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ST’OMAN PO' ESSE FERO – IL PICCOLO PAESE DEL GOLFO, PROTESO DENTRO LO STRETTO DI HORMUZ, ZITTO ZITTO SI È ACCORDATO CON L’IRAN PER INCASSARE IL PEDAGGIO DELLE NAVI CHE PASSANO DA QUELLA VIA D’ACQUA – MUSCAT È L’ANELLO DEBOLE DELL’ALLEANZA DEGLI STATI DEL GOLFO E DÀ MANFORTE ALLE RIVENDICAZIONI ECONOMICHE DI TEHERAN. CHE IN ATTESA DI UN ACCORDO CON GLI AMERICANI SUL PEDAGGIO, GIÀ INCASSA UNA TASSA PER LE IMBARCAZIONI IN TRANSITO. CON UN BALZELLO TRA I 50 CENTESIMI E IL DOLLARO A BARILE, IL RITORNO ALLA NORMALITÀ DI HORMUZ POTREBBE VALERE FINO A 7 MILIARDI L’ANNO PER GLI AYATOLLAH...
Estratto dell’articolo di Francesco Manacorda per "la Repubblica"
CARTELLONE SULLA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ A TEHERAN
Funziona come un pedaggio, si paga come un pedaggio, ma non si può chiamare pedaggio, pena la fine prematura delle già gracili trattative tra Stati Uniti e Iran.
Assieme al programma nucleare iraniano, infatti, l'altra condizione ultimativa posta da Washington riguarda la libera circolazione per tutte le navi nello Stretto di Hormuz: «Lo vogliamo aperto, lo vogliamo libero, non vogliamo pedaggi», per dirla con Donald Trump.
Ma di fatto, già da due mesi, chi vuole passare dallo Stretto deve pagare. Lo fa con formule meno brutali e più presentabili: "servizi di navigazione", "sicurezza marittima", "protezione ambientale", "assistenza al transito".
Come altro orientarsi, sennò, in un braccio di mare ricco di mine posate dagli stessi iraniani, droni, navi militari e minacce incrociate?
Già a fine marzo Lloyd's List calcolava che nelle due settimane precedenti 26 navi erano passate, pagando, dal "casello" di Hormuz creato dall'Ircg, il Corpo delle guardie rivoluzionarie, con una procedura consolidata: mail per chiedere l'autorizzazione, ispezioni preventive, codici di autorizzazione da usare in caso di problemi lungo la rotta, in alcuni casi addirittura scorta iraniana.
Abbas Araghchi e la delegazione iraniana in oman
Anche aprile è passato così e poi venti giorni fa, il 5 maggio, il salto di qualità. Sotto la bandiera di Teheran nasce la Pgsa, l'Autorità per la navigazione del Golfo Persico: un nuovo ufficio la cui missione appare subito chiarissima. Adesso, mentre la trattativa si dipana e si aggroviglia a fasi alterne, uno degli obiettivi principali dell'Iran è proprio quello di assicurarsi che il flusso di denaro in arrivo dallo Stretto non si fermi, anzi aumenti, una volta che il transito delle navi riprenderà in pieno.
Del resto, con una tassa che al momento appare tra i 50 centesimi e il dollaro a barile — listini ufficiali non ne circolano, ma chi prova a passare sa benissimo come e quanto dovrà pagare — il ritorno alla normalità di Hormuz potrebbe valere parecchio.
Con 20 milioni di barili al giorno siamo tra 3,6 e 7,2 miliardi l'anno.
Altro salto avanti e meno di una settimana fa, proprio sul sito della Pgsa, compare una mappa aggiornata dello Stretto che ne segna i nuovi confini, estendendoli a dismisura: ci rientra anche Fujairah, dove sbocca l'oleodotto costruito dagli Emirati con l'esplicito intento di bypassare il collo di bottiglia di Hormuz e arrivare sul Golfo dell'Oman.
Teheran, insomma, non si limita a controllare il passaggio ma prova ad allungare la sua ombra sui vicini. Così cinque di loro, dalla grande Arabia Saudita al piccolo Bahrein, passando per Qatar, Emirati arabi uniti e Kuwait, indirizzano subito una protesta formale all'Imo, l'organizzazione marittima internazionale, contestando l'autorità di Teheran e invitando le navi a non seguire la rotta indicata dagli iraniani.
Il sultano dell Oman Haitham bin Tariq
Un sesto Paese, però, non firma. È l'Oman, dove l'Iran sta cercando la sponda — in senso politico oltre che palesemente geografico — alle sue rivendicazioni. Vista da Teheran, la prospettiva è quella di usare l'Oman, che ha l'altra metà dello Stretto nelle sue acque territoriali, coinvolgendolo nei servizi a pagamento per i transiti e rendendolo l'anello debole dell'alleanza del Golfo.
Letta da Muscat, invece, la tesi è diversa: mantenere buoni rapporti con tutti i vicini, compreso il colosso iraniano, e prepararsi a una soluzione contemplata almeno in parte dalla legislazione internazionale.
La formula è sottile. L'articolo 26 della Convenzione Onu sul diritto del mare, lo stesso secondo cui «non può essere imposto alcun addebito alle navi straniere per il solo fatto del loro passaggio nel mare territoriale», aggiunge anche che possono essere richiesti pagamenti per «servizi specifici resi» alla nave, purché senza discriminazioni. Ecco il varco: non pedaggio, dunque, ma regolare fattura per i servizi prestati.
Intanto, alcune navi continuano a passare. Tanker qatarioti di gas liquefatto diretti verso Pakistan e Cina, una superpetroliera con greggio iracheno per la Cina, navi legate ad Abu Dhabi che ricompaiono sulle rotte verso l'India.
Ogni transito racconta qualcosa che i comunicati ufficiali tacciono, compresi con ogni probabilità i pedaggi che non si chiamano così. Ma gli stessi passaggi alimentano le tensioni tra i Paesi del Golfo, dove nessuno vuole legittimare il pedaggio iraniano ma tutti hanno bisogno che le navi tornino a passare.
manifestazione a sostegno di mojtaba khamenei a teheran foto lapresse 15
Gli Stati Uniti non possono accettare che l'Iran incassi denaro per controllare uno stretto internazionale. L'Iran non vuole rinunciare all'unica leva che gli dà un potere immediato sul mondo. Così Hormuz diventa il gemello marittimo del dossier atomico. Se passa il compenso per i servizi alle navi, Teheran avrà perso la parola "pedaggio" ma salvato la sostanza. Se Washington lo respinge, dovrà spiegare come riaprire lo Stretto senza riaprire la guerra.
In mezzo, ormai da tre mesi, ci sono 1.500 navi bloccate con 20 mila uomini a bordo e un bel pezzo dell'economia mondiale.
STRETTO DI HORMUZ - CRISI ENERGETICA
BENJAMIN NETANYAHU BURATTINAIO DI DONALD TRUMP
DONALD TRUMP AL GUINZAGLIO DI BENJAMIN NETANYAHU - ILLUSTRAZIONE DI MARILENA NARDI PER DOMANI
manifestazione a sostegno di mojtaba khamenei a teheran foto lapresse 9
manifestazione a sostegno di mojtaba khamenei a teheran foto lapresse 11
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