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CAFONALINO! – “LE MIE MANI HANNO SERVITO LA GIUSTIZIA, MA SONO PURE TESTIMONE DI UNA VITA AL LIMITE, VIOLENZA, SESSO, DROGA” – CARMELO DI IANNI, EX PUGILE E POLIZIOTTO, GIGANTE DELLA ROMA BY NIGHT, VIENE RACCONTATO IN UN DOCUMENTARIO DI CORRADO RIZZA – GLI ANNI NEI NOCS CON IL NOME DI BATTAGLIA “BIMBO”, LA LIBERAZIONE DEL GENERALE DELLA NATO JAMES LEE DOZIER, RAPITO DALLE BRIGATE ROSSE, LA STORIA D’AMORE LUNGA 18 ANNI CON BEATRICE IANNOZZI, IL RUOLO DA BUTTAFUORI AL "JACKIE’O" E AL "NOTORIUS" - “LUI ERA BELLISSIMO, UN BRONZO DI RIACE”, RACCONTA SERENA GRANDI CHE EBBE CON LUI UN FLIRT -L’ANTEPRIMA AL CINEMA ADRIANO CON FABIA BETTINI ANIMA DI “ALICE NELLA CITTÀ”, ALBA PARIETTI CON BEATRICE IANNOZZI, GIOVANNI BIANCONI, LEONARDO METALLI, E L’ATTRICE UCRAINA OLGA VESTITA COME BARBIE DI ROSA CONFETTO – IL RACCONTO DELLA SERATA BY GABRIELLA SASSONE

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Gabriella Sassone per Dagospia

 

corrado rizza antonio flamini giovannino la gorga carmelo di ianni (2)

Tifo da stadio, applausi, commozione e anche belle risate di cuore dinanzi ai racconti coloriti (anche di qualche parolaccia) del protagonista. Al cinema Adriano, venerdì scorso, proiezione in anteprima mondiale nella sezione Panorama Italia di “Alice nella Città” by Rome Film Fest del docufilm “Carmelo. Dalla porta di Dozier alla porta del Notorius”.

 

Un lavoro egregio, dettagliato e senza sconti, che ripercorre la vita tra luci e ombre e le gesta leggendarie di Carmelo Di Ianni, il “gigante buono” della Roma by night che chiamare buttafuori risulta davvero riduttivo anche perché per 18 anni è stato il compagno-angelo custode della regina delle notti romane Beatrice Iannozzi.

 

carmelo di ianni corrado rizza

Ad ideare e dirigere il documentario non poteva che essere lo storico Dj Corrado Rizza, che vive tra Roma e Miami e nel suo palmares conta ormai 8 docufilm sfornati e ben 10 libri sulla musica e il mondo della nightlife.

 

Nonostante la stessa sera (ma che peccato mortale!) all’Auditorium veniva presentato il docufilm su Lorenzo Jovanotti che ha ballato e cantato sul red carpet, la sala 3 dell’Adriano era piena.

 

Amici, appassionati di cinema e curiosi sono accorsi per conoscere i dettagli della vita a mille all’ora di Carmelo, tra successi e cadute, allori e galera, celebrities nostrane e internazionali, cocaina e alcool.

 

Alto come un watusso dalla falcata un po’ dinoccolata, manone enormi che possono essere “fero o piuma”, vocione roca per le troppe sigarette che farebbe invidia pure al Califfo dei tempi migliori, ma lui racconta che gli è venuta dopo un intervento alle corde vocali non avendo rispettato il post operatorio, Carmelo lo conoscono tutti, è temuto e rispettato in ogni ambiente e ancora oggi a 68 anni lo trovi all’ingresso del Jackie O’ e del Notorius, a selezionare chi entra e chi resta fuori e a mettersi in mezzo se succede qualcosa.

 

alba parietti carmelo di ianni

Chi lo conosce si sente un privilegiato. Il cinema si era già accorto di lui da tempo: ha girato particine in diversi film e soprattutto è stato uno dei personaggi intervistati nel docufilm di Dago e Marco Giusti “Roma santa e dannata”.

 

Stavolta la scena è tutta per lui che irrompe sullo schermo di spalle con lo sguardo perso in un tramonto capitolino e dice: “Le mie mani hanno servito la giustizia, ma sono pure testimone di una vita al limite, violenza, sesso, droga. Nonostante tutto, sto ancora qua”.  

 

Si parte con qualche ricordo d’infanzia nella casa dove è nato con la mamma e la sorella, si arriva alla sua passione per il pugilato fino ad entrare tra gli atleti delle Fiamme Oro della Polizia (“La paura sul ring mai e nemmeno per strada”) e poi nei Nocs (“Sono stato nei Nocs col nome di battaglia Bimbo dal 1978 al 1983, i cinque anni di Piombo li ho fatti pieni”).

 

Il docufilm si concentra sul blitz che ha fatto di Carmelo un vero eroe anche in America: la liberazione del generale della Nato James Lee Dozier, rapito dalle Brigate Rosse e tenuto incappucciato e legato ad un letto senza materasso a Padova. Fu proprio Carmelo durante l’irruzione ad avvicinarsi a lui, togliergli il cappuccio e tranquillizzarlo che finalmente era libero, che lui era lì per riportarlo a casa. 

 

CORRADO RIZZA FABIA BETTINI CARMELO DI IANNI

Accusato poi ingiustamente con altri colleghi di aver “corcato” di brutto i brigatisti per far loro confessare dove era il covo dove nascondevano Dozier, si è fatto un po’ di galera e qualche anno ha lasciato la polizia per iniziare a lavorare nei locali notturni, dove Gilberto Iannozzi lo invitava dopo aver sedato per caso una rissa sull’uscio dell’Easy Going.

 

Alla morte di Gilberto, inizia a lavorare come guardia del corpo di sua moglie, fresca vedova: lavoro che da il là alla storia d’amore lunga 18 anni con Beatrice Iannozzi. E’ la figlia Veronica Iannozzi a ricordarlo nel documentario: “Sapere che c’era lui al fianco di mamma mi faceva stare tranquilla. Avevo solo 3 anni quando ho perso papà e Carmelo era sempre presente, affettuoso a modo suo, senza darlo a vedere ma proteggendomi”.

 

leonardo metalli olga baladin

Molti gli amici che portano ricordi e testimonianze nel lavoro di Corrado Rizza: i giornalisti Roberto D’Agostino che parla degli anni “Brigatisti” e Manuela Moreno all’epoca al Tg2, lo storico Giovanni Bianconi, lo scrittore Jerald Posner, Antonio Flamini, Stefano Pecci, Bruno Bilotta, Umberto Marzotto, il Dj Giovannino La Gorga e Serena Grandi che negli edonistici e irripetibili anni ’80 ha avuto un flirt con Carmelo ed essendo entrambi squattrinati pagavano le cene a metà: “Lui era bellissimo, un Bronzo di Riace”, racconta Serena. 

 

Adriano Giannini e Rosario Fiorello erano pischelletti quando Carmelo li faceva entrare all’Histeria. “Era una sorta di figura mitologica. Mi fece entrare con una pacca sulla spalla, capiva le persone con uno sguardo, ti riconosceva tra la folla, era un Achille. È una persona a cui sento di volere bene e che questo bene è ricambiato”, dice l’attore.

 

E Fiore: “Non è che arrivavi dal paesello e ti facevano entrare all'Histeria, perché c'era Carmelo. Io entravo e salivo in cabina, quando ancora non mi conosceva nessuno”. “Il locale deve essere un circolo, e lì c’era di tutto: delinquenti, prostitute, pariolini. Quando si mischia la gente è sempre più bello perché tu sai di che parlare”, aggiunge Carmelo.

 

PRIMA SCENA FILM SU CARMELO DI IANNI

Non manca la geniale “Carrambata” finale di Corrado Rizza che bussa alla porta dell’ex generale Dozier in Florida e videochiama Carmelo per farli salutare. Dozier lo ringrazia ancora per avergli salvato la vita (i due sono sempre rimasti in contatto) e si scopre che l’America lo voleva a lavorare lì, considerandolo un vero eroe senza macchia e senza paura e che lì avrebbe guadagnato tanti soldi, prestigio e una lunga carriera. Ma lui scelse di rimanere a Roma per amore di Bea.

 

Purtroppo, come accade anche nelle migliori famiglie, la fine della lunga relazione con Bea porta Carmelo quasi alla distruzione, al periodo più nero della sua vita: depressione, cocaina e alcool a gogo’ fino all'arresto.

 

giovanni bianconi

“Nei 13 mesi a Regina Coeli i libri mi hanno salvato la vita, ne ho letti 73”, confessa lui. Ma il “Gigante buono” è ancora qua, rinato dalle sue ceneri come l’Araba Fenice e tornato alla grande al Jackie O’ e nella grande famiglia Iannozzi. Esci dalla sala e ti rimangono impressi gli occhi tristi di Carmelo e il suo sguardo intriso di malinconia per una vita vissuta alla grande ma in chiaroscuro, tra discese ardite e risalite, da cui magari si aspettava qualcosa di più. E sì, ci si commuove davvero.

 

In sala ad applaudire, accolti da Rizza (con la moglie Francesca e la sorella Isabella), dal produttore Giovanni Madonna e da Fabia Bettini anima di “Alice nella Città”, ecco Alba Parietti con Bea Iannozzi, Stefano Pecci (il mitico Step dei romanzi e film di Moccia in cui aveva il volto di Riccardo Scamarcio), i registi Massimiliano Papi e Claudio Napoli, lo sceneggiatore Crescenzo Mazza, Leonardo Metalli del Tg1 con l’attrice ucraina Olga vestita come Barbie di rosa confetto, Giovanni Bianconi, Veronica Iannozzi, Antonio Flamini, il direttore della fotografia Giorgio Amendola, Daniela Jacorossi, Miria Maiorani del “Viviroma”, Claudia Arcara e il make up artist Gennaro Marchese. I festeggiamenti per Carmelo sono proseguiti per pochi happy few al Jackie O’.   

giorgio amendola (2)olga baladini corrado rizza leonardo metallicorrado rizza con la sorella isabellaalba parietti (2)crescenzo mazza carmelo di ianni corrado rizzacorrado rizza antonio flamini giovannino la gorga carmelo di ianniil documentario carmelo. dalla porta di dozier alla porta del notorious 3il documentario carmelo. dalla porta di dozier alla porta del notorious 1corrado rizza con la moglie francescaalba parietta beatrice iannozzi (2)carmelo di ianniclaudia arcara gennaro marchesealba parietta beatrice iannozzicorrado rizza carmelo di iannialba parietti carmelo di ianni (2)

 

 

 

carmelo di ianniStefano Pecci con la moglie

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