francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio carlo messina generali

LOVAGLIO TENTA LA MOSSA DEL CAVALLO, MA QUESTA VOLTA RISCHIA GROSSO – L’AD DI MPS È TENTATO DALLA CESSIONE DEL 13% DI GENERALI, A CALTAGIRONE O UNICREDIT, PER FINANZIARE LA FUSIONE CON BPM. MA È LIMITATO DALLA PASSIVITY RULE: UN’EVENTUALE CESSIONE RICHIEDEREBBE PROBABILMENTE IL VIA LIBERA DELL’ASSEMBLEA STRAORDINARIA – L’OPERAZIONE, COME GLI HA RICORDATO L’AD DI INTESA, CARLO MESSINA, POTREBBE FAR CROLLARE IL VALORE DI MPS DEL 20-30% - I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE: “MAI CONVOLTI SUI PROGETTI DI FUSIONE, MA NULLA SI PUÒ FARE SENZA DI NOI” (E GRAZIE AL CAZZO: SONO I PRIMI AZIONISTI DELL’EX POPOLARE DI MILANO)

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

INTESA POUR HOMME – CARLO MESSINA SMETTE DI CINCISCHIARE E FA CAPIRE A LOVAGLIO E CASTAGNA CHI COMANDA: “SU MPS POSSO DIRVI, COME MARIO DRAGHI, ‘WHATEVER IT TAKES’. È UN OBIETTIVO CHE VOGLIAMO RAGGIUNGERE E FAREMO DEL NOSTRO MEGLIO PER PORTARE A TERMINE L’OPERAZIONE” – L’AD DI INTESA SANPAOLO STRONCA I SOGNI DI GLORIA DEL BAFFO LUCANO E DELL'AD DI BPM, CHE SOGNANO LA FUSIONE, MA NON HANNO I SOLDI PER FARLA: "SE MPS VENDESSE LA PARTECIPAZIONE DEL 13% IN GENERALI, IL TITOLO DEL MONTE PERDEREBBE DI BOTTO IL 20-30%. E QUESTO PORTEREBBE INTESA A RICONSIDERARE L’OFFERTA…” – LA FRECCIATINA ALLA NUOVA GOVERNANCE DEL “MONTE”

https://www.dagospia.com/business/intesa-pour-homme-carlo-messina-smette-cincischiare-fa-capire-lovaglio-482212

 

 

SU GENERALI, “CALTA” È USCITO DALLA PORTA MA RIENTRA DALLA FINESTRA – IL COSTRUTTORE ROMANO POTREBBE FARSI CONVINCERE DALL’AD DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, AD APPROVARE LA FUSIONE CON BPM, SOLO SE IL “MONTE” VENDESSE A LUI UNA QUOTA DI GENERALI, QUELLA NECESSARIA PER DISTRIBUIRE UN DIVIDENDO STRAORDINARIO PRIMA DELL’ASSEMBLEA – PER “CALTA” SAREBBE IL CORONAMENTO DI UN SOGNO: DIVENTEREBBE SOCIO DI MAGGIORANZA DI TRIESTE, CON I SUOI 900 MILIARDI DI EURO DI ASSET – LOVAGLIO, PERÒ, POTREBBE OFFRIRE QUOTE ANCHE A UNICREDIT: IL “BAFFO LUCANO” HA BISOGNO DI SOLDI (CHE AL MOMENTO NON HA) PER FINANZIARE LA FUSIONE CON BPM

https://www.dagospia.com/business/generali-calta-e-uscito-dalla-porta-rientra-dalla-finestra-costruttore-482271

 

CREDIT AGRICOLE: CEO, 'MAI COINVOLTI SU MPS-BPM, NULLA SI PUO' FARE SENZA DI NOI’

Olivier Gavalda

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - I vertici di Credit Agricole frenano sui progetti di fusione tra Banco Bpm ed Mps, ma avvertono che alla luce della loro quota in piazza Meda «nulla può essere fatto» senza di loro.

 

Incalzato dai cronisti in occasione della trimestrale, il ceo di Agricole, Olivier Gavalda, per la prima volta commenta così i rumors su un imminente M&A tra le due banche italiane: «Non abbiamo ricevuto alcun progetto, né alcuna informazione su una potenziale fusione tra Mps e Bpm» e, di conseguenza, «non siamo in grado di dire se questo progetto potrebbe creare valore per gli azionisti» di Piazza Meda. Il vice amministratore delegato Jerome Grivet ha poi ribadito: «Non siamo a conoscenza di alcun progresso concreto in merito a questa proposta di discussione».

Luigi Lovaglio

 

Subito dopo, però, dalla Banque Verte arriva un chiaro messaggio: «Con il 29,3% del capitale di Bpm, siamo indispensabili. Questo significa che nulla può essere fatto contro di noi o senza di noi. Ma ovviamente non siamo gli unici a prendere le decisioni».

 

MPS, LOVAGLIO VALUTA LA CARTA GENERALI CONTRO INTESA

Antonio Di Giorgio per Alliance News

 

Il risiko bancario potrebbe presto estendersi anche a Generali. Secondo quanto riportato giovedì dal quotidiano Domani, l'amministratore delegato di Banca Monte dei Paschi di Siena, Luigi Lovaglio, starebbe valutando la cessione della partecipazione del 13,3% detenuta nel Leone tramite Mediobanca per finanziare un dividendo straordinario destinato agli azionisti prima della fusione con Banco BPM.

 

CARLO MESSINA A CNBC

L'ipotesi punta a rendere più competitiva l'operazione con Banco BPM rispetto all'offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria lanciata da Intesa Sanpaolo, che prevede l'assegnazione di 16 azioni Intesa ogni 10 azioni MPS, oltre a EUR1 in contanti per ciascun titolo, per un esborso complessivo di circa EUR30,6 miliardi. Nei giorni scorsi Intesa Sanpaolo ha escluso un rilancio dell'offerta.

 

luigi lovaglio - carlo messina

Secondo il quotidiano, i possibili sbocchi della quota in Generali sarebbero due: Francesco Gaetano Caltagirone, che possiede il 6,3% del Leone ed è il secondo azionista di MPS con il 10,2%, oppure UniCredit, che detiene l'8,8% di Generali ed è appena diventata azionista di controllo di Commerzbank.

 

L'operazione dovrebbe comunque superare il vaglio delle autorità. A livello europeo sarebbe coinvolta la Banca Centrale Europea, mentre in Italia potrebbero intervenire Antitrust, Ivass e Governo. Sul fronte bancario, il piano di fusione prevede inoltre il trasferimento di 635 sportelli di MPS a Unipol per la successiva integrazione con BPER Banca.

 

Caltagirone Lovaglio Milleri

Restano anche ostacoli sul piano societario. MPS è soggetta alla passivity rule, che limita le iniziative difensive durante un'Opa, e un'eventuale cessione della quota in Generali richiederebbe probabilmente il via libera dell'assemblea straordinaria. Decisivo sarà il voto degli azionisti di MPS, dove Delfin detiene il 17,5%, Caltagirone il 10,2%, il Ministero dell'Economia e delle Finanze il 4,8% e Banco BPM il 3,7%.

 

Il consiglio di amministrazione ordinario di MPS è convocato per il 6 agosto.

ASSICURAZIONI GENERALIcarlo messina luigi lovaglio il gordon gekko dei riccarelli CARLO MESSINA A CNBCCaltagirone Lovaglio MilleriINTESA POUR HOMME LUIGI LOVAGLIO AL SENATO - COMMISSIONE DI INCHIESTA SULLE BANCHE - FOTO LAPRESSEluigi lovaglioLUIGI LOVAGLIO FRANCESCO MILLERI GAETANO CALTAGIRONE GENERALI Olivier Gavalda