DAGOREPORT - DAVVERO BASTA UN MEZZO TAJANI PER BOCCIARE LA NOMINA ALLA GUIDA DELLA CONSOB DEL…
Foto di Luciano Di Bacco per Dagospia
Paolo Boccacci per “la Repubblica - Roma”
Guai a chiamarlo “correntone”, guai a chiamarlo “la grande alleanza”. Si sgolano, nel bianco parterre dell’Open Colonna, ospiti dello chef stellato, affollato di militanti, a dire che il loro è solo “un laboratorio”, un “creatore di idee da mettere a disposizione del Pd”, soprattutto del sindaco Marino e del governatroe Zingaretti..
umberto marroni lorenzo guerini
Ma lo “scatto” più immortalato dai fotografi è quello di loro tre, la renziana Lorenza Bonaccorsi, il popolare Enrico Gasbarra e il dalemiano Umberto Marroni seduti accanto sui divanetti, con al centro, in completo blu elettrico, il vicesegretario dei Democratici, il braccio destro di Renzi, Lorenzo Guerini.
speranza marroni gasbarra de angelis guerini
Dietro il palco la scritta è rossa e verde, circondata da tre anelli rossi verdi e blu. Nasce a Roma, ma con l’ambizione di parlare anche a tutto il centro Italia, “Noi Dem”, quella che è stata definita una nuova piattaforma, un nuovo “contenitore” all'interno del partito democratico. E, oltre ai protagonisti, sono proprio in tanti, da Francesco De Angelis, leader dem di Frosinone, alla deputata Micaela Campana.
E poi Lidia Borzi, presidente delle Acli di Roma, Valter Giammaria, presidente di Confesercenti, il portavoce della Comunità di Sant'Egidio Mario Marazziti, il presidente della Cri di Roma Flavio Ronzi, il segretario romano della Cgil Claudio Di Berardino, il presidente del consiglio comunale Mirko Coratti, l’assessore Improta. Ancora: il segretario romano Cosentino, quello regionale Melilli e il segretario provinciale Rocco Mauliani.
Parla Gasbarra: «Non siamo una corrente, ma un piano di lavoro che inonderà il partito di proposte, idee, progetti, iniziative e delibere legate ai territori comunali. Le elezioni europee ci hanno consegnato un elettorato enorme. Oggi abbiamo un partito che ha avuto il 43% dei consensi a Roma e quindi deve crearsi un vestito più grande, cercando di fare cose, dalla lotta alla disoccupazione ai mini bond per le piccole imprese garantiti dal Comune, fino ai 78 milioni da trovare per finanziare le 82 opere ferme nel Lazio».
Unico discrimine: «Fuori chi non sostiene Renzi e le riforme». O, come dice la Bonaccorsi, citando Renzi, chi «mette i sassi sui binari per far deragliare il treno». E Marroni: «Lavorare insieme per superare le divisioni della fase congressuale e far diventare il Pd, un partito che dà sostegno e forza alle amministrazioni ».
Così per il sindaco Marino saranno pronte cinquanta proposte per il rilancio della città. E Guerini? La sua è una benedizione? «Macché», mette le mani avanti. Poi: «Noi abbiamo il dovere e la responsabilità di accompagnare l'azione di governo del sindaco». Marino è avvertito.
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