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Raffaella Malito per il Giornale
Il grande fratello fiscale colpisce ancora. O almeno ci prova. Il governo potrebbe infatti pizzicare quanti non aderiranno alla voluntary disclosure 2, contenuta nel decreto fiscale collegato alla manovra, utilizzando il grimaldello delle cassette di sicurezza detenute nelle banche italiane. Non è così facile ma la semplice ipotesi potrebbe determinare una fuga dalle cassette di sicurezza.
Come spiega Ranieri Razzante, docente di Legislazione antiriciclaggio all' Università di Bologna e presidente dell' Aira (Associazione Italiana dei Responsabili Antiriciclaggio), «se passa anche il concetto che chi detiene una cassetta di sicurezza è un evasore non ci resta che scappare dall' Italia».
Il censimento delle cassette è contenuto nei flussi che periodicamente le banche inviano all' Agenzia delle entrate. Questo significa che l' Agenzia e la Guardia di Finanza potrebbero effettuare una verifica su tutti i detentori di cassette. All' amministrazione finanziaria vanno comunicati il numero degli accessi che sono stati compiuti nell' arco dell' anno. Se considerati anomali o sospetti, i dati potrebbero dare il via alle indagini. E in caso di irregolarità le banche sarebbero passibili di reato. Ovvero potrebbero vedersi contestare un concorso in autoriciclaggio.
Eppure le cose non stanno proprio così perché per contratto le cassette di sicurezza, spiega Razzante, godono di assoluta riservatezza. E si possono aprire solo in caso di gravi indizi di reato. Ci vuole cioè la delega del magistrato, «solo in presenza di autorizzazioni specifiche e su indagini in corso». Perché poi le banche vengano accusate occorre che ci sia il dolo. Gli istituti di credito ignorano il contenuto delle cassette: conoscono solo i movimenti. «Nelle disposizioni di Bankitalia dove si mette l' indicatore di anomalia si indicano ripetuti e frequenti utilizzi di cassetta non giustificati dall' attività svolta».
Ma per accusare una banca occorre dimostrare che i beni contenuti nella cassetta siano frutto di riciclaggio e che l' istituto ne fosse al corrente. Ma mette in guardia Razzante se fosse vero che si possono fare controlli di questo tipo uno non avrebbe più la libertà di tenere i soldi e fuggirebbe dalle cassette. «Non c' è nessuna presunzione di legge: chi ha i soldi in cassetta di sicurezza non è per forza un evasore da controllare. Così rischiamo di generare una pericolosa deriva poliziesca fiscale».
Uno stratagemma in stile grande fratello che rischia di scoraggiare ancora di più i nostri contribuenti. Dal Global Wealth Report 2016 pubblicato dal Credit Suisse Research Institute è emerso che gli italiani sono sempre meno ricchi. La ricchezza media italiana è di 202.288 dollari per adulto (circa 190 mila euro); in diminuzione dell' 1,1% rispetto al 2015. Cala anche il numero di milionari italiani passato da 1.143.000 nel 2015 a 1.132.000 l' anno dopo, con una riduzione di 11 mila individui (circa l' 1%).
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