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Da âCorrieredelveneto.corriere. it'
«Quando vado allo stadio tengo in macchina una mazza, con quella gente non si sa mai». Una battuta, sostiene lui. Una frase pronunciata ridendo di fronte ai giornalisti, a margine di un incontro con la stampa. Ma l'uscita pubblica del neo prefetto di Vicenza, Eugenio Soldà , è già diventata un caso. Soprattutto a Verona. Perché «quella gente», nelle parole di Soldà , sarebbero proprio i tifosi dell'Hellas Verona. E così dalla città scaligera sale la dura presa di posizione dell'eurodeputato leghista Lorenzo Fontana: «Frase discriminatoria, chiederò il suo allontanamento, ma sarebbe opportuno che si dimettesse subito». Insomma, una vera e propria dichiarazione di guerra.
Tutto nasce pochi giorni fa: Soldà , nominato dal governo il 17 dicembre per sostituire l'ex prefetto Melchiorre Fallica, è appena arrivato a Vicenza. Romano, 62 anni, conosce il Veneto perché ha già lavorato in prefettura a Padova e dopo aver incontrato i rappresentanti della forze dell'ordine si concede ai giornalisti. Si affrontano i problemi della città , dai cortei in centro storico ai presidi dei Forconi, ma si finisce per parlare anche di calcio e della sua squadra del cuore: la Roma. «Il 26 gennaio ci sarà Verona-Roma, non me la perderò» esordisce. Seguono commenti sulla tifoseria scaligera e arriva, riportata dai media locali, la battuta di Soldà : «Lo so che sono violenti, infatti quando vado allo stadio tengo in macchina una mazza, con quella gente non si sa mai».
Apriti cielo. A dar fuoco alle polveri è l'eurodeputato leghista Lorenzo Fontana: «Non volevo crederci, ma ora non si può più tacere. Le parole di Soldà sono di una gravità inaudita. Chiederò al ministro Alfano il suo allontanamento». Dalla prefettura berica, ieri, è filtrato un secco no comment sulla vicenda e in contra' Gazzolle quella frase viene considerata una battuta. Ma a Fontana non basta: «Anche fosse poco cambia - dichiara l'eurodeputato - un prefetto non può parlare così, e comunque è una battuta greve, volgare, gratuita, pregiudiziale e discriminatoria nei confronti di una città e di migliaia di persone».
EUGENIO SOLDA
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