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Sandra Riccio per www.lastampa.it
Mancano pochi giorni per chiedere l’esenzione dal pagamento del Canone Rai. I termini, anticipati rispetto alle iniziali disposizioni, scadranno il prossimo 31 gennaio. In questo modo non sarà addebitato in bolletta il corrispettivo per il 2017 a chi non ha la Tv. La richiesta vale un anno, poi bisogna ricominciare tutto da capo. Questo significa che la richiesta andrà presentata nuovamente anche da coloro che già avevano chiesto l’esonero per il 2016.
Questo mese ci sono anche altre scadenze: entro il prossimo 31 gennaio deve saldare il conto anche chi non è titolare di un’utenza addebitabile. Il pagamento va effettuato con il modello F24.
ECCO DOVE TROVARE I MODULI PER L’ESONERO
Per chiedere l’esonero occorre inviare il modello di domanda che si scarica dal sito dell’Agenzia delle entrate (questa è la pagina da cui scaricare i moduli). L’invio va fatto per posta raccomandata oppure per via telematica.
C’è comunque la possibilità di fare richiesta anche dopo la scadenza del 31 gennaio. I ritardatari che saltano la scadenza di fine mese dovranno però pagare la prima parte dell’anno. Potranno inviare la dichiarazione fino al 30 giugno ma gli sarà addebitata la quota dei primi sei mesi. Non pagheranno da luglio a dicembre. Chi invece salta anche il termine di giugno, potrà chiedere l’esonero da luglio ma sarà «graziato» solo sul canone del 2018.
ATTENZIONE ALLE TRUFFE
Nei mesi scorsi, in rete sono spuntati siti-truffa che consentono di effettuare la richiesta di non pagamento. Approfittano della confusione che c’è ancora sulla materia e rubano dati e soldi.
La Rai mette in guardia da questo tipo di raggiri e fa sapere che «soltanto il sito dell’Agenzia delle entrate consente la trasmissione telematica delle dichiarazioni di non detenzione del canone tv (Dnd) e delle richieste di rimborso. L’invio è gratuito: nessun tipo di pagamento è infatti dovuto dai contribuenti.
Ai cittadini si raccomanda quindi di non inserire informazioni personali e soprattutto di non fornire i dati della propria carta di credito su siti diversi da quello istituzionale dell’Agenzia: il rischio è quello di vedersi addebitato un primo importo e nei giorni successivi somme più consistenti, finché il titolare della carta non procede al blocco».
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