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SI PARTE CON UBI, SI CONTINUA CON MEDIOBANCA E SI FINIRA' CON IL ''CORRIERE'' – LA SCALATA DI DEL VECCHIO A PIAZZETTA CUCCIA SI LEGA AL REGOLAMENTO DEI CONTI DEI POTERI ECONOMICI ITALIANI. DA UNA PARTE NAGEL-MESSINA-CIMBRI (CON "LA REPUBBLICA" DI JOHN ELKANN), DALL’ALTRA CAIRO-MUSTIER-DEL VECCHIO (CON ''IL CORRIERE") – L'INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO CONSOLIDATO DI CAIRO RIFERIBILE A RCS E' DI 108,1 MILIONI. E POI DEVE RESTITUIRE 30 MILIONI DI FIDO A BANCA INTESA, CHE GLI FINANZIÒ L’OPA NEL 2016: NEI PROSSIMI MESI SCORRERA' SANGUE A MILANO…
Camilla Conti per “la Verità”
Anni fa un docente universitario chiese a Giovanni Bazoli quale fosse stata la bussola della sua attività di banchiere. Il professore bresciano rispose, senza esitazione, di essere stato guidato dall' obiettivo di far rinascere e crescere l' istituto che gli era stato affidato, ma anche, nello stesso tempo, dall' intento di concorrere allo sviluppo sociale e culturale del Paese.
Sviluppo che è passato anche dalle pagine del Corriere della Sera, il quotidiano della borghesia lombarda, e dal destino del gruppo Rizzoli, poi diventato Rcs, specchio della storia dell' ultimo trentennio, tra appetiti, scontri politici e finanziari, trappole evitate e subite, come se tutto il capitalismo italico ruotasse intorno a questo eterno oggetto del desiderio.
Il controllo della Rizzoli - e soprattutto i debiti - facevano parte della pesante eredità del Banco Ambrosiano che Bazoli doveva rilanciare nel suo doppio ruolo di primo azionista ma anche di principale creditore. Per salvare la casa editrice dalla bancarotta il banchiere chiese, e ottenne, l' aiuto della Fiat e di Gianni Agnelli con cui instaurò un rapporto significativo.
Tanto da ricevere dall' Avvocato, poche settimane prima della sua morte avvenuta a gennaio 2003, una sorta di «mandato morale» per vigilare sulle sorti del Corriere. «Ascoltate anche in futuro quello che vi propone il professor Bazoli», disse Agnelli al suo legale di fiducia, Franzo Grande Stevens. E così è stato.
Quasi 13 anni dopo, nell' estate del 2016, l' Intesa presieduta da Bazoli e guidata da Carlo Messina è scesa in campo per finanziare l' Opa lanciata dalla Cairo communication di Urbano Cairo contro la cordata antagonista di cui facevano parte Mediobanca, Unipol, Diego Della Valle e Marco Tronchetti Provera.
Oggi gli equilibri sono profondamente cambiati: Fiat, diventata Fca, è uscita da Rcs e ha negoziato con Intesa un maxi prestito da 6,3 miliardi garantito dalla Sace per sostenere la filiera italiana dell' automotive, e nel frattempo il nipote dell' avvocato, John Elkann, ha preso il controllo di Repubblica, Espresso e Stampa con il gruppo Gedi. Non solo.
sede del corriere della sera in via solferino a milano 1
Intesa ha Mediobanca e Unipol come alleate nell' Ops su Ubi che però tenta di guadagnare tempo portando l' offerta in tribunale per altro seguendo le strategie legali dell' avvocato d' affari Sergio Erede che ai tempi dell' Opa del 2016 giocava invece con il team di Intesa.
Lo stesso Erede che, come ha ricordato un articolo della Verità a fine febbraio, per conto di Cairo adesso sta combattendo anche la battaglia contro il fondo americano Blackstone sulla vendita della sede del Corriere della Sera in via Solferino e che al fianco di Leonardo Del Vecchio sta gestendo l' avanzata del patron di Luxottica su Mediobanca.
REPUBBLICA - ARTICOLO SU MEDIOBANCA
Il mondo è cambiato, alcuni attori delle sfide finanziarie di un tempo sono finiti a bordo pista oppure giocano con una nuova maglia e appetiti stranieri si affacciano all' orizzonte.
Eppure Rcs resta un crocevia dei nuovi assetti di potere - non solo editoriale - in questo Paese che nuove alleanze possono condizionare, soprattutto alla luce delle ultime grandi manovre sul fronte bancario e assicurativo.
In molti hanno notato il titolone sfornato da Repubblica in prima pagina sulla richiesta inviata formalmente da Del Vecchio alla Bce per poter salire al 20% di Mediobanca in chiave «non ostile» verso l' ad Alberto Nagel ma con un occhio alle Generali.
Notizia gustosa, sia chiaro, e data in anteprima. Ma le mosse dell' imprenditore veneto su Piazzetta Cuccia erano note da mesi, perché dargli così tanta evidenza aprendoci addirittura il giornale?
Di certo, nell' attuale scacchiere delle relazioni, gli Elkann sono gemellati con il «team Messina» cui può far comodo se l' attenzione mediatica si sposta dalla partita su Brescia a quella di Del Vecchio su Trieste. Tenendo d' occhio l' altra corazzata editoriale, ovvero il Corriere, di cui Intesa è ancora creditore per 30 milioni sui 100 di debito.
L' indebitamento finanziario netto consolidato dell' intero gruppo Cairo communication è infatti di 108,9 milioni ed è riferibile a Rcs per 108,1 milioni. I rapporti tra Urbano Cairo e Messina non sarebbero più saldi come un tempo. E l' imprenditore, secondo indiscrezioni raccolte in ambienti finanziari, starebbe valutando un possibile disimpegno da Rcs per rafforzarsi sul mercato televisivo con La 7 e tenersi le mani più libere come editore. Solo rumors? Chissà.
sede del corriere della sera in via solferino a milano 2
Sta di fatto che, negli accordi presi con Intesa in cambio del finanziamento dell' Opa del 2016, è previsto il rimborso anticipato della linea di credito concessa dalla banca «qualora Cairo communication cessi di detenere, direttamente o indirettamente, una partecipazione almeno pari al 35% del capitale sociale di Rcs». Insomma, se davvero l' imprenditore volesse uscire dal Corriere, dovrebbe prima saldare i debiti.
E comunque fare i conti con le reazioni di Messina e Nanni Bazoli, ora presidente emerito di Intesa, deciso a mantenere la promessa fatta anni fa all' Avvocato. Il patron del Torino è pronto a finire in guerra contro Intesa, Elkann, che pur essendo editore concorrente segue le orme del nonno, e pure contro Mediobanca? Cairo è avvisato.
VINCENZO BOCCIA MAURIZIO MOLINARI JOHN ELKANN
LEONARDO DEL VECCHIO NAGEL
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