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LE VIE DEL PETROLIO SONO INFINITE – PER AGGIRARE IL BLOCCO DELLO STRETTO DI HORMUZ, I PAESI DEL GOLFO CERCANO STRADE ALTERNATIVE: L'ARABIA SAUDITA RISPOLVERA UN VECCHIO OLEODOTTO PER FAR ARRIVARE IL GREGGIO SUI PORTI DEL MAR ROSSO – GLI EMIRATI ARABI HANNO INIZIATO A UTILIZZARE I CAMION PER ESPORTARE FERTILIZZANTI E SFRUTTANO AL MASSIMO LA PIPELINE HABSHAN-FUJAIRAH, CHE ARRIVA FINO AL MAR D'OMAN, ANCHE SE È PRESA DI MIRA DAI DRONI IRANIANI – C’È POI IL PROGETTO DI UNA FERROVIA CHE DOVREBBE ESTENDERSI DAL KUWAIT FINO ALL'OMAN, MA I TEMPI DI REALIZZAZIONE SONO LUNGHI…
Estratto dell’articolo di Gabriella Colarusso per “la Repubblica”
le vie alternative allo stretto di hormuz per il commercio del petrolio
Gli emiratini muovono i camion per esportare fertilizzanti e sognano il canale del mare d'Oman. L'Arabia Saudita rispolvera il vecchio oleodotto costruito ai tempi della guerra tra la neonata Repubblica islamica e l'Iraq di Saddam Hussein, per far arrivare il petrolio sui porti del Mar Rosso, e accelera sulla ferrovia Riad-Gedda.
[…] La guerra in Iran ha stravolto la logistica su cui si fondavano le economie del Golfo, e le capitali provano ad aggirare il blocco dello stretto di Hormuz rispolverando vecchi progetti per oleodotti e gasdotti terrestri e affannandosi a elaborare idee per nuovi corridoi. Ma i costi finanziari e politici non consentono molte scorciatoie.
Riad è forse la capitale che ha assorbito meglio lo choc del petrolio dirottando una cospicua quantità di greggio dalla sua costa orientale a quella occidentale, verso il porto di Yanbu, grazie all'oleodotto costruito negli anni Ottanta, anche allora con lo stesso obiettivo: bypassare Hormuz perché Teheran e Baghdad colpivano i mercantili nel Golfo.
Da quello scalo le esportazioni sono quadruplicate da febbraio fino a 29 milioni di barili a settimana, secondo i dati della società di analisi Kpler.
L'oleodotto est-ovest ha parato il colpo, ma anche a Riad mancano le infrastrutture per potenziare la sua costa occidentale: la ferrovia Riad-Gedda, un progetto da 27 miliardi di dollari, dovrebbe essere terminata nel 2034. E ora la monarchia di Bin Salman punta a rafforzare il porto di Neom, sempre sul Mar Rosso […]
donald trump - crisi energetica e petrolio - illustrazione di andrea calogero
Gli Emirati Arabi Uniti, i più colpiti dagli attacchi iraniani, stanno cercando di aggirare Hormuz con l'oleodotto Habshan-Fujairah, che arriva fino al Mar d'Oman, anche se pure il terminale di Fujairah è preso di mira dai droni di Teheran.
«Queste vie alternative sono vulnerabili perché restano nel raggio d'azione dei missili iraniani, sebbene si trovino al di fuori dello Stretto», spiega Frederic Schneider, analista del Middle East Council on Global Affair, esperto di economie e mercati energetici del Golfo.
Una delle principali aziende produttrici di fertilizzanti al mondo, l'emiratina Fertiglobe, ha cominciato a usare i camion per esportare evitando il collo di bottiglia di Hormuz, scrive il Financial Times. Sono operazioni con costi più elevati del trasporto in mare, compensate adesso dai prezzi più alti, ma non sostenibili nel lungo periodo.
Abu Dhabi coltiva da tempo l'ambizione di costruire una Suez emiratina, un canale che aggiri Hormuz e che dovrebbe tagliare in due gli Emirati attraverso i monti Hajar in direzione di Fujairah, con costi da miliardi di dollari e molte difficoltà ingegneristiche […]
Saudi Aramco - petrolio arabia saudita
L'Iraq sta valutando la costruzione di un oleodotto da Bassora al porto omanita di Duqm e l'altro progetto, approvato nel 2022, che dovrebbe collegare Bassora al porto giordano di Aqaba, resta per ora sulla carta.
La costruzione di nuovi oleodotti richiede molto tempo: i camion nel breve periodo possono rafforzare il transito ma hanno costi elevati e spesso il processo è macchinoso, soprattutto se devono attraversare diversi Paesi e controlli doganali.
Le ferrovie sono opzioni più fattibili. Il progetto principale è la ferrovia che dovrebbe estendersi dal Kuwait fino all'Oman, collegando tutti e sei i Paesi membri del Consiglio di cooperazione del Golfo, «ma non è ancora terminata. Alcuni segmenti sono pronti, il tratto di Etihad Rail negli Emirati Arabi Uniti è uno dei più avanzati».
L'asse ferroviario è parte di un progetto più ampio, l'India-Middle East-Europe Economic Corridor, un corridoio multimodale che dovrebbe collegare l'India all'Europa attraverso la penisola arabica e Israele, facendo concorrenza alla via della Seta cinese.
L'infrastruttura potrebbe influenzare le alleanze geopolitiche in Medio Oriente, ma incontra molti ostacoli: «Era sospesa, ora la stanno rilanciando — conclude l'analista — ma i progetti transnazionali hanno problemi politici, burocratici, e tecnici che richiedono anni per essere risolti».
ROTTE ALTERNATIVE ALLO STRETTO DI HORMUZ -
produzione di petrolio in iran
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