Adriana Logroscino per il Corriere della Sera
MATTEO SALVINI E GIORGIA MELONI A CERNOBBIO
«Ai segretari degli altri partiti dico, domani ci vediamo a Roma e firmiamo un impegno comune, come hanno fatto in Germania, per bloccare immediatamente gli aumenti di luce e gas». Matteo Salvini, dalle sue tappe elettorali nel Nord Est, torna a concentrare la sua attenzione sugli interventi contro il caro bollette. Nel farlo marca una distanza netta con il resto della coalizione, come già aveva accennato a Cernobbio.
salvini meloni letta calenda cernobbio
«Le sanzioni stanno funzionando? - domanda retoricamente alla platea in Friuli-Venezia Giulia - Mi pare di no. Diciamo alla Russia "mettiamo il tetto al vostro gas, e ve lo paghiamo quanto diciamo noi? Quello là può chiudere il rubinetto. Vogliamo andare avanti lo stesso? D'accordo, però non possono rimetterci i lavoratori italiani. L'Europa, che impone quelle sanzioni, deve proteggerli con uno scudo, un ombrello, un paracadute. Con tutti i soldi necessari. E se non lo fa l'Europa, deve farlo il governo in carica. Meglio 30 miliardi oggi che cento tra tre mesi per pagare un milione di disoccupati».
matteo salvini e giorgia meloni a cernobbio
Posizioni diverse da quelle che Giorgia Meloni esprime in serata, ospite di Porta a porta . Sulle sanzioni la presidente di FdI non abbozza: «Non mi risulta che non funzionino, Mosca ci metterà 10 anni a recuperare il Pil di prima della guerra». Invece cerca punti in comune con l'alleato leghista sul price cap: «Salvini non è contro il tetto al prezzo del gas. Dice che la priorità sono le bollette, io dico che bisogna partire dalla radice del problema». La distanza torna larga sull'entità delle risorse e su come reperirle: «Per rifondere i sovracosti dell'energia da qui a marzo - garantisce Meloni - servono 3-4 miliardi. Del resto senza imporre il tetto al prezzo del gas, 30 miliardi di scostamento non basterebbero e finirebbero a chi specula».
SALVINI MELONI
Ragionamenti lontani dall'allarme di Salvini sulla «strage di posti di lavoro» davanti alla quale «la Lega è una voce isolata o quasi» se «a Roma e Bruxelles da settimane continuano le discussioni, senza che si arrivi a disporre interventi». Minimizzano e non entrano nella polemica gli altri alleati. Antonio Tajani, per Forza Italia, e Maurizio Lupi di Noi moderati, invocano «un recovery per l'energia». Contro la posizione di Salvini si esprimono invece gli avversari: centrosinistra e anche Azione. Mara Carfagna punge: «Salvini sulle sanzioni racconta una realtà parallela. Non è rassicurante». Quindi si appella a Meloni per «un governo di salvezza nazionale contro la crisi energetica». Ma è Pier Ferdinando Casini ad adombrare un sospetto: «Ogni volta che Salvini dice una cosa, il Cremlino interviene per avallare. Un gioco grave». Replica indiretta di Salvini: «Chi mi considera una spia russa è un poveretto».
salvini meloni MATTEO SALVINI GIORGIA MELONI BY VUKIC