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Foto di Luciano Di Bacco per Dagospia
Antonio Polito ha vinto il “Premio Giuseppe Tatarella” per il giornalismo politico, in una serata di gala all’Open Colonna del Palazzo delle Esposizioni a Roma che ha visto riuniti tutti gli ex An, partito del quale Tatarella è stato fino al 1999, anno della sua morte, uno dei fondatori e dei pilastri. Non c’erano tutti ma c’erano in molti: da Italo Bocchino a Mario Landolfi, da Roberta Angelilli a Roberto Menia e Pasquale Viespoli, da Gianni Alemanno a Gianfranco Fini.
Fra gli ospiti della signora Angiola Filipponio, vedova di Pinuccio Tatarella che faceva gli onori di casa, l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, l’editore dell’Adnkronos Pippo Marra, l’ex showgirl e deputata di Forza Italia Gabriella Carlucci, il candidato di Forza Italia alla presidenza della Puglia Francesco Schittulli, il ministro dell’Interno Angelino Alfano, Elisabetta Tulliani, il senatore di Ap Aldo Di Biagio, lo chef Gianfranco Vissani e l’attore Michele Placido, nativo di Cerignola come Tatarella, che ha letto per l’occasione un brano di Sofocle.
A Polito, nato l’11 maggio del 1956 a Castellammare di Stabia, è stato regalato un quadro a olio su tela del maestro Gennaro Picinni. Il direttore del “Corriere del Mezzogiorno”, editorialista del Corriere della Sera, fondatore del Riformista, ex firma di Repubblica e senatore della Margherita, è stato premiato dal presidente dell’Ordine dei Giornalisti Enzo Iacopino, che proprio al Secolo d’Italia, organo dell’allora Msi, aveva mosso i primi passi nel mondo del giornalismo.
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Il riconoscimento, alla sua prima edizione, è promosso dalla Fondazione e dall’Associazione Giuseppe Tatarella, con la Fondazione Alleanza Nazionale, il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Regione Puglia, e i Comuni di Bari e Cerignola, la città dove era nato Tatarella nel 1935.
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