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CAFONALINO DELLA PIZZA RIFORMISTA – RENZI RADUNA I SUOI PRIMA DELLE VACANZE ESTIVE AL SATYRUS DI VILLA BORGHESE E VESTE I PANNI (SUDATI) DELL’UMILE LAVORATORE NELLA VIGNA DEL CAMPO LARGO: “BASTA POLEMICHE, ORA UNITI E ANDIAMO A VINCERE. SE NON VINCIAMO, LA MELONI VA AL QUIRINALE E VANNACCI A CHIGI” – “I FRANCHI TIRATORI ALLA CAMERA? SONO STATI SOPRATTUTTO DI FORZA ITALIA, È UN SEGRETO DI PULCINELLA” – “CALENDA? PORTE SPALANCATE, SAPENDO CHE CAMBIA IDEA SEMPRE LA SERA PRIMA. MA MEGLIO AVERE TUTTI DENTRO E VINCERE CHE FARE QUESTIONI DI LANA CAPRINA E PERDERE” – MARIA ELENA BOSCHI LUMINOSISSIMA CON IL FIDANZATO ROBERTO VACCARELLA, MARIANNA MADIA SVENTAGLIANTE, SCALFAROTTO IN VERSIONE TOP GUN, IL PREZZEMOLONE NOBILI, IL SALUTO DEL SONDACO DI ROMA GUALTIERI (POSSIBILE FEDERATORE DEL CENTROSINISTRA?): CHI C’ERA - VIDEO

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LA FESTA DELL ESTATE DI CASA RIFORMISTA - VIDEO IL FOGLIO

 

LA FESTA DELL'ESTATE DI ITALIA VIVA. RENZI SI RENDE INDISPENSABILE PER IL CAMPO LARGO: "SENZA DI NOI SI PERDE"

Estratto da www.ilfoglio.it

 

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l kraken in festa. È la festa dell'estate di Italia viva, la festa dell'estate di Matteo Renzi. A ospitarla il Satyrus, un locale che affaccia sulla Galleria borghese, al centro del più famoso parco della capitale.

 

Trentacinque gradi alle sette di sera, l'ex presidente del Consiglio arriva in camicia bianca, propone gelato per tutti (che ci sarà, a spese del partito) e si scusa: "Fa un caldo, ma che caz... cavolo!".

 

Via alle domande. Legge elettorale: "Meloni ha perso la fiducia dei cittadini con il referendum e ha perso la fiducia del palazzo con il voto a scrutinio segreto sulle preferenze".

 

Vannacci: "Se Meloni lo imbarca, perdono la faccia tutti e due. Se non lo imbarca, perdono le elezioni". Campo largo: "Senza di noi si perde. Non mettiamo veti, apriamo le porte".

 

[…] Il bar riformista ha accolto quasi tutti i parlamentari di Italia viva: Maria Elena Boschi, Robeto Giachetti, Marianna Madia, Ivan Scalfarotto, Raffaella Paita. C'era anche Benedetto Della Vedova, di +Europa, vicino a Renzi – appunto –, motivo per cui sta litigando con l'altra anima del partito europeista, Riccardo Magi. Nessun'altra forza politica è passata a salutare, tranne il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che ha suonato due accordi di chitarra.

 

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La Leopolda è convocata il prossimo ottobre, l'estate passerà e servirà a riposarsi. Nel discorso dal palco Renzi si è infervorato e ha spiegato l'agenda. "Sapete che succede se si perde? Che Meloni va al Quirinale e Vannacci a Palazzo Chigi. Io questo scenario lo considero da film horror e voglio evitarlo. Per farlo servono i voti, e oltre al Campo Largo serve il voto riformista di chi crede nello sviluppo e nell'europeismo". C'è molto da fare, moltissimo.

 

RENZI "PORTE APERTE A TUTTI ALTRIMENTI RISCHIAMO IL GENERALE A PALAZZO CHIGI"

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Estratto dell’articolo di Francesco Bei per “la Repubblica”

 

Matteo Renzi è certo che la nuova legge elettorale andrà in porto, perché «Meloni ha paura di perdere e l'aver insistito così tanto su questa riforma è un segnale di debolezza». Per questo invita i leader del centrosinistra a darsi da fare, «tenendo le porte della coalizione aperte a tutti». Persino a Carlo Calenda.

 

Con il Rosatellum il risultato più probabile sarebbe un pareggio. Per questo Meloni ha fretta di cambiarlo?

«Sì, lei non può permetterselo. Perché a quel punto sarebbe risucchiata in un governo di responsabilità. Gioca il tutto per tutto: se vince fa all-in e si prende il Quirinale».

 

[…] Di cosa c'è bisogno?

«Di fare una grande campagna, di iniziare a parlare al terzo settore, ai sindaci civici, alle imprese.

Bisogna smetterla di guardarsi la punta dei piedi e pensare alle sfide internazionali, all'innovazione tecnologica, alle scelte sull'energia e sugli stipendi, a un nuovo modello di sanità: è arrivato il momento di presentare un piano strategico per spiegare quello che vogliamo fare dell'Italia».

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Alla Camera Fratelli d'Italia ha votato a favore di un emendamento sulle preferenze presentato dai vannacciani. Un segnale politico in vista dell'alleanza?

«Su Vannacci fanno un'operazione lose-lose, anziché win-win. Perché se lo imbarcano perdono la faccia, se non lo imbarcano perdono le elezioni. Ammesso che Vannacci voglia farsi imbarcare…».

 

Su Vannacci di solito ci ha preso, cosa accade se Meloni lo tira dentro?

«Che rende irrilevanti la Lega e Forza Italia. Se sta in coalizione, il prossimo vicepremier lo fa Vannacci, altro che Salvini. Per questo mi sto sgolando con gli amici del centrosinistra: basta polemiche, ora uniti e andiamo a vincere. Se non vinciamo, la Meloni va al Quirinale e Vannacci a Chigi».

 

Chi sono stati i franchi tiratori alla Camera?

«Soprattutto quelli di Forza Italia, è un segreto di Pulcinella. Stefania Craxi, capogruppo di Forza Italia al Senato, ha già detto che, se provano a rimettere le preferenze, la legge elettorale se la possono votare da soli. Più chiara di così! È stato un alert della famiglia Berlusconi a Giorgia Meloni».

 

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Lorenzo Guerini invita a tenere aperte le porte dell'alleanza a tutti, compreso Carlo Calenda. E lei?

«Penso che non ci sarà spazio per un terzo polo. Nel momento in cui la partita diventa una sfida all'ultimo voto per chi prende il premio di maggioranza, chi sta fuori dalle coalizioni diventa irrilevante. Anche se Calenda dovesse raggiungere la soglia del 3%, non toccherebbe palla».

 

Lei terrebbe le porte aperte anche ad Azione?

«Più che aperte, spalancate. Sapendo che Calenda cambia idea sempre la sera prima della presentazione delle firme. Ma comunque meglio avere tutti dentro e vincere che fare questioni di lana caprina e perdere. Prepariamoci ad accoglierlo senza polemiche».

 

Oltre il campo largo con Pd, 5s e Avs, lei cosa vede nell'area riformista?

«Intanto diciamo che, senza noi riformisti, il campo largo non vince, non va oltre il 40%. Noi vogliamo mettere insieme tutti quelli che pensano a una sinistra che difende anche chi produce posti di lavoro, una sinistra pro-Pil e non solo pro-Pal, una sinistra che non sia succube del giustizialismo, che lotta contro il climate change con la tecnologia e non con l'ideologia, una sinistra che sulla difesa dell'Ucraina non torni indietro».

 

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È stato approvato un emendamento che costringe tutti i più piccoli a stare insieme, altrimenti i voti saranno dispersi e la coalizione non potrà avvalersene per il premio di maggioranza. Dicono che dietro ci sia lei, che vuole costringere tutti dentro casa riformista…

«Ma dai! Quell'emendamento l'ha presentato Forza Italia per la paura delle liste civetta. A noi non cambia nulla. Italia Viva da sola non basta: per questo abbiamo creato Casa Riformista, aperta anche a tanti altri mondi. Basta polemiche, lavoriamo tutti insieme».

 

[…] «[…], tra noi e Fratoianni è chiaro che ci sono tante idee distanti. Ma gli elementi che uniscono sono più forti».

 

Ci dice i tre più importanti?

«Assicurare un presidente della Repubblica non sovranista nel 2029, bloccare l'esodo dei giovani che impoverisce l'Italia e produce un crollo demografico, evitare una svolta Maga anche nell'Ue. Tutti obiettivi che sono più grandi delle nostre differenze. Basta parlarci addosso, ora è tempo di agire».

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