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VOLETE LA TASSA GLI EXTRAPROFITTI? FATEVELA DA SOLI – LA COMMISSIONE EUROPEA GELA L’ITALIA E GLI ALTRI STATI CHE AVEVANO TENTATO DI SPINGERE BRUXELLES A VARARE NORME COMUNI: “LA TASSAZIONE SUGLI EXTRAPROFITTI RIENTRA NELLE COMPETENZE DEGLI STATI MEMBRI, CHE POSSONO GIÀ AVVALERI DEI PROPRI POTERI FISCALI NAZIONALI PER ELABORARE QUELLE MISURE” – SECONDO GLI ESPERTI, PERÒ, TASSARE GLI EXTRAPROFITTI È UNA CAZZATA, VISTO CHE I RINCARI DERIVANO DALLE CARENZE SULLA RAFFINAZIONE IN EUROPA. BISOGNEREBBE PIUTTOSTO INVESTIRE IN ESTRAZIONE E PRODUZIONE DI CARBURANTI “FINITI...”

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Estratto dell’articolo di Rosaria Amato per “la Repubblica”

 

MEME DI AZIONE SUL CARO BENZINA E GIORGIA MELONI

La «legislazione quadro a livello Ue per la tassazione degli extraprofitti» delle compagnie petrolifere non ci sarà. Un portavoce della Commissione europea ha ribadito ieri, rispondendo a una domanda specifica sulla questione, che «la tassazione degli extraprofitti rientra nelle competenze degli Stati membri, che possono agire sulla base della legislazione nazionale».

 

Parole che chiudono la strada al secondo tentativo di Italia, Spagna, Portogallo, Germania e Austria (e Polonia, che si è aggiunta al gruppo di Paesi promotori di un'iniziativa analoga ad aprile) di spingere le istituzioni europee a varare norme comuni.

 

I sei ministri dell'Economia firmatari della lettera inviata pochi giorni fa a Bruxelles in effetti stavolta non si rivolgono alla Commissione, ma alla presidenza di turno irlandese della Ue, chiedendo che la questione venga messa all'ordine del giorno dell'Ecofin di settembre a Dublino.

 

Anche se però la proposta ottenesse la maggioranza del Consiglio Ue, sembra difficile pensare però che la Commissione possa cambiare una posizione espressa in termini così netti: «Gli Stati membri possono già avvalersi dei propri poteri fiscali nazionali per affrontare le questioni di equità sociale e, se lo desiderano, elaborare misure di tassazione degli extraprofitti, come indicato nella comunicazione "AccelerateEU" del 22 aprile», chiarisce il portavoce.

 

caro carburanti - benzina

Tassare gli extraprofitti a livello nazionale, o europeo, è un errore, obiettano però le principali organizzazioni del settore della raffinazione e distribuzioni dei carburanti, italiane ed europee.

 

«La crisi di questi mesi nasce da una carenza di impianti di raffinazione in Europa – afferma il presidente dell'Unem, Gianni Murano – che ci obbliga a importare a prezzi sempre più alti prodotti finiti». E quindi, più che di extraprofitti, argomenta Murano, bisognerebbe parlare di extracosti: «Solo nei primi mesi della crisi di Hormuz i costi del gasolio e di fuel jet in Europa hanno superato di 10 miliardi quelli americani».

 

Piuttosto che drenare le risorse per una tassazione extra, per l'Unem è invece «il momento di utilizzarle per «ridare strategicità alla raffinazione» e «investire nella decarbonizzazione dei prodotti».

 

caro carburanti in italia

[...] Nessuna reazione dalle singole compagnie petrolifere, con l'eccezione dell'Eni, tirata in ballo dal vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, che auspica un contributo piuttosto che una tassazione imposta: «Non abbiamo commenti su quanto detto dal ministro e nemmeno su un provvedimento che non è stato ancora definito».

 

E del resto tutto il settore energetico ha già subìto un aumento dell'Irap del 2% con l'ultimo Dl Bollette. Colpito anche il comparto dell'elettricità, che non è coinvolto invece da quest'ultima richiesta di tassazione degli extraprofitti: l'Enel per esempio nell'ultima semestrale ha comunicato un impatto complessivo di 1,2 miliardi tra oneri e aumento dell'Irap