FLASH! – I “DRAGHI BOYS” DEL POTERE ECONOMICO ITALIANO AVREBBERO ESPRESSO QUALCHE PERPLESSITA'…
LE MANI DI TRUMP SUL PETROLIO DEL VENEZUELA – WASHINGTON E CARACAS HANNO FIRMATO UN’INTESA SUL GREGGIO. GLI STATI UNITI AVRANNO IL CONTROLLO DI 65 MILIARDI DI BARILI DI RISERVE VENEZUELANE E IL 55% DELLA PRODUZIONE DI UNA NUOVA JOINT VENTURE, CON UNA CONCESSIONE CHE DURERÀ CENTO ANNI – CARACAS SI ASPETTA IN CAMBIO DALLO ZIO SAM 100 MILIARDI DI INVESTIMENTI E OLTRE 200 DI ENTRATE FISCALI – “THE DONALD”, CHE A GENNAIO AVEVA RIMOSSO CON UN GOLPE NICOLAS MADURO, ORA FESTEGGIA “IL PIÙ GRANDE ACCORDO PETROLIFERO DELLA STORIA MONDIALE”. IL GANGSTER DELLA CASA BIANCA AVEVA MINACCIATO LA PRESIDENTE AD INTERIM DELCY RODRÍGUEZ: “SE NON FARÀ CIÒ CHE VOGLIO, FARÀ LA FINE DI MADURO”
Estratto dell’articolo di Roberto Da Rin per “Il Sole 24 Ore”
DONALD TRUMP IN VERSIONE TRUMPO VENEZUELANO - MEME
Gli Stati Uniti e il Venezuela hanno firmato un’intesa sul petrolio. Il «più grande accordo della storia», nelle parole di Donald Trump: 65 miliardi di barili, un quinto delle riserve accertate del Paese passa sotto il controllo di una joint venture a guida statunitense, con il 55% in mano a Washington e una concessione che dura cento anni.
Il petrolio, in Venezuela, non è mai stato solo petrolio. Molto di più. «Nuestro petroleo». Tra la gente comune, nei barrios di Caracas, e nei discorsi dei politici: da Juan Vicente Gomez (tre volte presidente, dal 1908 al 1935), a Hugo Chavez, poi Nicolas Maduro. Per generazioni di venezuelani, prima ancora di essere una risorsa economica, il petrolio è stato identificato come un “proprietà collettiva”. […]
Le prossime tre o quattro generazioni di venezuelani erediteranno un contratto firmato da un governo insediato pochi mesi fa, dopo la cattura di Nicolás Maduro. Alla guida, Delcy Rodriguez.
Alcuni numeri: 17 giacimenti, 100 miliardi di investimenti promessi, 209 miliardi di tasse future agitate come garanzia di prosperità. Proprio così. Trump lo ha chiamato «il più grande accordo petrolifero della storia mondiale», e lo ha detto pensando tanto ai distributori di benzina americani e alle urne di novembre. […]
DONALD TRUMP E IL VENEZUELA - MEME BY VUKIC
Chi ha firmato, in nome di Caracas? Delcy Rodríguez, “presidente ad interim”, non un’elezione. Un governo nato dalle macerie politiche della cattura di Maduro e da quelle, letterali, di un terremoto che a giugno ha devastato il Paese e svuotato le casse dello Stato.
È in questa fragilità — economica, istituzionale, morale — che si è inserita la trattativa: un Paese a pezzi, la cui cassaforte di Stato, Pdvsa, la compagnia energetica nazionale, è stata svuotata di potere e il cui “spezzatino” è stato più volte annunciato dagli studi giuridico-energetici di Houston e Dallas.
Non solo. Trump, a cui va riconosciuta franchezza, ha parlato chiaro, nei primi giorni di gennaio : «Se Delcy non farà ciò che voglio, farà la fine di Maduro». Una minaccia a reti unificate, molto apprezzata dalle major petrolifere americane.
NICOLAS MADURO ARRESTATO - FORZE SPECIALI STATUNITENSI
Un’operazione ridefinita a Caracas, da un professore universitario di Economia dell’Energia, che chiede di non essere citato «un saccheggio con contratto notarile». Un secolo di concessione non è un investimento, è un’ipoteca sul futuro.
L’annuncio di Trump ha un evidente impatto geopolitico : il petrolio che potrà “controllare” in Venezuela, superiore ai 60miliardi di barili, è di poco inferiore alle riserve della Russia, pari a circa 80 miliardi di barili. […]
POST SU TRUTH DI DONALD TRUMP CON IL VENEZUELA COME 51ESIMO STATO AMERICANO
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