalla crisi. Dall’altra c’è Intesa Sanpaolo, la banca nata dal più grande salvataggio della finanza italiana. Alla fine, come nei racconti migliori, i personaggi principali trovano il modo di ritrovarsi nello stesso capitolo.
IL RISIKO DI MESSINA
Estratto dell’articolo di Giuliano Balestreri e Gianluca Paolucci per “La Stampa”
[…] L'ingresso nella partita di Intesa Sanpaolo, prima banca del paese rimasta finora sugli spalti a osservare i concorrenti più piccoli sgomitare, cambia però radicalmente lo scenario.
Il gruppo, con quasi mille miliardi di attivi e oltre 600 miliardi di raccolta diretta, ha una forza non solo economica che non ha paragoni per la finanza italiana. Carlo Messina, il manager che guida la banca dal 2015, ha passato gli ultimi due anni a rispondere con la medesima formula («siamo solo spettatori», appunto) alle domande dei giornalisti sul risiko bancario in corso. Ma è chiaro gli spettatori non sono quasi mai disinteressati, tanto meno quando la partita riguarda l'assetto futuro della finanza del paese.
L'operazione che ha preso forma nella giornata di ieri prevede una spartizione del gruppo Mps-Mediobanca tra Intesa appunto e l'emiliana Bper, controllata dal gigante assicurativo Unipol, che si avvale della consulenza dell'ex ad di Mediobanca, Alberto Nagel.
A Bper, guidata da Gianni Franco Papa, dovrebbero andare le attività bancarie di Mps. Mentre a Intesa, che per i vincoli antitrust non può crescere né negli sportelli e neppure nelle assicurazioni, andrebbe Mediobanca. Mandando a monte - è il caso di dire - non solo la fusione tra Mps e Mediobanca perseguita dall'ad di Siena Luigi Lovaglio. Ma anche o forse soprattutto l'aggregazione tra Montepaschi e Banco Bpm, che pure ha (o meglio avrebbe, o forse aveva) la benedizione del governo.
L'accavallarsi di voci e scenari, a ridosso del fine settimana, ha costretto il numero uno di piazza Meda, Giuseppe Castagna, a giocare d'anticipo.
Dopo un cda convocato d'urgenza nella giornata di sabato, Castagna ha lanciato la sua proposta per una fusione tra Banco e Mps della quale si parla da tempo. Un progetto che dopo l'assemblea che a Siena ha sancito il ribaltone - con Lovaglio rieletto alla guida grazie anche al voto a suo favore di Banco Bpm - è sembrato una evoluzione quasi naturale di tutto quello che è successo dal novembre del 2025 in avanti, con il collocamento del 15% della banca senese da parte del Tesoro e con la successiva offerta su Mediobanca. Tutto questo ovviamente non poteva sfuggire agli "spettatori" tutt'altro che disinteressati dei quali abbiamo parlato sopra.
FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE MEDIOBANCA
Anche perché in fondo a tutta la catena Mps-Mediobanca c'è il 13% delle Generali, la "cassaforte" della finanza italiana, da sempre al centro di mire e ambizioni di chiunque voglia stabilire il suo primato sugli assetti finanziari italiani.
Spesso con l'argomento della sua difesa dalle mire e ambizioni di altri. A proposito, i limiti antitrust impediscono di fatto a Intesa qualunque iniziativa diretta sulle Generali. La banca nata 20 anni fa esatti dalla fusione tra Sanpaolo Imi e Banca Intesa primeggia anche nelle polizze, con oltre 176 miliardi di raccolta assicurativa.
Prendere Mediobanca significa diventare anche il primo socio di Generali, superando i soci privati Delfin, Caltagirone e Benetton e superando anche Unicredit, che ha costruito nei mesi scorsi una posizione di poco inferiore al 10% nel Leone. Non a caso, i primi rumors di un possibile intervento di Intesa nel riassetto in corso sono stati collegati proprio alla necessità di dare un assetto "stabile" all'azionariato delle Generali. Mettendo in mani sicure la quota che fu di Mediobanca e grazie alla quale Mediobanca ha governato di fatto le Generali per decenni.
[…] L'esecutivo di Giorgia Meloni ha avuto un ruolo determinate nella prima fase, bloccando l'offerta di Andrea Orcel su Banco Bpm e fino al successo dell'Ops di Montepaschi su Mediobanca. Per poi assumere una posizione di neutralità nel momento del cambio di governance in Mps, nell'aprile scorso. Così come sarà da vedere la posizione dei soci privati della filiera Mps-Mediobanca-Generali, Caltagirone e Delfin in primis […]
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