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CRONACHE DI ORDINARIA MALASANITÀ - A PISA, UNA DONNA È STATA SOTTOPOSTA PER OLTRE QUATTRO ANNI A TRATTAMENTI CON CHEMIOTERAPIA, CORTISONE E STEROIDI PER CURARE UN TUMORE CHE IN REALTÀ NON AVEVA – L’ODISSEA DELLA DONNA È INIZIATA NEL 2006, QUANDO L’AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERSITARIA PISANA LE DIAGNOSTICO' PER ERRORE UN LINFOMA ALL’INTESTINO – A QUEL PUNTO LA DONNA VENNE SOTTOPOSTA ALLE CURE ANTITUMORALI, CON CONSEGUENZE SUL SUO FISICO, SULLA SALUTE MENTALE E SUL LAVORO – NEL 2011 LA PAZIENTE EFFETTUO' UNA NUOVA BIOPSIA A GENOVA, CHE ESCLUSE LA PRESENZA DEL TUMORE – L’OSPEDALE È STATO CONDANNATO A RISARCIRE ALLA SIGNORA OLTRE 470MILA EURO…
Estratto da www.iltirreno.it
Più di quattro anni di pesanti terapie antitumorali, con ripercussioni sulle condizioni psichiche e fisiche della paziente. Ma quella malattia, un linfoma all’intestino, in realtà non era mai esistito.
Una vicenda drammatica, che ha portato la Corte d’appello di Firenze a condannare l’Aoup a risarcire alla signora oltre 470mila euro, cifra in aumento rispetto alla sentenza di primo grado del Tribunale civile di Pisa.
DIAGNOSI SBAGLIATA
La vicenda inizia nel 2006 quando la signora si rivolge all’ospedale di Volterra per un intervento chirurgico di ortopedia. Durante gli esami di preospedalizzazione viene riscontrata una difformità nella conta dei globuli bianchi.
Per questo l’intervento viene rimandato e i referti vengono inviati per un esame specialistico all’ematologia dell’Aoup. A settembre la mazzata: dopo una biopsia midollare e intestinale arriva la diagnosi di linfoma non Hodgkin indolente, tipo Malt, a prevalente localizzazione intestinale.
Dal gennaio dell’anno successivo la signora viene sottoposta a una serie di trattamenti con chemioterapia, cortisone e steroidi, che si prolungano fino al maggio del 2011. In quel mese una nuova biopsia, effettuata a Genova, esclude la presenza del tumore.
CONSEGUENZE PESANTI
Nel frattempo, però, le terapie avevano avuto una serie di conseguenze nefaste. Innanzitutto dal punto di vista fisico: la donna ha infatti raccontato di aver iniziato a soffrire di alterazione dell’equilibrio ormonale, oltre a una serie di episodi di frattura e alla necessità di asportare il coccige.
Ma effetti negativi si sono verificati anche dal punto di vista psicologico, con l’ansia di poter sviluppare un nuovo tumore e addirittura pensieri suicidi. Infine, conseguenze di tipo pratico: la signora, che lavorava come assicuratrice, in seguito alle terapie ha ridotto il proprio impegno professionale fino ad azzerarlo e, inoltre, le è anche stata ritirata la patente perché ritenuta non più idonea alla guida. […]
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