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Andrea Montanari per "Milano Finanza"
La crisi dell'editoria continua a mordere. E a Torino hanno deciso che è ora di invertire la rotta. La Fiat, primo azionista di Rcs Mediagroup (20,55%), ha deciso di accelerare sul processo di ristrutturazione de La Stampa, il giornale di proprietà che negli ultimi due anni ha perso 41 milioni (27 milioni nel 2012 e 14 milioni l'anno scorso) e che anche nel primo trimestre di quest'anno è in rosso per 5 milioni.
La casa automobilistica torinese presieduta da John Elkann e guidata dall'ad Sergio Marchionne, in particolare, avrebbe chiesto alla Editrice La Stampa, presieduta dallo stesso Elkann e gestita dal direttore generale Luigi Vanetti, di studiare le soluzioni affinché il 2014 si possa chiudere in pareggio. Una decisione legata al fatto che Fiat, che sta per spostare il quartiere generale in Olanda e a Detroit con la nascita di Fca (l'integrazione Fiat Chrysler), non vorrebbe più continuare a sborsare ogni anno liquidità per ripianare le perdita della casa editrice, e in particolare del quotidiano diretto da Mario Calabresi.
L'azienda editoriale dovrà quindi lavorare al taglio dei costi operativi (sul fronte redazionale ci sono ancora 10 prepensionamenti da concludere sui quasi 40 previsti nell'ultimo piano di risanamento), guardando soprattutto ai risparmi sulle ferie arretrate, le spese generali e magari quello della carta, ipotizzando un calo della foliazione de La Stampa. Altrimenti, si dice nei corridoi della redazione torinese, Fiat sarà costretta a intervenire in maniera ancora più drastica l'anno prossimo.
MARCHIONNE - ELKANN
Mario Calabresi
marchionne elkann x
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