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Foto di Mario Pizzi da Zagarolo
Roberta Petronio per "Il Messaggero"
Baku. Appuntate questa parola, ne sentirete parlare ancora, e molto. Quattro lettere, un mondo. Il primo assaggio è stato offerto ieri sera a pochi eletti, duecento ospiti in tutto, sulla panoramica e mondana Terrazza Caffarelli. La capitale dell'Azerbaigian è sbarcata con un gala dinner elegante e sfarzoso, scegliendo proprio la ricorrenza del Natale di Roma numero 2765 per far parlare di sé.
Dopo il debutto di dicembre scorso al Teatro dell'Opera, la First Lady Mehriban Aliyeva, presidente della Fondazione Heydar Aliyev che sostiene progetti culturali internazionali, è tornata con due giorni di feste e incontri. Quarantotto ore di gemellaggio social-culturale per rendere ancora più forte il legame fra le due città , già saldo dopo la donazione di centodiecimila euro destinata a valorizzare il patrimonio dei Musei Capitolini.
In attesa del concerto di stasera all'Auditorium Parco della Musica, dove prenderà la parola per un saluto alla nostra Capitale, la First Lady ieri ha condiviso la ribalta con la primogenita Leyla Aliyeva, 26 anni, figlia del presidente azerbaigiano Aliyev, madre di due gemelli, e direttore della rivista patinata che porta il nome della prima città del paese caucasico, «Baku» appunto. Testimonial istituzionale ideale, bella, sguardo profondo, Leyla è salita ai piani alti del Campidoglio per incontrare un distillato di personalità rilevanti sulla scena romana nei mondi diversi dello spettacolo, della moda, dell'arte, dell'imprenditoria.
E che ribalta. Lo scenografo Riccardo Buzzanca ha creato per l'occasione un fondale di colonne illuminate da luci fluo. Lo chef Filippo La Mantia ha completato l'opera con un menu siciliano a base di arancine di riso, timballetti di pasta infornata, tagliate di manzo e cassatine bagnate, da manuale, con un passito di Pantelleria. Roma ci ha messo del suo con uno spettacolare tramonto che ha fatto da sfondo all'arrivo degli ospiti, accolti da un cocktail a cielo aperto.
Ecco Massimo Ghini, nominato maestro di cerimonie dell'evento, ecco Rocco Papaleo, Ornella Muti che esibisce un abito scollato, la accoglie al suo tavolo il regista Marco Risi. Arrivano Sforza e Maria Pia Ruspoli, Guglielmo Giovanelli Marconi, Simona Marchini, Guia Sospisio, Sandra Verusio, Adriana Sartogo, Edoarda Crociani. C'è Stefano Dominella che prepara una sfilata a Baku, e poi ancora Renato Balestro, Maria Ana Al Senoussi, Pierluigi Celli, Mario Pescante, Livia Azzariti.
La musica di sottofondo è il contributo di un pluripremiato gruppo jazz azerbaigiano, i tavoli profumano di rose bianche e melograno, frutto tradizionale dell'Azerbaigian.
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