SE GIORGIA MELONI VOLESSE IMBASTIRE UNA VERA OPERAZIONE SIMPATIA, DOVREBBE SCRIVERE…
PER ORCEL, L’ITALIA PUÒ ATTENDERE – DI FRONTE ALL’OFFERTA DI INTESA-UNIPOL PER MPS, UNICREDIT SI CONCENTRA SUL FRONTE TEDESCO: TRA AZIONI E DERIVATI, È SALITA AL 54% DI COMMERZBANK, NONOSTANTE L’OSTILITÀ DEL GOVERNO DI BERLINO – QUALSIASI CONTROFFERTA SU MPS DA PARTE DELLA BANCA MILANESE APPARE IMPROBABILE: BISOGNEREBBE METTERE SUL TAVOLO ALMENO 35 MILIARDI, CON UNA DISPERSIONE DI RISORSE SPROPORZIONATA – AL MOMENTO È DIFFICILE ANCHE UN RITORNO DI FIAMMA SU BANCO BPM: IL 30% POTENZIALE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE È UN DISINCENTIVO A PROCEDERE (ANCHE SE VENISSE RIMOSSO LO STOP DEL GOVERNO ALL’OPERAZIONE)
Estratto dell’articolo di Giovanni Pons per “la Repubblica”
ANDREA ORCEL IN VERSIONE WILLY WONKA
È ancora scontro frontale tra Unicredit e Commerzbank sull'Ops lanciata dalla banca italiana su quella tedesca.
L'istituto guidato da Andrea Orcel ieri ha annunciato che le adesioni all'offerta per l'istituto tedesco hanno raggiunto il 10,91% circa del capitale sociale, pari all'11,38% dei diritti di voto. Considerando che Unicredit ha già il 26,77% in portafoglio (27,93% dei diritti di voto), con le ultime adesioni raggiunge il 37,68% di Commerzbank, pari al 39,31% dei diritti di voto.
Inoltre, non essendoci cambiamenti sul fronte dei derivati, con una quota pari al 3,22% di una posizione in strumenti regolabili in azioni e una parte in derivati regolabili in contanti pari al 13,19% di Commerzbank, la partecipazione potenziale complessiva detenuta da Unicredit sale dal 50,76% al 54,09%.
Unicredit ha poi rilasciato un comunicato in cui critica fortemente le accuse sollevate da Commerzbank riguardo il conteggio delle azioni portate all'Ops, definite gravi.
«Qualsiasi insinuazione secondo cui Unicredit avrebbe intenzionalmente confuso le categorie di disclosure al fine di sovrastimare artificialmente il livello percepito di adesioni all'offerta è priva di qualsiasi fondamento, sia fattuale che giuridico - scrive la banca con sede in Piazza gae Aulenti a Milano -. Le comunicazioni di Unicredit sono oggetto di un dialogo continuo, pienamente trasparente, con l'autorità di vigilanza Bafin». La quale, a quanto risulta, non ha finora mosso alcuna critica all'operato di Unicredit.
La Commerzbank nei giorni scorsi aveva sollevato il caso dicendo che le adesioni all'Ops di Unicredit erano arrivate, finora, solo da controparti dei derivati stipulati dal team di Orcel. Ma anche se fosse così, non risulta che ciò sia illegale.
I grandi fondi di investimento, come Blackrock, che è presente sia nel capitale di Unicredit che in quello di Commerzbank, sono ancora alla finestra in attesa di vedere se arriverà un rilancio sul prezzo. E quindi le loro adesioni, se ci saranno, arriveranno all'ultimo minuto.
Ciò non ha impedito a Commerzbank di replicare ancora. «In base alle informazioni di cui disponiamo, finora non è stata individuata alcuna accettazione dell'offerta da parte di un investitore istituzionale, mentre il totale delle accettazioni da parte di investitori privati corrisponde a una quota azionaria pari solo allo 0,05% circa».
[…] Orcel […] ha tutto interesse a concentrarsi sul buon esito dell'operazione in Germania perché le vicende italiane non stanno volgendo a suo favore. L'Opas lanciata da Intesa Sanpaolo su Mps lunedì, con il supporto fondamentale di Unipol, è stata apprezzata dal mercato ed è molto difficile da contrastare.
LUIGI LOVAGLIO MONTE DEI PASCHI DI SIENA
Oltre che essere sostenuta anche da Palazzo Chigi, molto meno dal Mef. Qualsiasi controfferta su Mps da parte di Unicredit aprirebbe uno scontro all'arma bianca con Intesa e una dispersione di risorse finanziarie enorme. Per questo motivo, da fonti vicine al gruppo milanese, al momento filtra un sentimento di rassegnazione.
Ma anche un ritorno di interesse di Unicredit per Banco Bpm sembra assai difficile al momento. La presenza del Crédit Agricole potenzialmente al 30% è un disincentivo enorme a procedere in quella direzione.
Solo se ci fosse un ripensamento del ministro Giorgetti, che aveva contrastato in tutti i modi l'Ops lanciata sul Banco più di un anno fa da Unicredit, potrebbe far cambiare opinione a Orcel. La leva potrebbe essere un intervento forte dell'autorità antitrust su banco Bpm per limitare la presenza dei francesi e il controllo di fatto sul gruppo. Ma al momento all'Agcm non è ancora stato nominato neanche il nuovo presidente scaduto già da un mese. L'ultimo fronte, per Orcel, è quello su Generali, ma qui i numeri in gioco sono molto alti ed è difficile pensare a qualsiasi mossa prima della conclusione della partita tedesca.
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