la casa a parigi di leo dell orco giorgio armani

“A GIORGIO ARMANI LA MIA CASA A PARIGI NON PIACEVA: DICEVA CHE ERA UMIDA” – QUELLA VOLTA CHE LEO DELL’ORCO CON TANTO ENTUSIASMO COMPRÒ CASA SULL'ÎLE SAINT-LOUIS, MA FU STRONCATO DAL COMPAGNO: “ERA VICINA AL FIUME E DICEVA CHE ERA UMIDA. NON APPENA HO DECISO DI PRENDERE CASA A PARIGI, ANCHE LUI NE HA VOLUTA UNA. MA HA SCELTO SAINT-GERMAIN-DES-PRÉS, SOPRA LA BOUTIQUE. DUE MONDI MOLTO DIVERSI. L’ARREDAMENTO? LUI ERA PIÙ RIGOROSO. NON AVREBBE MAI PERMESSO L’AFFOLLAMENTO DI...”

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Estratto dell’articolo di Serena Tibaldi per “la Repubblica”

 

LEO DELL ORCO GIORGIO ARMANI

«Sognavo un posto fuori Milano dove staccare e ricaricarmi, ma non in una località di villeggiatura: per quello c'è già la villa di Forte dei Marmi, quella di Giorgio. Con lui venivamo a Parigi con regolarità per l'alta moda, e questo nel tempo mi ha fatto sentire la città sempre più vicina. Allora un giorno ho chiesto al direttore della boutique di darmi una mano: con un agente ho iniziato a vedere qualche proprietà, ma nessuna mi convinceva. Finché, quasi per caso, mi ha accennato a un appartamento di 180 metri quadrati sull'Île Saint-Louis, nel mezzo della Senna».

la casa a parigi di leo dell orco

 

Chi parla è Leo Dell'Orco; il Giorgio a cui si riferisce è, ovviamente, Giorgio Armani. Il legame saldo e profondo tra i due è cosa nota: Dell'Orco gli è stato accanto come collaboratore e compagno per decenni, tanto che lo stilista lo ha voluto come suo erede, affidandogli, oltre alla direzione creativa del menswear, la presidenza della Fondazione che gestisce l'azienda.

 

Alla vigilia del primo anniversario della scomparsa del leggendario designer, Dell'Orco ha per la prima volta aperto le porte della sua casa parigina a door, il mensile di design e architettura di Repubblica per il numero in edicola il prossimo 10 settembre (dove sarà pubblicata la versione integrale): un rifugio personale, ma che racconta molto della sua vita al fianco dello stilista.

 

GIORGIO ARMANI LEO DELL ORCO

«La prima volta che sono entrato erano le due e mezzo di pomeriggio, il sole riflesso sull'acqua inondava le stanze di luce: uno spettacolo che mi incanta ancora oggi, passo ore sul divano in soggiorno ad ammirare i raggi.

 

Al centro della sala poi c'era un'enorme voliera con dentro un pappagallo bianco dalla coda rossa. Per me è stato un segno: in pochi giorni ho chiuso il contratto e iniziato i lavori. Tra l'altro, ora nell'abitazione di Giorgio in via Borgonuovo, assieme ai nostri gatti e a un merlo, c'è anche un pappagallo: quasi fosse destino». Sono passati 12 anni da quella decisione presa d'impulso, non se ne è mai pentito.

LEO DELL ORCO

 

Ma per un Dell'Orco convinto, c'era un Armani perplesso. «Diceva che era umida, così a due passi dal fiume. Anche per questo ho scelto di fargliela vedere solo una volta terminata: a quel punto mi ha dato ragione», ride. «E comunque, non appena ho deciso di prendere casa a Parigi, anche lui ne ha voluta una.

 

Ma ha scelto Saint-Germain-des-Prés, in cima al palazzo dove si trova la boutique. Sono vicine: io affaccio sulla Rive Gauche, verso il suo appartamento, da portone a portone ci sono sì e no 20 minuti a piedi. Ma sono due mondi molto diversi: lui in una delle zone più istituzionali e nobili di Parigi, mentre io nei pressi del Marais, pieno di ristoranti, negozi, locali. È il quartiere che preferisco: non ci vivo perché è tutto vicoli, ho già dato in quel senso. Volevo aria, spazio, la vista libera».

 

Dell'Orco si riferisce alla prima residenza acquistata a Milano: era giovane, ma lavorava già con Armani. «In via Sant'Andrea: era uno studio medico, sotto c'era una tintoria. Mi piaceva, ma ha presente la strada? È strettissima, mi sembrava di avere le auto che passavano in camera. Non volevo più quel chiasso».[...]

 

GIORGIO ARMANI ABBRACCIATO DA LEO DELL ORCO

Anche a Parigi domina un senso di intimità. «Il fulcro è il soggiorno: è fatto per ricevere gli amici, per godermi gli spazi con loro. L'ospitalità per me è una priorità: non sono geloso, la presto volentieri anche quando non ci sono». [...]

 

«Di Giorgio condivido l'idea che un arredo debba essere funzionale, e la voglia di eleganza e semplicità. Ma lui è sempre stato più rigoroso di me. Io ho riempito la casa di quadri e foto, il corridoio è zeppo di opere incorniciate appoggiate a terra: mi piace questo affollamento, lui non lo avrebbe mai permesso. Vero, l'affinità tra noi è evidente, ma lo è anche la mia energia: questa è una casa vissuta, e come tutti gli spazi vissuti non è sempre perfetta. Mi piace che sia così».

[...]

giorgio armani la nipote silvana e leo dell orcoleo dell orco