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Luigi Grassia per ''La Stampa''
Il 2017 comincia con una novità assoluta nella telefonia mobile italiana: per anni Tim e Vodafone si sono contese il primato ma adesso la compagnia più forte è diventata Wind Tre, nato dalla fusione dei due gestori più piccoli, che messi insieme raggiungono i 31 milioni di clienti e così scavalcano le due concorrenti finora più titolate.
Da notare che il nome precedente della compagnia 3 era in numero mentre adesso si passa alle lettere.
A parte questo, niente paura per i 31 milioni di clienti di cui sopra: non cambia niente, visto che i marchi restano distinti e così i negozi, i contratti, le tariffe, i numeri per l' assistenza e tutto il resto.
Ma sul piano del mercato delle comunicazioni l' amministratore delegato del nuovo gruppo, Maximo Ibarra, promette che questa fusione è solo l' inizio: il nuovo colosso è pronto a investire, nei prossimi anni, 7 miliardi di euro in infrastrutture digitali, ed è intenzionato a diventare un operatore di riferimento nell' integrazione fisso-mobile e nello sviluppo delle reti in fibra di nuova generazione, anche grazie all' accordo con Enel Open Fiber per la realizzazione della rete in banda ultralarga in Italia.
Da notare che la nuova società oltre a essere numero uno nella telefonia mobile ha una discreta dote in quella fissa: altri 2,7 milioni di clienti.
Il processo di fusione è stato lungo e complicato. Ci sono voluti circa due anni perché dalle prime indiscrezioni di contatti fra le due società telefoniche si arrivasse alla nascita di Wind Tre. Era la fine del 2014 quando cominciarono a circolare le prime voci, che trovarono molto abbottonati i diretti interessati, e ci vollero altri mesi, fino al maggio del 2015, per il primo annuncio ufficiale da parte della russa Vimpelcom, proprietaria di Wind, dell' accordo con i cinesi di Hutchison, proprietaria di 3, per un' alleanza paritaria.
Nell' anno e mezzo seguente sono stati messi a punto i dettagli della grande operazione e ottenute le necessarie autorizzazioni, inclusa quella di Bruxelles, che ha dato il via libera solo a condizione che un nuovo operatore entrasse sul mercato italiano. La soluzione è stata trovata in Iliad, il gruppo francese "low cost", che grazie agli accordi con Wind Tre potrebbe lanciare le proprie offerte già nel 2017.
Il battesimo di Wind Tre avviene in una fase di fermento per le telecomunicazioni e i media in Italia. La scalata di Vivendi, già primo azionista di Telecom, a Mediaset, potrebbe infatti portare a un nuovo terremoto azionario che sconvolgerebbe la geografia del settor
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