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INDIETRO TUTTA SULLA TRANSIZIONE ENERGETICA! – IL MINISTRO DELL’AMBIENTE, GILBERTO PICHETTO FRATIN, ANNUNCIA CHE SE I PREZZI DI GAS E PETROLIO DOVESSERO ANCORA AUMENTARE A CAUSA DELLA GUERRA NEL GOLFO “POTREBBE RENDERSI NECESSARIO RIATTIVARE LE CENTRALI A CARBONE” – OGGI SONO QUATTRO GLI IMPIANTI SU CUI L'ITALIA PUÒ CONTARE: DUE SONO IN SARDEGNA, OPERATIVE SINO AL 2028, MENTRE GLI ALTRE DUE, A CIVITAVECCHIA E BRINDISI, SONO SPENTI DA FINE 2024 – LA SOCIETÀ ITALIANA DI MEDICINA AMBIENTALE: “IL CARBONE SCARICA UNA QUOTA RILEVANTE DEI PROPRI COSTI SULLA COLLETTIVITÀ SOTTO FORMA DI MALATTIE, MORTI PREMATURE, RICOVERI…”
Estratto dell’articolo di Paolo Baroni per “La Stampa”
«Se il gas supera i 70 euro al megawattora potrebbe rendersi necessario riattivare le centrali a carbone» sostiene il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin.
«È una cifra alta, oggi siamo intorno ai 40 euro, mentre le stime iniziali erano tra i 28 e i 30. Ma quello è il punto di caduta» ha aggiunto [….]
Oggi sono 4 le centrali a carbone su cui l'Italia può contare per una potenza complessiva di 4,7 gigawatt: due sono in Sardegna, a Portovesme e a Fiume Stato, destinate a operare sino a tutto il 2028; mentre le altre due, quelle di Civitavecchia e di Brindisi, le più grandi (1,8 gigawatt di potenza cadauna) sono spente da fine 2024 ma in base all'ultimo decreto Bollette resteranno «a disposizione», «di scorta» sino al 2038.
giorgia meloni gilberto pichetto fratin - foto lapresse
«Non ho ordinato lo smantellamento perché, in una situazione di emergenza, potrebbero essere necessarie» ha poi chiarito Pichetto, assicurando però che «l'intenzione e la determinazione» del governo «restano quelle della chiusura del carbone».
Mette le mani avanti la Società italiana di medicina ambientale (Sima), segnalando che «la possibile riattivazione anche temporanea delle centrali a carbone non può essere valutata solo in termini di costo immediato dell'energia, visto che la letteratura scientifica mostra con chiarezza che il carbone scarica una quota rilevante dei propri costi sulla collettività sotto forma di malattie, morti premature, ricoveri, perdita di produttività, danno ambientale e pressione sui sistemi sanitari» […]
antonio tajani gilberto pichetto fratin
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