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SONO TASSI AMARI PER GIORGETTI E MELONI – LA RIDUZIONE DEI TASSI D'INTERESSE DA PARTE DELLA BCE, ATTESA PER GIOVEDI’, SPINGERÀ AL RIBASSO IL RENDIMENTO DEI TITOLI DI STATO, CHE DIVENTERANNO MENO APPETIBILI SOPRATTUTTO PER FAMIGLIE E PICCOLI RISPARMIATORI – MA IL GOVERNO HA UN BISOGNO DISPERATO DI FARE CASSA CON I BTP PER COLMARE UN FABBISOGNO STATALE CHE CONTINUA A DRENARE RISORSE…
Estratto dell’articolo di Carlotta Scozzari per www.repubblica.it
giorgia meloni giancarlo giorgetti
A meno di colpi di scena, giovedì la Bce avvierà quel taglio dei tassi di interesse invocato a gran voce dagli esponenti del governo Meloni. La mossa rischia, però, di tornare indietro come un boomerang soprattutto per il ministero dell’Economia guidato da Giancarlo Giorgetti.
[...]ogni riduzione dei tassi tende a comprimere i rendimenti dei titoli di Stato, cosa che per quelli di nuova emissioni si traduce in una percentuale minore di interessi fin dal collocamento.
fabio panetta christine lagarde giancarlo giorgetti g7 economia stresa
In altri termini, una medaglia a due facce per lo Stato, che da una parte risparmia sui costi di un debito pubblico elevato rispetto al quale ancora venerdì ha messo in guardia anche il governatore di Bankitalia, Fabio Panetta. Dall’altro lato, però, il rischio è che rendimenti inferiori raffreddino l’entusiasmo verso i Btp da parte di famiglie e piccoli risparmiatori. Proprio gli investitori non professionali, i cosiddetti “retail”, negli ultimi mesi hanno acquistato titoli di debito del Tesoro a mani basse.
[...] il Tesoro a sorpresa a maggio ha collocato un nuovo Btp Valore, con tassi fino al 3,9% e un premio finale extra, ma le adesioni si sono “limitate” a 11,23 miliardi. Un segnale che il vento sui titoli di Stato sta cambiando, dopo la sbornia dei mesi passati. E da adesso in poi la raccolta potrebbe ulteriormente risentire dei minori rendimenti indotti dal taglio della Bce.
Eppure il Tesoro, per il 2024 così come già per il 2023, ha necessità di battere cassa con i Btp per colmare un fabbisogno statale che continua a drenare risorse. L’anno scorso, il dato ha raggiunto 109 miliardi, quasi 42 in più del 2022. Per farvi fronte, evidenzia Bankitalia, nel 2023 le emissioni nette di titoli di Stato sono cresciute a 100 miliardi, dai 27 dell’anno prima.
Mentre nel Def (Documento di economia e finanza) di aprile, nonostante l’effetto legato alla riduzione dei tassi della Bce, si legge che «nel 2024 la spesa per interessi è prevista crescere, in primo luogo per finanziare un più elevato fabbisogno statale, che determina maggiori volumi in emissione».
paolo gentiloni giancarlo giorgetti christine lagarde fabio panetta g7 economia stresa
A marzo, senza quindi tenere conto dei collocamenti successivi compreso l’ultimo Btp Valore, il Tesoro stimava per la restante parte del 2024 emissioni nette fino a 59 miliardi. Da giovedì la strada per raccoglierli diventerà un po’ più ripida.
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