
DAGOREPORT – IL GOVERNO RECAPITA UN BEL MESSAGGIO A UNICREDIT: LA VALUTAZIONE DELL’INSOSTENIBILE…
Carlotta Scozzari per Dagospia
Piazza Affari si era congedata dagli investitori con segno positivo prima della pausa per le festività pasquali e anche oggi, nel primo giorno dopo la ripresa degli scambi, ha terminato in rialzo. Merito soprattutto della positività di Wall Street, a sua volta innescata dal risveglio dell'm&a (fusioni e acquisizioni) e da alcuni risultati del primo trimestre del 2014 superiori alle attese. A Milano, l'indice Ftse Mib ha chiuso in progresso dell'1,49%, a 21.935,34 punti, di nuovo a un soffio da quota 22mila punti. Nel frattempo, lo spread tra rendimenti di titoli di Stato italiani e tedeschi è nuovamente sceso di slancio a 155 punti.
La migliore azione del listino principale è stata Telecom Italia, che ha guadagnato il 4,03% dopo che venerdì scorso si è riunito per la prima volta il nuovo consiglio di amministrazione presieduto da Giuseppe Recchi e guidata dall'amministratore delegato Marco Patuano. In forte rialzo anche la Fiat guidata da Sergio Marchionne, che ha guadagnato il 3,54% a quota 9,07 euro, al di sopra della soglia dei 9 euro.
Tra le migliori performance, vanno ancora una volta segnalate le banche, con Unicredit in progresso del 2,62% e Mps del 2,19 per cento. Poco mossa la Popolare di Milano, che ha ceduto lo 0,07 per cento. Questa mattina, le due big bancarie italiane, Intesa Sanpaolo (+2,06%) e Unicredit, hanno fatto sapere che, insieme con Kkr e A&M, hanno firmato un'intesa "per sviluppare e realizzare insieme una soluzione innovativa finalizzata a ottimizzare le performance e massimizzare il valore di un selezionato portafoglio di crediti in ristrutturazione attraverso la gestione attiva degli asset e l'apporto di nuove risorse finanziare". In pratica, si tratta di un ulteriore modo per liberarsi di quei prestiti che, complice la crisi, fanno fatica a essere rimborsati.
Su di giri anche la società della moda online Yoox (+3,28%), che secondo alcuni osservatori beneficerebbe delle indiscrezioni secondo cui il private equity Permira potrebbe presto farsi avanti per rilevare una quota del gruppo Roberto Cavalli, non quotato in Borsa.
Tra i segno meno, debole Eni (-0,26%), su cui ha pesato la bocciatura arrivata questa mattina dagli analisti di Ubs, che hanno tagliato il giudizio sul colosso petrolifero a "neutral" ("neutrale") dal precedente "buy" ("comprare").
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