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S’AVANZA IL RISIKO DELLA TELEFONIA - POSTE AVVIA IL CANTIERE PER CONFERIRE IN TIM POSTEMOBILE, MENTRE ILIAD E WINDTRE RAGIONANO DI UNA POSSIBILE ALLEANZA INDUSTRIALE E FINANZIARIA - LA DATA CRUCIALE È IL 28 GENNAIO: GLI AZIONISTI ORDINARI E DI RISPARMIO DI TIM DOVRANNO DECIDERE SE CONVERTIRE I TITOLI IN AZIONI ORDINARIE. SE ARRIVERÀ IL VIA LIBERA, LA PARTECIPAZIONE DI POSTE IN TIM SCENDERÀ DALL’ATTUALE 27,3% AL 19-20%. QUESTA DILUIZIONE LIBEREREBBE “SPAZIO AZIONARIO” PER IL CONFERIMENTO DI POSTEMOBILE, EVITANDO CHE IL GRUPPO DEI RECAPITI SUPERI LA SOGLIA DEL 30%, OLTRE LA QUALE DOVREBBE PROMUOVERE UN’OPA SULL’INTERO CAPITALE DI TELECOM ITALIA – L’ALTRO NODO DA SCIOGLIERE È L’ANTITRUST…
Estratto dell’articolo di Federico De Rosa e Francesco Bertolino per il “Corriere della Sera”
C’è aria di consolidamento nel settore delle telecomunicazioni italiano. Secondo indiscrezioni, Tim e Poste Italiane hanno avviato il cantiere per il conferimento di PosteMobile nella compagnia telefonica, mentre Iliad e WindTre stanno ragionando su una possibile alleanza industriale e finanziaria in Italia.
Partendo dal primo dossier, le banche d’affari sarebbero già al lavoro sull’ipotesi di un’integrazione di PosteMobile in Tim a fronte di un aumento di capitale dedicato al gruppo guidato da Matteo Del Fante.
L’eventuale operazione richiederà tempo e l’incastro di più tasselli. Sarà anzitutto cruciale la data del 28 gennaio, quando gli azionisti ordinari e di risparmio di Tim decideranno in assemblea se approvare la conversione dei titoli di risparmio in azioni ordinarie.
Se arriverà il via libera — e una volta conclusa la conversione — la partecipazione di Poste in Tim scenderà dall’attuale 27,3% al 19-20%. Questa diluizione libererebbe «spazio azionario» per il conferimento di PosteMobile, evitando che il gruppo dei recapiti superi la soglia del 30%, oltre la quale dovrebbe promuovere un’offerta pubblica di acquisto sull’intero capitale di Telecom Italia.
L’altro nodo fondamentale da sciogliere riguarda i profili Antitrust. Con circa 5 milioni di clienti, PosteMobile è il quinto operatore nella telefonia mobile, il primo fra i virtuali, ossia quelli privi di una propria infrastruttura (da quest’anno si appoggia alla rete Tim). Il suo conferimento in Tim creerebbe un polo da circa 23 milioni di clienti, con una quota nel mercato delle sim vicina al 30 per cento e superiore a quella di ogni altro operatore. Qualsiasi mossa in tal senso dovrebbe quindi esser preceduta da un’attenta ricognizione delle possibili obiezioni Antitrust e degli eventuali rimedi che comporterebbero.
Riducendo la concorrenza sul mercato, peraltro, l’aggregazione fra Tim e PosteMobile potrebbe avere riflessi anche su un’altra ipotesi di consolidamento allo studio nel settore delle tlc italiano, rendendo più impervia la strada per l’aggregazione fra Iliad e WindTre.
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