SE GIORGIA MELONI VOLESSE IMBASTIRE UNA VERA OPERAZIONE SIMPATIA, DOVREBBE SCRIVERE…
ALLORA PIGNATARO ESISTE! – IL MISTERIOSO PAPERONE, FONDATORE DI “ION”, INTERVIENE AL CONVEGNO DEL “FUTURE INVESTMENT INITIATIVE INSTITUTE” DI BIN SALMAN, A ROMA. E MANDA UN “PIZZINO” CON VISTA RISIKO: “LE BANCHE DOVRANNO AVERE UN RUOLO DI ‘FACILITATORI’ ED ESSERE ‘UN MOTORE DI ABBINAMENTO TRA CAPITALE PRIVATO, CAPITALE ISTITUZIONALE E LE ESIGENZE DELLE IMPRESE’ - "IL PROBLEMA DEL FINANZIAMENTO BANCARIO E' CHE LE INFORMAZIONI RIMANGONO PRIVATE”. LUI DI FINANZIAMENTI SE NE INTENDE, AVENDO UN DEBITO DA 11 MILIARDI. E ANCHE DI INFORMAZIONI, ESSENDO “ION”, TRAMITE CERVED E CEDACRI, IL PRINCIPALE PLAYER ITALIANO DI RACCOLTA DEI DATI FINANZIARI - NEL SUO INTERVENTO PIGNATARO HA POI PROVATO A SPIEGARE COME L’EUROPA PUÒ RECUPERARE IL DIVARIO DI PRODUTTIVITÀ CON GLI USA. IL SENSO DEL DISCORSO? NON SERVE UN “OPENAI EUROPEA”: SERVE UN’EUROPA CHE ADOTTI L’IA E LA ROBOTICA NELLE INDUSTRIE IN CUI È GIÀ FORTE, PIÙ VELOCEMENTE DI TUTTI (E GRAZIE AL CAZZO, COSÌ SI PREMIA CHI È GIÀ DOMINANTE, COME LE SUE AZIENDE SUI DATI FINANZIARI)
Banche: Pignataro, siano facilitatori tra capitale privato, istituzionale e imprese
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le banche dovranno avere un ruolo di "facilitatori" ed essere "un motore di abbinamento tra capitale privato, capitale istituzionale e le esigenze delle imprese". Lo ha sottolineato Andrea Pignataro, fondatore del gruppo Ion, intervenuto al convegno del Future Investment Iniziative Institute.
"L'Europa e' stata finanziata principalmente dalle banche e il problema del finanziamento bancario e' che le informazioni rimangono private: se non si dispone delle informazioni, non si possono davvero sviluppare mercati dei capitali profondi", ha detto l'imprenditore che in Italia ha investito con il suo gruppo in Cerved, Cedacri e Prelios.
LO SCHEMA SOCIETARIO DELLE AZIENDE DI PIGNATARO
"Ritengo quindi che, man mano che la dimensione degli investimenti crescera', le banche dovranno sindacare sempre di piu' i loro prestiti sul mercato, e quella sindacazione facilitera' la distribuzione delle informazioni. E questo attirera' poi nuovo capitale".
"C'e' un problema di struttura di mercato perche' evidentemente occorre educare le imprese a confrontarsi con gli investitori, il che e' diverso dal confrontarsi con una banca o con una banca di relazione, e occorre avere banche che si vedano anche come facilitatori" ha concluso Pignataro osservando che questi fattori saranno alla base della crescita del credito privato.
andrea pignataro all evento della future investment initiative institute di roma 11
CHE COSA HA DETTO ANDREA PIGNATARO, FONDATORE DI ION GROUP, NEL SUO INTERVENTO AL FII A ROMA PER PUNTI
* Il divario di crescita tra Europa e Stati Uniti è quasi interamente un divario di produttività, e il divario di produttività è un divario tecnologico
* Circa il 70% del divario di reddito pro capite con gli USA è minore produttività; togliendo il settore tech dal confronto, le imprese europee hanno tenuto il passo per vent’anni. Non lavoriamo meno e non risparmiamo meno: l’Europa investe una quota di PIL più alta degli USA (circa 22% contro 18%) e ne ricava meno crescita.
* l’Europa non deve vincere la corsa a inventare la frontiera dell’intelligenza artificiale e della robotica — deve adottarla più in fretta di chiunque altro
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* Ci sono solo due modi per colmare un divario tecnologico: spostare la frontiera (inventare) o adottarla più in fretta di tutti. Il collo di bottiglia europeo non è l’invenzione ma la diffusione — e la diffusione la si può accelerare subito, con politiche e capitale
* Il dibattito sul declino europeo si concentra sulla domanda sbagliata. Non serve un “OpenAI europea”: serve un’Europa che adotti l’IA e la robotica nelle industrie in cui è già forte, più velocemente di tutti — esattamente come, dopo la guerra, adottò la frontiera tecnologica americana e ne ricavò trent’anni di crescita.
* È già successo: il miracolo economico del dopoguerra fu un miracolo di adozione. Oggi abbiamo la stessa occasione, e una finestra di pochi anni per coglierla.
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* Il boom del dopoguerra fu adozione, non invenzione (Germania ~8% l’anno per un decennio; Italia 6% nel 1951–63 e 5% nel 1964–73). Il Programma per la Produttività: ~1.500 missioni di studio negli USA, l’1,5% degli aiuti Marshall.
* Nei primi anni ’50 come parte del piano Marshall migliaia di manager europei sono andati in US per osservare come lavorano le fabbriche americane imparando a come ricostruire rapidamente le proprie imprese. Non era spionaggio: era politica
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* L’IA è principalmente una riorganizzazione dell’impresa. Il leader diventa un venture capitalist che alloca calcolo, capitale e fiducia a piccoli team dotati di IA agentica, capaci di ricostruire lo stack in mesi ed estendere l’offerta a una frazione del costo.
* La lezione di Industria 4.0 ha funzionato a livello di impresa ma poco a livello aggregato, per due ragioni — ha sussidiato le macchine senza le competenze, ed è stato instabile (incentivi a singhiozzo).
* Vanno incentivati i risultati (l’adozione reale) in modo inversamente proporzionale al tempo di adozione (tanto piu velocemente si raggungono I risutlati (con metriche verificabili— quota di processi automatizzati, ore-agente) tanto piu grande e l incentivo fiscal su un arco di 5 anni.
* Gli appalti pubblici (14% del PIL UE, leva che non richiede l’unanimità dei 27) con preferenza “made in Europe” e la priorità di sicurezza e difesa sono poi una un’opportunita unica per fare lo scale up dell impatto
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