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LA BATTAGLIA SU GENERALI SPINGE ALLA TREGUA IN MEDIOBANCA - I CONSULENTI DEI FONDI DI INVESTIMENTO SI SCHIERANO A FAVORE DELLE INDICAZIONI DEL CDA DI PIAZZETTA CUCCIA - TRA QUESTE CI SONO ALCUNE MODIFICHE RICHIESTE DA DEL VECCHIO, TRA CUI L’ELIMINAZIONE DEL VINCOLO DEI TRE MANAGER PRESENTI IN CONSIGLIO, CHE SECONDO I CONSULENTI DEI FONDI GARANTIRÀ “UNA MAGGIORE FLESSIBILITÀ” - L'APPUNTO SULL'"ECCESSIVA REMUNERAZIONE" DEL PRESIDENTE RENATO PAGLIARO...
Francesco Spini per "la Stampa"
La parola d'ordine è «for», ovvero «votare a favore». In vista dell'assemblea di Mediobanca del 28 ottobre, Iss, Glass Lewis e Frontis, i principali proxy advisor - i consulenti che suggeriscono ai fondi cosa votare -, si schierano a favore delle indicazioni del cda di Piazzetta Cuccia.
Sono incluse anche le modifiche inserite all'ultimo momento su richiesta di Leonardo Del Vecchio: una - l'eliminazione del vincolo dei tre manager presenti in consiglio - mantenuta tale e quale dal cda, l'altra invece (sull'ampliamento dei posti riservati alle minoranze) riveduta e corretta dal board e così accettata da mister Luxottica.
Il quale ha preferito evitare dispersione di voti ingaggiando una battaglia proprio mentre ce n'è in corso un'altra, al momento prioritaria, sul futuro vertice delle Generali. A Trieste peraltro il patto di consultazione che Del Vecchio ha stretto con Francesco Gaetano Caltagirone e Crt continua a crescere: ieri è arrivato al 13,32% dopo che Delfin ha incrementato la quota al 5,46%.
francesco gaetano caltagirone philippe donnet
Tornando a Mediobanca, gli analisti di Glass Lewis si dicono convinti che «il cambiamento proposto» con le riforme dello statuto che elimina i tre manager obbligatori garantirà a soci e cda «una maggiore flessibilità e una base più ampia nel considerare e selezionare i candidati».
Con l'altra riforma la società «ha fatto un passo avanti rispetto alla prassi del mercato nazionale» riservando un posto per i fondi anche in caso di più di due liste. Insomma, le «modifiche proposte sarebbero di beneficio per gli azionisti», concorda Iss. Che se proprio deve muovere un appunto lo fa alla remunerazione del presidente Renato Pagliaro «eccessiva se comparata agli standard di mercato».
Glass Lewis segnala come anche il compenso di base dell'ad Alberto Nagel sia «significativamente più alto» dei suoi omologhi ma è «rimasto invariato perlomeno dal 2012». Di qui il via libera. Andrà tutto liscio? Non si sa mai. Come altri anni Mediobanca ha chiesto a Iss e a Frontis di indicare ai fondi cosa fare nel caso qualcuno proponga azioni legali contro amministratori: il suggerimento - senza sapere le eventuali contestazioni - è di votare contro. E in tempi di soci inquieti è già una bella assicurazione.
Donnet Caltagirone Del Vecchio
ALBERTO NAGEL
Leonardo Del Vecchio
Alberto Nagel
Leonardo Del Vecchio
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