FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE…
OPERA CAFONAL - “QUESTO ''LOHENGRIN'' È LA CONSUETA MEMORABILE MICHIELETTATA” – MATTIOLI ALL'APERTURA DELLA STAGIONE DEL TEATRO COSTANZI DI ROMA: “QUESTO SPETTACOLO ESPLICITA L’EPICA DELLA BELLEZZA CONTEMPORANEA IN IMMAGINI SPLENDIDE E STRUGGENTI. POTREBBE ANCHE RISULTARE EPOCALE” – “GRANDE PROVA DELL’ORCHESTRA DIRETTA DA MARIOTTI, A PARTE QUALCHE OCCASIONALE SPERNACCHIAMENTO DEGLI OTTONI'' (MAGARI ERANO DIRETTI ALLA PRESENZA DI GIANMARCO MAZZI, IL VICE DI GIULI CHE VUOLE "BEATROCE" VENEZI ALLA FENICE E LA RIFORMA CHE DISTRUGGERA' GLI ENTI LIRICI...) - VIDEO
TAPPETO ROSSO PER WAGNER IL FASCINO DI LOHENGRIN APRE LA STAGIONE DELL’OPERA
Estratto dell’articolo di Giulia Marziali per “la Repubblica – ed. Roma”
Un red carpet d’eccezione ha inaugurato giovedì pomeriggio, la stagione del Teatro dell’Opera con il ritorno del “Lohengrin” di Richard Wagner.
Dal sindaco Roberto Gualtieri, rigorosamente in smoking, alla star di Hollywood Toni Collette, arrivata in taxi giusto in tempo per qualche scatto prima dell’inizio del capolavoro tedesco portato in scena dal direttore musicale Michele Mariotti e dal regista Damiano Michieletto.
[...] Ad accogliere gli ospiti nel foyer il sovrintendente Francesco Giambrone con al suo fianco la direttrice del corpo di ballo Eleonora Abbagnato, in completo nero e bianco. Poco prima, la ballerina aveva salutato Roberto D’Agostino con mantello scuro e una chiave come orecchino.
«Poi facciamo un passo a due», dice ridendo il direttore di Dagospia tra un flash e un altro. Intanto il regista teatrale Piero Maccarinelli fa il suo ingresso insieme a Roberto Cicutto. [...] Con una gonna di paillettes e giacca nera arriva Serena Bortone, per lei: «la folgorazione wagneriana nasce alla Scala ma Michieletto e Mariotti sono strepitosi, è una gioia essere qui».
roberto gualtieri francesco giambrone (2)
Poco più in là Gianni Letta e Maddalena Marignetti camminano sotto braccio. Tra gli invitati non mancano contesse, principi e ambasciatori come il russo Alexey Paramonov. A catturare gli sguardi è Marisela Federici, la contessa venezuelana indossa un lungo abito dorato in pendant con tacchi e bastone da passeggio.
A incorniciarle il viso una veletta nera: «un’opera che dura più di quattro ore ed è stupenda —racconta—perché è come un sogno, una fiaba che parla di vendetta e di amore». La sala nel frattempo si riempie.
francesco giambrone marisela federici gianmarco mazzi
Sul palco reale prendono posto il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi e il primo cittadino che con un sorriso si lascia andare a un commento: «Sarà magnifico». Nella platea gremita di ospiti, anche gli assessori Ornella Segnalini e Alessandro Onorato [...]
CHE BEL CIGNO
Estratto dell'articolo di Alberto Mattioli per “il Foglio”
lohengrin by michieletto all opera di roma 3
[…] Questo Lohengrin secondo Damiano Michieletto per la prima dell’Opera di Roma potrebbe anche risultare epocale. Fra i tanti anniversari inutilmente celebrati, nessuno ricorda quello dell’anno prossimo, i cinquant’anni dal più importante spettacolo d’opera del Dopoguerra, il Ring di Patrice Chéreau a Bayreuth nel ’76.
Da mezzo secolo, abbiamo rotto il giocattolo wagneriano per vedere com’era fatto dentro, esplorandone ogni possibile ingrediente, musicale, drammaturgico, psicologico, psichiatrico, filosofico, sociologico, storico e via vivisezionando. Adesso è forse il momento di rimontare il superbalocco, e restituirgli l’epica e il mito perduti.
Evidentemente, non ripristinando le corna, le pelli, le armature e tutto il bric-à-brac fantasy “come voleva Wagner” e come vorrebbero i coeurs simples, giovedì a Roma ovviamente buanti, ma con l’epica della bellezza contemporanea.
Questo spettacolo la esplicita in immagini splendide e struggenti, con le scene iperuranie di quel genio di Paolo Fantin esaltate dalle luci di quell’altro genio di Alessandro Carletti.
Una bellezza attuale, astratta, fulgida, talvolta perfino criptica, enormi cerchi con i fantineon sospesi a evocare il matrimonio, uova d’argento per Lohengrin (che diventano dorate grazie alle luci, così abbiamo pure il titolo: il cigno dalle uova d’oro) da cui si spande una nera sozzura, la famosa pece-Michieletto, quando Elsa fa la domanda proibita.
In più, solita gestione perfetta dello spazio scenico, recitazione accuratissima, drammaturgia libera (Telramund muore prima dell’agguato) ma coerente di Mattia Palma, insomma la consueta memorabile michielettata. Direzione del pari eccellente di Michele Mariotti, al primo ma si spera non ultimo Wagner.
Lirica, liricissima, ovvio, com’è tutto Wagner dai tempi di quello “da camera” griffato Karajan (ma ci aveva già pensato Clemens Krauss, per la verità). Ma è “questo” lirismo che vale la serata.
Mariotti deliba ogni melodia, accarezzandola con un suono sempre morbido, fra trasparenze, eleganze, perfino accenni di “rubato”, ma senza estenuazioni, e con un costante supporto a un palcoscenico che ne ha parecchio bisogno. Non è solo un bellissimo Wagner; è già un Wagner personale, riconoscibile, “suo”, quindi nostro perché contemporaneo.
A parte qualche occasionale spernacchiamento degli ottoni, grande prova dell’Orchestra, e davvero convincente quella del Coro di Ciro Visco. Con una direzione così, affidare il ruolo del titolo a Dmitry Korchak, che attacca “Nun sei bedankt, mein lieber Schwan!” con una vera mezzavoce […] è un’eccellente idea.
Ma se hai un Lohengrin all’italiana benché non in italiano, bisogna però costruirci attorno tutta la compagnia, che invece resta sul mediocre livello del mainstream wagneriano attuale. La migliore è Ekaterina Gubanova, Ortrud, dimagritissima e genialmente abbigliata da Carla Teti come signora bene, veletta, tailleur e un rosario in mano.
Jennifer Holloway, Elsa, ha diversi problemi vocali ma il personaggio è di forte impatto; Tómas Tómasson era un Telramund berciante già tredici anni fa alla Scala, figuriamoci adesso; il Re di Clive Bayley è il peggiore che io abbia mai ascoltato. Peccato.
tiziana miceli angelino alfano
marisela federici
lohengrin by michieletto all opera di roma 3
paola ugolini anna beatrice federici roberto dagostino (2)
lohengrin
lohengrin wagner
silvia calandrelli
corrado augias
paola tittarelli
rosanna cancellieri
stefano rossi
cinzia primerano
roberto dagostino angelino alfano (2)
benjamin pech toni collette
ingrid muccitelli mauro masi
paolo arga
annarosa mattei claudio strinati
mari stirpe camilla morabito
benjamin pech
cosimo manicone marisela federici
simona renata baldassarre
veronica licastro marisela federici silvana previti
carla e giulio maira
francesco giambrone roberto gualtieri
dante ferretti francesca lo schiavo
anna beatrice federici roberto dagostino
paola ugolini anna beatrice federici
fabrizio grifasi roberto dagostino angelino alfano
maria pia ammirati gianni letta
eleonora abbagnato
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luca de fusco
guglielmo giovanelli
carlo fuortes
rita lombardi
elena bonelli
ingrid muccitelli nicoletta odescalchi dante ferretti francesca lo schiavo (2)
marisela federici (2)
alessandro onorato (2)
toni collette benjamin pech
gianmarco mazzi
lohengrin by michieletto all opera di roma 4
elena bonelli silvana previti roberto dagostino
monica nonno
anna beatrice federici roberto dagostino cosimo manicone eleonora abbagnato
michele galli
francesco siciliano
domenico barbuto
silvana previti roberto dagostino
pietro maccarinelli roberto cicutto
marisela federici roberto dagostino mauro masi
veronica licastro
maddalena letta gianni letta
francesco giambrone marisela federici gianmarco mazzi
simona sala serena bortone (3)
cosimo manicone nicola sani
damiano micheletto
lohengrin
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