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ALTRI RECORD DEL GOVERNO MELONI: LE TASSE AUMENTANO, IL POTERE D’ACQUISTO CALA – I DATI HORROR DELL’ISTAT PER IL SECONDO TRIMESTRE DEL 2026: LA PRESSIONE FISCALE CRESCE DI UN ALTRO MEZZO PUNTO PERCENTUALE E ARRIVA AL 43,5% - IL PICCOLO AUMENTO DEL REDDITO DELLE FAMIGLIE ITALIANE (+0,4%) VIENE COMPENSATO DAL CALO DEL POTERE D’ACQUISTO, DIMINUITO DELLO 0,9% – MIGLIORA IL RAPPORTO DEFICIT PIL, CHE CALA AL 2% NEL SECONDO TRIMESTRE…

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CONTI PUBBLICI: ISTAT, MIGLIORA RAPPORTO DEFICIT/PIL, CALA AL 2% IN II TRIM.

CETRIOLONI PER L ITALIA - MEME BY EDOARDO BARALDI

(LaPresse) - Nel secondo trimestre 2026 l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è stato pari al -2,0% (-2,1% nello stesso trimestre del 2025). Lo comunica l'Istat, sottolineando come il saldo primario delle amministrazioni pubbliche (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato positivo, con un’incidenza sul Pil del 3,0% (2,2% nel secondo trimestre del 2025). Il saldo corrente delle amministrazioni pubbliche è stato anch’esso positivo, con un’incidenza sul Pil del 2,9% (3,3% nel secondo trimestre del 2025).

 

ISTAT, PRESSIONE FISCALE AUMENTA AL 43,5%, CALA PROPENSIONE AL RISPARMIO

Italiani in poverta 2

(ANSA) - Nel secondo trimestre del 2026 la pressione fiscale è stata pari al 43,5%, in aumento di 0,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Lo rende noto l'Istat. Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dell'1,7%.

 

La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari al 6,7%, in diminuzione di 1,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. A fronte di un incremento dell'1,4% del deflatore implicito dei consumi, il potere d'acquisto delle famiglie è diminuito dello 0,9% rispetto al trimestre precedente.

 

Italiani in poverta 1

"Il reddito disponibile delle famiglie ha segnato un aumento inferiore a quello della spesa per consumi finali, determinando una contrazione della propensione al risparmio", spiega l'Istat, evidenziando come in diminuzione sia risultato anche il potere d'acquisto delle famiglie.

 

La quota di profitto delle società non finanziarie, pari al 42,1%, è diminuita di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Il tasso di investimento delle società non finanziarie, pari al 26,4%, è aumentato di 0,7 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

 

"Per le società non finanziarie, la quota di profitto ha registrato una diminuzione, in continuità con la dinamica osservata nel trimestre precedente - spiega l'Istituto di statistica - Il tasso d'investimento, invece, è aumentato, proseguendo la tendenza già evidenziata nel primo trimestre dell'anno".

IL RIGORE - VIGNETTA BY GIANNELLI