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(ANSA) - Il costruttore Pierino Zammarchi, indagato nell'inchiesta sul San Raffaele avrebbe consegnato buste con banconote da 500 euro a Mario Cal, l'ex vicepresidente della Fondazione poi morto suicida, dal 2005, "una volta al mese". Lo ha riferito ai pm di Milano la segretaria di Cal in una testimonianza agli atti dell'inchiesta, nella quale la donna racconta che le buste "abbastanza voluminose" venivano poi messe in una "cassaforte".
''Le consegne delle buste da parte di Pierino Zammarchi al dottor Cal - ha raccontato Stefania Galli, testimone, nel settembre scorso agli inquirenti - sono iniziate orientativamente nel 2005". La donna ha detto ai pm che "le consegne avvenivano all'incirca una volta al mese, saltuariamente anche più volte, in base alle richieste del dottor Cal". Le buste "per quanto a mia conoscenza erano di dimensioni abbastanza voluminose, più o meno dell'altezza di 3-4 centimetri e contenevano banconote da 500 euro".
La segretaria ha inoltre raccontato che era Cal a contare il denaro nelle buste, e poi a consegnarle a lei, che le metteva in una ''cassaforte". Inoltre, la testimone ha spiegato che "una delle persone che potrebbero sapere" quale era il contenuto di quelle buste, "é il ragionier Valsecchi", ex direttore amministrativo del San Raffaele, indagato per concorso in bancarotta, assieme, tra gli altri, a don Luigi Verzé.
Infine, la segretaria ha chiarito che le buste ad un certo momento venivano affidate anche direttamente a Valsecchi se Cal era assente.
Mario Cal
DON VERZE' AI FUNERALI DI MARIO CAL
Don Verze' e Mario Cal
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