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PREVIDENTE, MA SOLO PER GLI AFFARI SUOI – ALBERTO OLIVETI, PRESIDENTE DELL’ENTE PREVIDENZIALE DEI MEDICI (ENPAM), È ACCUSATO DALLA CORTE DEI CONTI DI ESSERSI INTASCATO ILLECITAMENTE 2 MILIONI DI EURO. NON SOLO IL SUO STIPENDIO AVREBBE SFONDATO IL LIMITE DEI 240MILA EURO ALL’ANNO (IN VIGORE PER GLI ENTI PUBBLICI FINO AL LUGLIO 2025), MA AVREBBE ANCHE INCASSATO PARALLELAMENTE EMOLUMENTI PER PARTECIPARE AI CDA DEI FONDI DI GESTIONE DEL PATRIMONIO ENPAM. CON L’EFFETTO DI GUADAGNARE DUE VOLTE – LE REPLICA DELL’ENPAM: “OLIVETI FA GLI AFFARI DEI MEDICI E DEI DENTISTI. SOTTO LA SUA GUIDA, IL PATRIMONIO DELL'ENTE DI PREVIDENZA È PIÙ CHE RADDOPPIATO...”
IL PRESIDENTE DELL’ENPAM, ALBERTO OLIVETI, È ACCUSATO DI AVER INTASCATO ILLECITAMENTE 2 MILIONI DI EURO
Estratto dell’articolo di Sara Menafra per www.open.online
Alberto Oliveti guida l’Ente previdenziale dei medici e degli odontoiatri, Enpam, da quasi quindici anni.
Prima del 2012, data della nomina, è stato consigliere e vicepresidente di un ente di diritto privato – ma omologato a quelli di diritto pubblico – tra i più ricchi (30 miliardi di patrimonio) ed ha subito più volte polemiche sullo stipendio ricevuto dall’Ente considerato troppo alto da alcuni critici, anche tra le associazioni di categoria.
Ora, però, è la procura contabile di Roma – in un atto che Open ha potuto leggere – a contestare il danno erariale e a fare i conti di quanto effettivamente Oliveti abbia guadagnato nel corso degli anni. Secondo la Corte dei conti, avrebbe ecceduto il lecito, danneggiando Enpam, di 1.968.654 euro.
I magistrati fanno in particolare due accuse specifiche al presidente dell’Ente che gestisce i contributi di 365mila iscritti tra medici e dentisti e 175mila pensionati: una riguardante lo stipendio effettivamente ricevuto, superiore al limite pubblico dei 240mila euro annui in vigore fino al luglio 2025 […];
l’altra perché Oliveti avrebbe preso emolumenti in parallelo per la partecipazione ai consigli di amministrazione dei fondi di gestione del patrimonio di Enpam. Con l’effetto di guadagnare due volte, dicono i magistrati contabili, per la gestione dei medesimi fondi dell’Ente che presiede.
L’indagine della Corte dei conti nasce da un’inchiesta della procura di Roma per peculato, successivamente archiviata, che accusava Oliveti, insieme ad altri, di aver intascato illecitamente pagamenti per la partecipazione ai consigli di amministrazione di diversi fondi di investimento incaricati di gestire il tesoro di Enpam e metterlo a frutto.
Nella richiesta di archiviazione, però, il pm Alberto Pioletti specificava che fosse onere dei giudici contabili la verifica della «legittimità» di questi pagamenti e «verificare l’utilità» in alcuni casi a suo dire dubbia.
Secondo la procura della corte dei conti, la doppia remunerazione «rileva in termini di illecito e, quindi, di danno patrimoniale a carico di Enpam nella misura in cui la stessa beneficia delle attività e sostiene le passività generate dai fondi».
[…]
Oliveti presiedeva sia i comitati consultivi sia le assemblee dei partecipanti di tutti i fondi, ha ricostruito la Guardia di finanza. E le riunioni si svolgevano o presso la sede dell’Enpam, o in audioconferenza. Addirittura, per tre di questi fondi le assemblee non si sarebbero svolte per ben tre anni, ma Oliveti è stato comunque retribuito.
Che fossero in sede o al telefono, le riunioni erano mediamente brevi. I giudici hanno calcolato che nel complesso, dal 2018 al 2023, Oliveti ha partecipato a 109 riunioni con durata media di 28 minuti (tra 10 minuti e 1 ora e mezza) per un totale di 53 giornate lavorative.
A prendere le decisioni era fondamentalmente lui «in ragione della presenza di un unico quotista, Enpam» che rappresentava in modo esclusivo. Con l’effetto paradossale di alcuni verbali che si aprono con Oliveti che «constata che è presente il quotista Fondazione Enpam nella persona di se medesimo».
Insomma, secondo la procura, Oliveti era «il dominus assoluto della gestione della fondazione, in sistemico conflitto di interessi, arbitro unico in ogni circostanza». E avrebbe agito senza rispettare i criteri di “amministrazione sobria” a cui si rifanno altri enti analoghi.
[…] La difesa di Oliveti […] ha già eccepito, durante le indagini, che a suo avviso, i compensi dei fondi sono pagati da questi ultimi e non da Enpam […].
In più, il limite di 240mila euro annui, decaduto dopo la sentenza della Corte costituzionale del luglio 2025, non si può applicare ad Enpam che non è Pubblica amministrazione […]
[…] La procura contabile si dice anche convinta del dolo, o dolo eventuale, perché le condotte di Oliveti sarebbero «tutte preordinate a determinare un personale ed illecito arricchimento del convenuto e il correlativo danno alla fondazione Enpam», sebbene in alternativa sia pronta a contestare la colpa grave. Se ne discuterà nell’udienza di settembre, sarà anche uno dei primi test dell’efficacia del controllo contabile dopo la riforma del 2026.
ENPAM: OLTRE 1,1 MLD GENERATI DA PARTECIPAZIONI BANCARIE IN INTESA E BPM
(Adnkronos Salute) - "Con i soli investimenti in Intesa Sanpaolo e in Banco Bpm, pari a poco più di 350 milioni di euro, Enpam ha guadagnato oltre 1,1 miliardi di euro, tutti destinati a sostenere le pensioni dei medici e degli odontoiatri italiani".
Lo comunica in una nota l'ente di previdenza, sulla base dei valori di chiusura di Borsa del 18 giugno scorso. "Come Enpam parliamo con i numeri dei nostri risultati e con i fatti, che sono il frutto di buone pratiche e di diversificazione - dichiara il presidente Alberto Oliveti -
Fra i tanti investimenti che facciamo, infatti, abbiamo acquistato azioni di queste due banche allocando circa 354 milioni di euro, cioè poco più dell'1% del patrimonio attuale dell'ente. Questi 354 milioni ad oggi sono diventati complessivamente 1,47 miliardi di euro, grazie ai dividendi incassati e all’aumento delle quotazioni".
Nel dettaglio - si legge in una nota dell'Enpam - con operazioni che i gestori dell’Enpam hanno consolidato nell’arco di un triennio, l'ente dei medici e degli odontoiatri ha investito 279,8 milioni in Intesa Sanpaolo e 73,9 milioni in Banco Bpm. I dividendi incassati finora sono stati pari a 144,4 milioni di euro da Intesa e 91,9 milioni da Bpm.
Per quanto riguarda le plusvalenze, le azioni di Intesa Sanpaolo hanno acquisito +472,1 milioni di euro di valore rispetto al prezzo di acquisto, mentre le azioni Banco Bpm hanno fatto registrare +405,6 milioni di euro. In pratica l'investimento Enpam in Intesa Sanpaolo ha fruttato ad oggi il 220% e quello in Banco Bpm il 673%. "Il nostro patrimonio deve lavorare nell'interesse degli iscritti.
Lungi dal trattarsi di operazioni speculative o di cosiddette scorribande finanziarie, come le ha definite qualcuno, gli investimenti dell'Enpam sono stati realizzati nel tempo e mantenuti con una logica previdenziale di lungo periodo", rivendica Oliveti.
"I risultati ottenuti - sottolinea il presidente - dimostrano che una gestione prudente e lungimirante può produrre valore concreto per la sostenibilità della previdenza. I rendimenti finanziari rappresentano oggi una componente sempre più importante dell'equilibrio della Fondazione e contribuiscono a rafforzare la sicurezza delle prestazioni per le generazioni presenti e future di medici e odontoiatri"
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