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IL PNRR: L'ALBERO DELLA CUCCAGNA PER I COSTRUTTORI! - L'ITALIA HA INVESTITO CENTINAIA DI MILIONI DI EURO PER COSTRUIRE STUDENTATI PER GLI UNIVERSITARI FUORISEDE. IL RISULTATO? I POSTI LETTO TIRATI COSTANO PIÙ DELLE CAMERE A PREZZO DI MERCATO (GLI IMPRENDITORI HANNO INCASSATO DALLO STATO E ORA SPENNANO GLI STUDENTI SQUATTRINATI) - IN PUGLIA, L'AFFITTO DI UNA STANZA COSTRUITA CON L'AIUTO DEL PNRR COSTA IL 50% IN PIÙ RISPETTO ALLA MEDIA. IL DIVARIO CRESCE NELLE MARCHE (+71%), IN UMBRIA (+76%), IN MOLISE (+80%) E IN CALABRIA (+88%) - A MILANO E ROMA DIVERSI STUDENTATI SUPERANO GLI 800 EURO AL MESE - L'INCHIESTA DI "CHORA MEDIA" E "WILL MEDIA" E LA RISPOSTA DEL MINISTERO DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA: "CONFRONTARE QUESTI IMPORTI CON I CANONI DEL MERCATO PRIVATO NON È QUINDI SOLO IMPRECISO, MA ERRATO"
NOTA STAMPA DEL MINISTERO DELL'UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA
Le conclusioni di inchieste giornalistiche relative ai prezzi delle residenze universitarie sono totalmente fuorvianti. I costi per posto letto negli studentati realizzati con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sono stati determinati sulla base dei dati dell’Agenzia delle Entrate relativi ai contratti di locazione per studenti e comprendono servizi essenziali quali luce, gas e riscaldamento. In alcuni casi gli studentati prevedono anche la mensa, il cui costo è già incluso nel prezzo.
Confrontare questi importi con i canoni del mercato privato non è quindi solo impreciso, ma errato: gli affitti di mercato indicano il solo costo della locazione, al quale devono essere aggiunte le spese per utenze e oneri condominiali. L’impegno del Governo nella realizzazione di nuovi posti letto per studenti rappresenta una risposta concreta e strutturale al rafforzamento del diritto allo studio, attraverso un ampliamento significativo dell’offerta abitativa a prezzi calmierati, riducendo le barriere all’accesso all’università e contribuendo a colmare un ritardo storico nella disponibilità di alloggi per studenti.
COMUNICATO STAMPA - PNRR E STUDENTATI: A NUOVA INCHIESTA DI CHORA E WILL MEDIA
Vi ricordate le tende fuori dalle università italiane, montate dagli studenti in protesta contro il caro-case delle grandi città? L'Italia ha investito centinaia di milioni di euro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per rispondere alla cronica carenza di alloggi per gli studenti universitari fuorisede.
Tuttavia, i posti letto finanziati con i fondi arrivati dall'Europa costano moltissimo: pur trattandosi di canoni calmierati al 15%, nella grande maggioranza dei casi le stanze costruite valgono più del prezzo di mercato per una camera qualunque.
Chora Media e Will Media presentano Il lusso in una stanza, una nuova inchiesta podcast firmata da Pietro Forti, giornalista, e Carlo Canepa, fact-checker. Per la prima volta, un’indagine analizza in modo integrale i dati relativi ai 30 mila posti letto che saranno messi a disposizione degli studenti, portando alla luce un risultato sorprendente e inatteso.
Confrontando i prezzi degli studentati PNRR con le quotazioni del portale Immobiliare.it Insights, emerge che in ben 17 regioni su 19 in cui sono presenti le strutture, una stanza singola "pubblica" costa in media più di una privata sul mercato libero.
Se in Puglia una stanza PNRR costa il 50% in più rispetto alla media locale, il divario cresce nelle Marche (+71%), in Umbria (+76%), in Molise (+80%) e in Calabria (+88%). I picchi si registrano in Sicilia, dove le stanze costano il doppio, e in Basilicata, dove il prezzo arriva a due volte e mezzo la media del mercato ordinario.
Se a Milano e Roma diversi studentati superano gli 800 euro al mese, i dati più critici arrivano dal Centro e dal Sud, territori storicamente più economici. L'inchiesta evidenzia tariffe da 722 euro mensili a L'Aquila e Catania, e 705 euro a Potenza.
A questo si aggiunge un evidente paradosso nella distribuzione geografica dei fondi: a Cassino, polo universitario da 8 mila iscritti, sono stati assegnati 571 posti letto, una cifra superiore all'intera città metropolitana di Bologna che, a fronte di 90 mila studenti, ne riceverà soltanto 534.
L'inchiesta in formato podcast è disponibile gratuitamente a partire da oggi su Spotify, Apple Podcasts, Amazon Music e tutte le principali piattaforme audio.
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