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L’ITALIA E’ ARRIVATA PRIMA DI WALL STREET? - LA FINANZA DI OGGI DEVE MOLTO ALLE ATTIVITA’ SVOLTE DA ALCUNE CITTA’ ITALIANE TRA IL 1500 E IL 1600. A GENOVA I BANCHIERI LOCALI ERANO I TESORIERI DEL RE SPAGNOLO FILIPPO II. LA BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA E’ NATA NEL 1472 E SI FREGIA DEL TITOLO DI ISTITUTO DI CREDITO PIU’ ANTICO AL MONDO - E PERFINO I BITCOIN HANNO UN ANTENATO NEL BEL PAESE: TRA LA FINE DEL ‘500 E L’INIZIO DEL ‘600 I GENOVESI SI SCAMBIAVANO...
Estratto dall’articolo di Eugenio Occorsio per “la Repubblica”
La moneta metallica fu inventata dagli antichi greci, quindi adottata dai romani, e utilizzata per secoli dalle civiltà successive. Ma col passare del tempo il contenuto d'argento venne riutilizzato più e più volte per creare inflazione aumentando la massa monetaria battendo più monete. Alla fine i dischetti metallici sviliti fino all'osso non li accettò più nessuno.
Così, nel Medioevo, tra Genova e Venezia si comincia a coniare il "grosso", una moneta caratterizzata da una lega di argento relativamente puro e dal peso fisso di 2,2 grammi. Nel 1202 a Venezia il colpo di fortuna perché si cominciano a utilizzare gli ingenti quantitativi del metallo prezioso portati dai cavalieri franchi.
il leone della repubblica di venezia
L'oro entra in scena nel 1252 a Genova con il "genovino", a Firenze con il "fiorino" nello stesso anno con l'effige del giglio, e infine nel 1284 a Venezia con il ducato rappresentante il doge inginocchiato a San Marco. Se il Monte dei Paschi di Siena, classe 1472, si fregia del titolo di banca più antica del mondo, a Firenze già c'era in quel tempo un'ottantina di istituti che emettevano regolarmente cambiali basate sulla fiducia. [...]
A Firenze intanto i muratori di Lastra a Signa venivano pagati con assegni al portatore. Ma è a Genova che riesce fra il 1580 e metà '600 il colpo grosso perché i banchieri locali diventano i tesorieri di Re Filippo II di Spagna. Nel frattempo a Venezia nel '500 si sviluppavano le assicurazioni a partire da quelle marittime. [...]
Non c'è aspetto della finanza attuale che non sia nato in Italia, scrive Alessandro Marzo Magno, laureato in storia a Ca' Foscari e appassionato commentatore di vicende dell'economia antica, nel saggio L'invenzione dei soldi (Laterza). Il sottotitolo non a caso è "Quando la finanza parlava italiano".
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