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Rumor su rumor e il comparto auto che vola nelle piazze europee. Ieri le azioni Fiat Chrysler Automobiles a Piazza Affari, dopo una sospensione per eccesso di rialzo, sono rientrate in contrattazione con un incremento di circa il 7% a 6,16 euro (Psa a Parigi guadagna il 3,15%). A smuovere è stata anche Intermonte.
In un report torna a parlare di un'ipotesi di fusione tra Fca e Psa Peugeot, dopo le dichiarazioni dell' altro giorno del numero uno della società francese. «Se ci sarà l' opportunità strategica siamo aperti a discussioni con altri costruttori», ha detto Carlos Tavares in occasione dei dati 2015 che hanno visto il ritorno all' utile, precisando che «non ci sono contatti in corso in questo senso».
Gli analisti di Intermonte sottolineano la debole performance del titolo dallo spin off Ferrari, con un calo da inizio anno del 35% che ha azzerato i guadagni degli ultimi 12 mesi. Il gruppo è considerato un player debole in un mercato sotto pressione. Tuttavia, gli analisti sottolineano che alcune delle aree geografiche in cui Fca opera (Nord America ed Emea) hanno iniziato l' anno in maniera positiva in termini di volumi, mix di vendite e ordini.
Piu' difficili i mercati di Brasile e Asia. In questo contesto, «perchè no» ad un' alleanza con Psa Peugeot? Intermonte vede forti motivazioni alla base di una fusione: Fca porterebbe la forte presenza negli Usa e America Latina e il focus sui light truck e utilitarie mentre Psa è diventata un player forte nelle auto in Emea e Cina.
Le due società sono aperte alla discussione e il governo francese, azionista col 14% di Peugeot, starebbe considerando un' uscita dal capitale. Una fusione, conclude Intermonte, avrebbe un potenziale enorme dal punto di vista delle sinergie di costo e di produzione e creerebbe un player da 8 milioni di veicoli.
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