luigi lovaglio in versione gordon gekko

LOVAGLIO È CARICO A PALLETTONI: “IL GRUPPO MPS-BPM-BANCA GENERALI AVREBBE UNA CAPITALIZZAZIONE DI 80 MILIARDI E SAREBBE TRA LE PRIME DIECI BANCHE EUROPEE. OGGI PRESENTIAMO UNA VISIONE” – “LE DUE OPS SONO AMICHEVOLI, IL MODELLO CREA VALORE CON L’INTEGRAZIONE, NON CON LO SPEZZATINO”. CALCIONE A MESSINA-CIMBRI E STRIZZATA D’OCCHIO A GOVERNO E PD – L’OPERAZIONE È ARDITA E DIFFICILE, MA L’AD DI MPS HA TESSUTO UNA RETE SOLIDA CON GLI AZIONISTI DEL “MONTE” (GLI SERVONO I 2/3 DELL'ASSEMBLEA PER IL VIA LIBERA) E HA UN BUON RAPPORTO CON I FONDI – INTESA NON COMMENTA, E VALUTA UN ESPOSTO ALLA CONSOB – I RAPPORTI DEL “BAFFO LUCANO” CON IL CREDIT AGRICOLE, CHE SARÀ L’AGO DELLA BILANCIA (È PRIMO AZIONISTA DI BPM): DA AD DI CREVAL, OTTENNE DAI FRANCESI UN’OFFERTA PIÙ GENEROSA PER LA BANCA VALTELLINESE. NON È CHE PUNTA AL RILANCIO ANCHE ADESSO?

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MPS: LOVAGLIO CONFERMA, 'PER PROGETTO INTEGRAZIONE SERVE MAGGIORANZA 2/3'

(Adnkronos) - "L'assemblea dei soci di Mps dovrà approvare il progetto di aggregazione con Banco Bpm e Banca Generali con una maggioranza di due terzi". Lo conferma l'Ad di Mps, Luigi Lovaglio, in una call con gli analisti.

 

LOVAGLIO, 'GRUPPO DA 80 MILIARDI DI EURO, TRA LE PRIME DIECI BANCHE EUROPEE'

Lovaglio

(ANSA) - Il gruppo aggregato tra Mps, Banco Bpm e Banca Generali "avrebbe una capitalizzazione di mercato pro forma di circa 80 miliardi di euro, posizionandosi tra le prime dieci banche europee e al secondo posto in Italia per crediti alla clientela e rete di sportelli.

 

Stiamo creando quindi un gruppo italiano più forte, di rilevanza europea, radicato nell'economia nazionale e pronto a competere in un settore in continua evoluzione". Lo ha detto il ceo di Mps, Luigi Lovaglio in conference call con gli analisti

 

MPS: LOVAGLIO, PRESENTIAMO NON SOLO DUE OPS MA UNA VISIONE

LA MAPPA DELLE PARTECIPAZIONI

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - «Oggi non presentiamo solo due transazioni, ma una visione». Così l'a.d. di Rocca Salimbeni, Luigi Lovaglio, ha aperto la conference call con gli analisti sulle Ops su Banco Bpm e Banca Generali. Negli ultimi anni, ha ricordato, Mps «ha completato una delle maggiori trasformazioni nel settore bancario europeo».

 

Ora «la domanda non è come diventare più grandi ma come diventare più rilevante». «Oggi abbiamo l’occasione di fare il nuovo passo strategico», ha concluso Lovaglio, sottolineando che le due Ops sono «due operazioni legalmente separate», ma «formano un piano industriale coerente».

 

MPS: LOVAGLIO, INTEGRAZIONE MEDIOBANCA PROCEDE SECONDO I PIANI

INTESA POUR HOMME

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - L'integrazione di Mediobanca «procede secondo i piani». Lo ha assicurato l'a.d. di Mps, Luigi Lovaglio, presentando le Ops su Banco Bpm e Banca Generali in conference call.

 

MPS: LOVAGLIO, 'NOI PARTNER NATURALE, CREIAMO VALORE CON INTEGRAZIONE E NON CON SPEZZATINO'

(Adnkronos) - "Mps è partner naturale per un'aggregazione non ostile" con Banco Bpm e Banca Generali. Lo dice Luigi Lovaglio, amministratore delegato di Mps, in una call con gli analisti. "Il modello crea valore attraverso l'integrazione, non attraverso lo spezzatino come l'abbiamo" chiamato", conclude.

 

Luigi Lovaglio

LOVAGLIO, CON BPM SOVRAPPOSIZIONI DI FILIALI LIMITATE, SARANNO BEN GESTITE

(ANSA) -  "Le sovrapposizioni di filiali" con Banco Bpm "sono molto limitate e saranno ben gestite". Lo ha detto il ceo di Mps, Luigi Lovaglio in conference call con gli analisti.

 

LOVAGLIO, CONVINTO CHE LE OPS PROCEDERANNO IN MODO AMICHEVOLE

 (ANSA) - "Sono profondamente convinto che le caratteristiche di questo progetto consentiranno di portare avanti questa operazione in modo amichevole perché crea moltissimo valore".

 

MPS MEDIOBANCA

Lo ha detto il ceo di Mps, Luigi Lovaglio, in conference call con gli analisti, spiegando di non aver ancora avuto "nessun contatto con gli azionisti" di Banco Bpm e Banca Generali, ma dicendosi fiducioso che venga apprezzato "uno dei progetti piu importanti del settore bancario degli ultimi anni". "Ho parlato di una aggregazione amichevole e non ostile", ha aggiunto ancora perché "siamo convinti della forza di questo progetto".

 

LA RETE DI LOVAGLIO PER TROVARE CONSENSO A TRIESTE E A PARIGI O ALZARE IL PREZZO

Estratto dell’articolo di Daniela Polizzi e Andrea Rinaldi per il “Corriere della Sera”

 

giuseppe castagna foto lapresse

Un risiko non lontano dai 200 miliardi. Tanto muove la nuova carta giocata dal Monte dei Paschi per sfuggire dall’abbraccio di Intesa e creare un nuovo polo bancario.

 

Se si va a vedere la capitalizzazione di Banco Bpm, Banca Generali, Mps, Mediobanca e le stesse Generali si arriva per l’esattezza alla cifra astronomica di 158 miliardi.

 

Regista di questo nuovo colpo di scena è sempre lui, Luigi Lovaglio, il banchiere di lungo corso, ampia conoscenza di fondi e famiglie, un’infaticabile volontà di acciaio.

Non si è arreso a luglio al passo indietro di Banco Bpm, che aveva proposto un’aggregazione alla pari con il Monte salvo poi fare un passo indietro.

 

luigi lovaglio - carlo messina

Nell’ultimo mese ha tessuto legami fruttuosi con alcuni azionisti. Secondo indiscrezioni, avrebbe sondato la disponibilità di soci come Delfin (17,5% di Mps), della Plt della famiglia Tortora (1,2%) che ne ha sostenuto la ricandidatura ad amministratore delegato a marzo, della Ufi Filter di Giorgio Girondi ( 3%) e dei grandi fondi che già avevano votato per lui all’assemblea di aprile.

 

Senza il loro placet a valutare un’operazione ardita, che tocca ampia parte del sistema creditizio, Lovaglio forse non sarebbe andato in cda a proporre la doppia Ops su Banca Generali e Banco Bpm. Le operazioni dovranno infatti passare il vaglio dell’assemblea straordinaria. Siena è infatti stretta nelle maglie della passivity rule — che le impedisce di varare operazioni senza l’ok della plenaria — dopo l’offerta di Intesa Sanpaolo.

 

Luigi Lovaglio

[...] Lovaglio [...] tira dritto. Si è mosso con la tenacia ferrea di chi è convinto che bisogna proteggere l’integrità del Monte che rischia di venire «smembrata» dall’Opas della banca guidata da Carlo Messina che, a operazione conclusa, venderebbe la metà degli sportelli al gruppo Unipol-Bper.

 

Il dovere morale di Lovaglio si è incrociato con quello espresso degli enti del territorio toscano dove la banca fondata nel 1472 affonda le radici.

 

Dalla sindaca di Siena, Nicoletta Fabio, al presidente della Regione, Eugenio Giani, fino alla presidente della Provincia, Agnese Carletti che hanno chiesto un incontro al ministro Giancarlo Giorgetti, slittato alla prossima settimana. Qualche consiglio sarebbe arrivato a Lovaglio anche dall’ex banchiere di JP Morgan Vittorio Grilli, oggi presidente di Mediobanca.

 

MONTE DEI PASCHI DI SIENA

Per prendere Banco Bpm il top manager dovrà confrontarsi con il Crédit Agricole che ne detiene il 29,3%. In cda sui francesi non avrebbe risposto, tenendosi le carte coperte.

 

Bisogna però ricordare che con la Banque Verte, l’ad di Mps ha già avuto occasione di confrontarsi e strappare buone condizioni: quando Lovaglio guidava il Creval riuscì a convincere l’allora ad Philippe Brassac e il presidente Dominique Lefebvre a ripresentarsi con un’offerta più generosa. Ma prima che le nozze con Banco Bpm saltassero, a inizio agosto, i vertici dell’Agricole avevano detto chiaramente che qualsiasi operazione su Piazza Meda dovrà passare da loro.

 

[...]

 

Carlo Messina

LE CONTROMOSSE DI INTESA CHE VA AVANTI SU SIENA: L'IPOTESI ESPOSTO ALLA CONSOB

Estratto dell’articolo di Federico De Rosa per il “Corriere della Sera”

 

La mossa a sorpresa di Luigi Lovaglio non era stata messa in preventivo, almeno non nella forma di una doppia Ops su Banco Bpm e Banca Generali.

 

Un doppio passaggio con cui Intesa Sanpaolo sta prendendo le misure per valutare come muoversi, anche se al momento non cambia nulla nella tabella di marcia dell’Opas su Mps.

 

HUGUES BRASSEUR - AD DI CREDIT AGRICOLE

Quello che emerge è senza dubbio l’audacia del ceo del Monte, che ha messo sul tavolo del board due operazioni che per andare a segno richiedono il necessario consenso del Crédit Agricole, primo azionista di Banco Bpm, da un lato, e di Generali dall’altro, con la banca francese che non più tardi di qualche settimana fa aveva bloccato il dialogo tra Mps e Banco Bpm, bocciando l’dea di un’integrazione Siena-Milano.

 

Immaginare una forzatura su un azionista che ha il 29,9% non è ipotizzabile: con in mano una minoranza di blocco, i francesi possono fermare piani di aggregazioni o operazioni straordinarie, rendendo vano il progetto di Lovaglio.

 

Anche l’operazione su Banca Generali ha un precedente, quello di un anno fa quando l’allora ceo di Mediobanca, Alberto Nagel per difendersi dalla scalata di Mps aveva preparato un’offerta sulla società di asset management di Trieste, poi ritirata dopo aver capito che il board di Piazzetta Cuccia non lo avrebbe appoggiato. Ora la situazione è diversa, il cda di Mediobanca è espressione di Mps, anche se l’assetto è stato deciso dal precedente consiglio in cui c’era un altro equilibrio rispetto all’attuale. Ma l’operazione resta comunque non di facile esecuzione.

 

CARLO MESSINA CARLO CIMBRI

[...] Sullo sfondo resta la sensazione che Lovaglio stia cercando di ostacolare Intesa e Unipol per ottenere un rilancio.

 

In queste ore si starebbe valutando la vicenda anche dal punto di vista legale, con una possibile richiesta di intervento della Consob per valutare gli effetti sul mercato delle parole e delle mosse del ceo di Siena.

 

Non sfugge che un altro importante risvolto dell’operazione riguarda Generali e i suoi equilibri. L’idea di cedere quote del capitale della compagnia triestina, che una volta completata la fusione con Mediobanca finirà in pancia a Mps, toglie dal tavolo una pedina preziosa, se non la più preziosa, del risiko.

 

[...]

 

jerome grivet - credit agricole

La strada è ancora lunga e gli ostacoli non mancano né per Lovaglio né per Intesa. Per il ceo di Mps c’è anche da superare l’ostacolo dell’assemblea, da cui deve ottenere il consenso per far partire la manovra essendo sotto passivity rule dopo l’annuncio dell’Ops da parte di Ca’ de Sass.

 

INTESA ASPETTA DI VEDERE LE CARTE IL TEMPO E LA CASSA SONO A FAVORE

Estratto dell’articolo di Gianluca Paolucci per “La Stampa”

 

Ai piani alti del grattacielo che ospita la sede di Intesa Sanpaolo a Torino, nessuno se la sente di sbilanciarsi. [...] Serve dunque partire dai fatti. Il principale è che alla chiusura di Borsa, [...] l'offerta di Intesa Sanpaolo sulla stessa Mps era ancora «a premio» rispetto ai prezzi delle azioni di Siena e di Intesa, di circa l'1,6%.

 

luigi lovaglio

Per valutare l'effetto del mercato sarà necessario aspettare la giornata di oggi, così come per capire quale potrà essere la reazione di Ca' de Sass.

 

Al momento, da un lato c'è una operazione appena annunciata ma - a ieri sera - non ancora formalizzata di evidente complessità, con due offerte sul mercato praticamente contemporanee dagli esiti comunque estremamente incerti.

 

Una doppia operazione di questa entità non ha precedenti non solo per Piazza Affari, ma neppure a livello continentale. Una fusione «amichevole» tra Banco Bpm e Mps è stata discussa dai vertici dei due istituti più volte nel corso degli ultimi tre anni. Da ultimo in primavera, prima e dopo l'annuncio di Intesa.

 

Le discussioni e le trattative non hanno mai portato a nulla, per varie ragioni.

Crédit Agricole, primo socio di Bpm con poco meno del 30%, ha già detto ufficialmente che la sua migliore opzione è una fusione tra le attività italiane (Ca Italia) e la stessa Bpm.

 

PHILIPPE DONNET A DAVOS 2018

Cosa potrà offrire Lovaglio alla banca francese in cambio del suo via libera sarà più chiaro nei prossimi giorni, ma già così c'è abbastanza per far drizzare le antenne a chi, nel governo, non ha in simpatia l'attivismo transalpino nel sistema economico-finanziario nazionale.

 

(Breve digressione: sono gli stessi che per bloccare l'offerta di Unicredit sulla banca di Piazza Meda hanno utilizzato il Golden power in nome della tutela dell'interesse nazionale, creando di fatto le condizione per far arrivare i francesi appena sotto la soglia di opa).

 

L'altra operazione, l'offerta su Banca Generali, almeno sulla carta è più semplice. Il primo azionista con oltre il 50% è Generali, i cui vertici non sono entusiasti di trovarsi il primo concorrente domestico come primo azionista come accadrebbe nel caso di successo dell'offerta di Intesa.

 

LUIGI LOVAGLIO AL SENATO - COMMISSIONE DI INCHIESTA SULLE BANCHE - FOTO LAPRESSE

Inoltre, Generali riceverebbe in cambio azioni Mps fino al 10% del capitale e la possibilità di distribuire i propri prodotti attraverso la rete di Siena. Un vantaggio commerciale che al momento Intesa non offre, né potrebbe offrire.

 

A oggi però l'offerta di Intesa è l'unica concreta, che ha avviato il processo autorizzativo e chiamato i soci a deliberare. Inoltre, Intesa ha dalla sua parte il fattore finanziario.

 

A fronte di un avanzamento della doppia offerta difensiva di Mps, può alzare la sua offerta. Un'ipotesi che finora è stata categoricamente esclusa dal numero uno Carlo Messina. Ma che se dovesse servire può tornare d'attualità.