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A PASSO D’OPA: LA MAGGIORANZA APPARECCHIA LA TAVOLA PER CALTAGIRONE E MILLERI – IL CENTRODESTRA VUOLE ALZARE DAL 25 AL 30% LA SOGLIA IN CUI SCATTA L’OBBLIGO DI PRESENTARE UN’OFFERTA PUBBLICA D’ACQUISTO PER LE SOCIETÀ QUOTATE: È UN MODO PER TUTELARE POSTE (CHE POTREBBE SUPERARE IL 30% IN TIM SENZA IMBARCARSI IN UNA COSTOSA ACQUISIZIONE), MA SOPRATTUTTO IL DUPLEX “CALTA”-DELFIN - SE LA BCE DOVESSE ACCERTARE IL CONCERTO, L’EDITORE DEL “MESSAGGERO” E GLI EREDI DEL VECCHIO SAREBBERO COSTRETTI DALLA CONSOB AD UNA COSTOSISSIMA OFFERTA TOTALITARIA SU MEDIOBANCA, TRAMITE MPS, DA QUASI 15 MILIARDI DI EURO…

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1. LO SCUDO DEL CENTRODESTRA ALZERÀ LA SOGLIA DELL’OPA IN BORSA

Estratto dell’articolo di Sara Bennewitz e Giuseppe Colombo per “la Repubblica”

https://www.repubblica.it/economia/2025/04/02/news/opa_tuf_commissione_report_borsa-424100279/

 

giancarlo giorgetti giorgia meloni foto lapresse.

La maggioranza prepara uno scudo per le società quotate. Una mossa che punta a rendere più difficili le scalate anche ai colossi di Stato. L’idea sarebbe quella di alzare la soglia di possesso azionario che fa scattare l’obbligo di Opa dal 25 al 30%, allineandola agli standard europei per rafforzare anche il ruolo di Borsa Spa, incentivando le Ipo e proteggendo gli azionisti stabili. La riforma potrebbe essere sfruttata da Poste Italiane, che dopo essere appena salita al 24,81% di Tim, in teoria potrebbe arrivare fino al 30% senza lanciare l’Opa.

 

I tempi non sono immediati, ma il disegno è stato già delineato. I partiti che sostengono il governo puntano a intervenire con una modifica a uno dei decreti attuativi della riforma del Testo unico della finanza (Tuf), atteso in Parlamento entro l’estate.

 

MATTEO DEL FANTE

Secondo quanto si apprende in ambienti di maggioranza, il governo sta valutando il nuovo testo, anche sulle soglie dell’Opa, ora al 25%. Alla fine a intervenire potrebbero essere le commissioni parlamentari chiamate a esprimere un parere sul testo.

 

Un passaggio importante perché le indicazioni delle Camere […] sono solitamente assorbite nel testo definitivo che deve essere approvato dal Consiglio dei ministri. I precedenti non mancano: molti dei decreti attuativi della riforma fiscale hanno registrato integrazioni e modifiche durante l’iter parlamentare.

 

PIETRO LABRIOLA

Curiosamente, la modifica delle soglie rispetto agli standard europei fu introdotta nel 2014 per arginare l’ascesa di Vivendi nel capitale di Tim, e ora che il colosso francese è stato sostituito da Poste (primo azionista di Telecom), si parla di alzarla di nuovo al 30%. Va detto che lo sbarramento al 30% esiste già in Italia per le aziende di piccole e medie dimensioni (fino a 1 miliardo di capitalizzazione), ed è largamente adottato in Europa, dove peraltro esistono meccanismi per moltiplicare il diritto di voto più potenti di quelli tricolori.

 

Detto questo sono tante le aziende quotate che potrebbero approfittarne. Poste-Tim è solo l’ultimo caso, ma non quello più urgente dato che la quota di Vivendi è stata in vendita per mesi, e alla fine solo il gruppo guidato da Matteo Del Fante è riuscito a trovare un accordo sul prezzo e la remissione delle cause.

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE - FRANCESCO MILLERI

Cassa depositi e prestiti, ad esempio, potrebbe aumentare la sua quota in Nexi, oggi pari al 18,25%, favorendo la discesa dei fondi di private equity. Oppure il ministero dell’Economia potrebbe arrotondare la sua partecipazione in Enel (pari al 23,6%), che all’assemblea per il rinnovo del cda della primavera 2023 fu attaccata aspramente dal fondo Covalis. [...]

 

2. REGOLE DELLE OFFERTE IN BORSA IL GOVERNO VUOLE AUMENTARE IL TETTO PER L'OPA OBBLIGATORIA

Estratto dell’articolo di Alessandro Barbera per “la Stampa”

 

MPS MEDIOBANCA

[…]  La ragione ufficiale che filtra da Palazzo Chigi e Tesoro è che troppe aziende hanno lasciato o stanno lasciando la Borsa di Milano, e dunque è necessario incoraggiare gli imprenditori a tornarvi senza correre il rischio di perdere il controllo delle rispettive società.

 

La realtà che emerge dalle conversazioni riservate con esponenti della politica e della finanza, e la coincidenza temporale della notizia è diversa: l'aumento della soglia dell'opa avrebbe riflessi decisivi in due grandi operazioni sostenute dal governo, ovvero il ritorno in Italia del controllo di Tim ma soprattutto l'affare Mediobanca-Generali. Vediamo perché.

 

LUIGI LOVAGLIO - FOTO LAPRESSE

Oggi le regole dicono che nelle società più grandi scatta l'obbligo dell'offerta totalitaria oltre il 25 per cento. Oltre quella soglia, l'azionista di controllo è obbligato a fare un'offerta sull'intero capitale. Per le aziende più piccole […] l'obbligo scatta al 30 per cento.

 

Nelle intenzioni del governo […] le due soglie saliranno. Quella «politicamente» più sensibile è ovviamente quella che riguarda le grandi aziende e che potrebbe salire al 30 per cento.

 

La forchetta dentro la quale si gioca la decisione del governo interessa anzitutto Poste. […] con la somma delle due acquisizioni Poste si appresa a raggiungere la soglia limite dell'Opa al 24,8 per cento, oltre la quale Del Fante sarebbe costretto a chiedere al mercato l'acquisto del controllo della ex società telefonica pubblica. Una ipotesi che Del Fante - lo ha detto pubblicamente - non ha intenzione di avallare […]

 

GLI INTRECCI TRA DELFIN E CALTAGIRONE

Gli altri protagonisti che si avvantaggerebbero della decisione del governo sono Francesco Gaetano Caltagirone e la finanziaria della famiglia Del Vecchio guidata da Francesco Milleri. Qui la faccenda è ancora più complicata. L'altro ieri […] i vertici di Mediobanca - che osteggiano l'operazione - hanno denunciato il «concerto» fra i due soci e la prospettiva - in caso di vittoria - di una concentrazione che permetterebbe ai due di controllare contestualmente Monte dei Paschi, Mediobanca e in prospettiva le Generali, la cui assemblea si svolgerà il 24 aprile.

 

Sulla loro strada c'è dunque un ostacolo: se la Bce dovesse accertare il concerto, i due - complessivamente azionisti al 27 per cento di Mediobanca - sarebbero costretti dalla Consob ad una costosissima offerta totalitaria sull'istituto milanese, quasi 15 miliardi di euro. […]