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QUANDO C’È DA RISPARMIARE, IN RAI SI SPENDE – VIALE MAZZINI HA INDETTO UN BANDO DA 800MILA EURO PER UN “SERVIZIO DI ANALISI DI CONGRUITÀ DI PRODUZIONI AUDIOVISIVE”: CHI VINCERÀ LA GARA DOVRÀ CONTROLLARE SE I PREVENTIVI PRESENTATI DAI PRODUTTORI PER FICTION, PROGRAMMI E FILM SIANO RAGIONEVOLI. IL SENSO DELL’OPERAZIONE È UN CAPOLAVORO KAFKIANO: SI SPENDE PER VERIFICARE DI NON SPENDERE TROPPO…

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Alberto Lepri per “Domani”

 

il cavallo della rai di viale mazzini

Non si dica che la Rai non provi in tutti i modi a non sprecare denaro. Soprattutto quando si tratta di stabilire quanto pagare per le produzioni esterne che alimentano il palinsesto della tv pubblica. Il paradosso è che, per riuscirci, si mette sul piatto una cifra non lontana dal milione di euro. Non è una battuta: è il senso di un bando appena pubblicato dall’azienda per il «servizio di analisi di congruità di produzioni audiovisive».

 

Tradotto: chi vincerà la gara dovrà controllare se i preventivi presentati dai produttori per fiction, programmi e film – realizzati in preacquisto, appalto totale o parziale o coproduzione – siano ragionevoli. Un lavoro certosino: esaminare tutto per poi inviare una relazione alle direzioni Rai competenti, in particolare Fiction e Intrattenimento.

 

giampaolo rossi - foto lapresse

Il valore dell’appalto spiega l’ambizione dell’operazione: 796.500 euro. Si spende per verificare di non spendere troppo. Un meccanismo quasi kafkiano, ma che ha una sua logica se si guardano i conti.

 

Nell’ultimo bilancio Rai, relativo al 2024, i «servizi per acquisizione programmi» hanno raggiunto i 207,8 milioni di euro. Una cifra di poco inferiore al 2023, ma in crescita rispetto agli anni precedenti: quasi 10 milioni in più del 2022 (198) e circa venti rispetto al 2021 (189,7). Il segno dei tempi. E dei palinsesti.

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