DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA…
IL VERO NEMICO DI PUTIN È LA RECESSIONE – IL MOTIVO PER CUI “MAD VLAD” POTREBBE CERCARE UN ACCORDO CON TRUMP PER LA FINE DELLA GUERRA ENTRO LA FINE DEL 2026 È LA CRISI DELL’ECONOMIA RUSSA, SEMPRE PIÙ EVIDENTE – I PREZZI SONO IN DRASTICO AUMENTO, IL DEFICIT DI BILANCIO È A LIVELLI RECORD, I SALARI E LE PENSIONI SONO IN CALO E IL PIL È STATO RIVISTO DI NUOVO AL RIBASSO – “DOMANI”: “L’ECONOMIA RUSSA PUÒ SOPPORTARE SOLAMENTE UN ALTRO ANNO DI GUERRA, A COSTO DI UN ULTERIORE DETERIORAMENTO E DI UN ABBASSAMENTO DEL TENORE DI VITA…”
Estratto dell’articolo di Mara Morini per “Domani”
vladimir putin con la mimetica alla vigilia del vertice trump-zelensky
Sono passati quasi sei mesi dall’incontro di Donald Trump e Vladimir Putin ad Anchorage in Alaska, e, mai come in questi giorni, diversi commentatori e politici sottolineano l’esistenza di un accordo implicito tra Mosca e Washington sulla fine della guerra in Ucraina.
[…]
Mentre Volodomyr Zelensky abilmente cerca di rimanere politicamente “a galla” dopo gli scandali di corruzione e il ricatto/disimpegno di Trump, in questi giorni un evento significativo ha attirato l’attenzione di molti analisti.
Il costo dei cetrioli
vladimir putin con i soldati russi
La notizia proviene direttamente dalla pubblicistica russa che evidenzia i problemi dello stato dell’economia russa ed è stata diffusa nei social dal corrispondente inglese della Bbc, Steve Rosenberg.
Dal Moskovskij Komsomolets che scrive di un aumento del 42,8 per cento del prezzo dei cetrioli e del 27 per cento dei pomodori al giornale governativo Rossijskaja Gazeta che riprende le statistiche ufficiali, si evince, ad esempio, che dall’inizio del 2026 al 2 febbraio i prezzi al consumo sono aumentati del 2,1 per cento, il valore più alto degli ultimi anni.
A ciò si aggiunga la Nezavisimaja Gazeta con il trafiletto sulle pensioni che sono scese al di sotto del 24 per cento della retribuzione media. Sempre in base alle statistiche ufficiali, negli ultimi nove mesi del 2025 le perdite delle compagnie russe sono aumentate del 25 per cento, raggiungendo i 77 miliardi di dollari e sono aumentate le retribuzioni arretrate del 14,5 per cento.
Secondo l’ultimo aggiornamento del Fondo monetario internazionale, la crescita del Pil russo nel 2026 è stata nuovamente rivista al ribasso intorno allo 0,8 per cento (0,5-0,6 per gli analisti russi), con una decelerazione netta rispetto al +4,3 per cento registrato nel 2024, mentre i tassi di interesse sono al 16 per cento per evitare un incontrollato aumento dei prezzi.
La Banca centrale russa ha applicato politiche restrittive per contrastare l’inflazione, soffocando, però, la domanda e gli investimenti e de facto deve affrontare i segnali inequivocabili di una stagnazione economica.
VLADIMIR PUTIN CON LA MIMETICA
In sostanza, la spesa militare, che ha avuto effetti molto positivi nei primi anni della guerra in Ucraina sta esaurendo la capacità produttiva civile, spostando risorse critiche dal settore privato a quello bellico: nel 2026 quasi la metà della spesa federale sarà destinata alla guerra e alle agenzie di sicurezza (38 per cento) o al servizio del debito pubblico (8 per cento).
Il deficit di bilancio ha raggiunto livelli record (48,9 miliardi pari all’1,6 per cento del Pil) con la diminuzione delle riserve e l’aumento del debito pubblico mentre i ricavi derivanti dal petrolio e dal gas stanno diminuendo a causa del calo dei prezzi del petrolio, ma non del volume dell’esportazione nonostante le sanzioni statunitensi contro Lukoil e Rosneft, il nuovo accordo commerciale Usa-India e le restrizioni sulle importazioni nel mercato europeo.
Stagnazione strutturale
Se la rapida crescita nel settore militare nel biennio 2023-2024 aveva consentito un aumento del Pil pari al 4 per cento, i dati sull’economia civile relativi al tasso di disoccupazione (2,2 per cento), ai cali nel settore manifatturiero, nei materiali da costruzione, nel settore dei trasporti e la recessione nell’industria automobilistica dimostrano che dall’inizio della guerra in Ucraina, per la prima volta, il Cremlino si trova in una stagnazione strutturale e potenzialmente in recessione tecnica nei prossimi mesi con ricadute politiche inevitabili sull’andamento del conflitto.
[…] Putin monitora costantemente l’opinione pubblica per evitare di rompere quel “patto sociale” basato sull’offerta statale di stabilità politica ed economica in cambio della totale sottomissione del popolo alla volontà del presidente.
vladimir putin e le sanzioni europee
Se è vero che l’economia russa può sopportare solamente un altro anno di guerra, a costo di un ulteriore deterioramento e di un abbassamento del tenore di vita, ma non del collasso totale impropriamente annunciato sin dal marzo 2022 a causa delle sanzioni, è plausibile ritenere che Putin e Trump abbiano trovato l’intesa per evitare che il 2026 diventi il loro annus horribilis.
Mosca prende fiato economicamente per scongiurare il peggio mentre Washington “chiude” un’altra guerra prima delle elezioni del prossimo novembre.
DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA…
DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER…
DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI…
FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO…
DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE…
DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL…