leonardo maria del vecchio luca paola

LO SCAZZO PER L’EREDITÀ RISCHIA DI MANDARE IN FUMO I GIOIELLI DI FAMIGLIA – SE I FIGLI DI DEL VECCHIO NON TROVANO UN ACCORDO SUL MONTE DIVIDENDI, ALL’ASSEMBLEA DEL 30 GIUGNO, SI RISCHIA LA MANCATA APPROVAZIONE DEL BILANCIO. SAREBBE UN’OPZIONE DRAMMATICA: SI DOVREBBE PROCEDERE ALLA NOMINA DI UN COMMISSARIO LIQUIDATORE, CON LA SPARTIZIONE DELLE RICCHE PARTECIPAZIONI (32% DI ESSILUX, IL 17,5% DI MPS, IL 10% DI GENERALI E IL 2,75% DI UNICREDIT) – L’OPZIONE BUYBACK: DELFIN POTREBBE COMPRARE LE QUOTE DI LUCA E PAOLA DEL VECCHIO E RIDISTRIBUIRLE TRA TUTTI I SOCI…

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LEONARDINO NON HA CASH E ALLORA PER IL RIASSETTO DI DELFIN SI VA VERSO IL BUYBACK - NON SARÀ PIÙ LA LMDV FIN, SCATOLA DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO AD ACQUISIRE IL 25% MESSO IN VENDITA DA LUCA DEL VECCHIO E PAOLA DEL VECCHIO, MA LA STESSA DELFIN - IL PRESIDENTE FRANCESCO MILLERI, DOPO LA LETTERA DI LEONARDO MARIA AGLI ALTRI SOCI IN CUI DENUNCIAVA IL MANCATO SOSTEGNO DEL BOARD ALLA SUA OPERAZIONE, AVREBBE DECISO DI INTRAPRENDERE LA STRADA DEL BUYBACK: L'IDEA SAREBBE QUELLA DI ACQUISTARE QUEL 25% PER IL PREZZO GIÀ CONCORDATO DI 10 MILIARDI DI EURO E DI RIDISTRIBUIRLO AI 6 SOCI RESTANTI, VALE A DIRE UN 4,16% A TESTA - COSÌ CLAUDIO, MARISA, LEONARDO MARIA, CLEMENTE, NICOLETTA DEL VECCHIO E ROCCO BASILICO SALIREBBERO TUTTI DAL 12,5% ATTUALE AL 16,66% - MA I SOLDI CHI LI CACCIA? LE BANCHE SONO DISPOSTE A FINANZIARE LA DELFIN A FRONTE DI UN PEGNO SULLE SUE AZIONI MA NON LA SCATOLA LMDV FIN DI LEONARDO MARIA. MA PER DARE LE AZIONI DELFIN IN PEGNO OCCORRE UNA DELIBERA ASSEMBLEARE CHE VEDA IL CONSENSO DI TUTTI GLI 8 SOCI, CIOÉ L'UNANIMITÀ…

https://www.dagospia.com/business/non-sara-piu-lmdv-fin-scatola-leonardo-maria-vecchio-ad-acquisire-25-478083

 

TRE STRADE PER DELFIN

Estratto dell’articolo di Michele Chicco per "la Stampa"

 

leonardo maria del vecchio

Sarà una nuova settimana di lunghe trattative per gli eredi di Leonardo Del Vecchio, in vista dell'assemblea che il 30 giugno metterà uno di fronte all'altro gli otto azionisti di Delfin. In agenda c'è l'approvazione del bilancio del 2025 che dovrebbe chiudersi con un utile netto di 1,2 miliardi di euro (in calo rispetto al 2024, quando fu di 1,39 miliardi).

 

Per sapere quanto incasseranno i soci, bisognerà attendere il voto sul secondo punto all'ordine del giorno, che riguarda i dividendi: le cedole sono state fino ad ora limitate al 10% degli utili, sul tavolo ci sarà la possibilità di allargare le maglie fino alla distribuzione dell'80% dei profitti. Tradotto, se dovesse passare la novità, gli azionisti potrebbero spartirsi 960 milioni di euro; mentre se la proposta dovesse essere bocciata i conti si fermeranno a soli 120 milioni.

 

L'esito dei voti in assemblea sarà decisivo per delineare le strategie dei singoli soci.

LUCA DEL VECCHIO

A partire da Leonardo Maria Del Vecchio che da tempo ha pianificato la conquista della holding di famiglia, senza riuscire a sferrare l'attacco finale. Se il monte dividendi dovesse essere alzato, infatti, prenderebbe nuovo vigore il suo disegno che prevede la rinuncia a tutti i contenziosi e l'acquisto del 25% di Delfin dai fratelli Luca e Paola, per un corrispettivo totale di 10 miliardi.

 

Un'operazione che proietterebbe Leonardo Jr al 37,5% della holding. Il progetto, che ha già ottenuto un via libera in assemblea a fine aprile, si è arenato quando il pool di finanziatori ha alzato il livello delle garanzie richieste. Il cda di Delfin aveva prima concesso la lettera di patronage, per poi frenare e chiedere l'approvazione del progetto in assemblea con otto voti favorevoli. Una totalità impossibile da raggiungere per Leonardo Maria che venerdì con una lettera a Qn ha reclamato chiarezza. Il suo auspicio è che il 30 giugno Francesco Milleri, presidente di Delfin e custode delle volontà del fondatore, possa uscire allo scoperto e «benedire» l'operazione.

 

paola del vecchio

Se in assemblea le spigolature tra azionisti non dovessero ammorbidirsi si ritornerebbe alla casella di partenza. Uno stallo non auspicato da Luca e Paola che, come emerge da fonti finanziarie, confermano la volontà di vendere.

 

Con un inasprimento dei rapporti tra gli eredi, si rischia la mancata approvazione del bilancio, una strada estrema e potenzialmente drammatica per Delfin: si dovrebbe procedere alla nomina di un commissario liquidatore, con la spartizione delle partecipazioni tra tutti gli eredi. Uno smembramento del tesoro messo insieme da Leonardo Del Vecchio che comprende, oltre al 32% di EssiLux, anche il 17,5% di Monte dei Paschi, il 10% di Generali e il 2,75% di Unicredit.

 

[…]

 

Le occasioni di confronto non mancheranno, visto che sabato (27 giugno) cade il quarto anniversario della morte di Leonardo Del Vecchio. […] Sullo sfondo restano altre due ipotesi, non alternative tra loro. È possibile che il 30 giugno i soci approvino il bilancio, senza alzare il monte dividendi.

 

ROCCO BASILICO E LEONARDO MARIA DEL VECCHIO

In questo caso il progetto di Leonardo Maria sarebbe messo in difficoltà, ma il futuro di Delfin resterebbe saldo nelle mani di tutta la famiglia. Il quotidiano Repubblica ha scritto dell'ipotesi che l'attuale cda, su spinta di Milleri, possa avviare un riacquisto di azioni proprie, per liquidare Luca e Paola alle stesse condizioni concordate con Leonardo Maria.

 

In questo caso, il 25% attualmente nelle loro mani verrebbe ridistribuito ai sei soci restanti che salirebbero tutti al 16,66%. Resta il nodo delle cause. Le ultime emerse […] sono quelle promosse tra gennaio e febbraio da Luca, Clemente e Paola Del Vecchio, insieme a Rocco Basilico, davanti al Tribunale d'Arrondissement del Lussemburgo: azioni speculari, contro Delfin e il gérant Mario Notari, che rappresentano un attacco frontale all'architettura della holding.

ROCCO BASILICO

L IMPERO DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO