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Jacopo Ricca per www.larepubblica.it
"Le vie del Signore sono infinite. Si chiude una porta e si apre un portone". Sono i primi di settembre del 2016 quando Salvatore Cava, braccio destro del leader dei Drughi, Dino Mocciola, commentava al telefono con un amico la gestione dei biglietti e degli abbonamenti per la nuova stagione della Juventus.
Da poco più di un mese era scoppiato il caso sulle infiltrazioni della 'ndrangheta nella curva bianconera, con gli arresti ordinati dai pm Monica Abbatecola e Paolo Toso, eppure nel mondo del tifo organizzato sembra essere cambiato poco. Circostanze di cui i legali di Rocco Dominello, Domenico Putrino e Ivano Chiesa, domani chiederanno conto al presidente della Juventus, Andrea Agnelli, chiamato a testimoniare nel processo in corso a Torino.
Davanti al procuratore federale, Giuseppe Pecoraro, Agnelli aveva detto: "La richiesta di acquisto di tagliandi da parte degli ultras, pur normalmente espressa, è spesso caratterizzata da una silente pressione dovuta alla capacità ampiamente dimostrata in passato di porre in essere comportamenti violenti. Gli ultras possono sicuramente condizionare l’evento gara".
Forse proprio per le ragioni espresse da Agnelli gli incontri continuano. Le intercettazioni della squadra mobile di Torino ne certificano una. A qualche ora dal calcio d'inizio della prima di campionato contro la Fiorentina, dove lo Slo (Supporter liaison officer) bianconero Alberto Pairetto, ha incontrato i capi ultrà. A riferirlo, in una telefonata intercettata dall'utenza di Alessandro D'Angelo, collaboratore del presidente Agnelli, è uno dei legali che tutela i bianconeri e che avrebbe affiancato Pairetto durante la riunione:
"C'erano Loris Grancini, Mauriello, Cava e i Toia (leader delle varie fazioni degli ultrà ndr) ed è andata abbastanza bene – dice l'avvocato – Però mi hanno detto che abbiamo già un morto sulla coscienza in questo casino e non mi è piaciuto". Il riferimento è al suicidio di Raffaello Bucci, il collaboratore di Pairetto suicidatosi da un viadotto a Fossano un paio di mesi prima: "Si tratta di una conversazione per commentare l'esito dell'incontro con i rappresentanti dei gruppi ultras, ovviamente incentrato sulla questione della disponibilità di biglietti da poter ovviamente rivendere a prezzo maggiorato" annotano gli inquirenti.
Nulla di illegale sia chiaro, tanto che nessuno dei protagonisti risulta indagato, ma che nell'udienza di lunedì sarà usato come argomento dai legali di Dominello. Lo stesso tema tornerà probabilmente anche nell'audizione di Agnelli in commissione Antimafia di giovedì, ma soprattutto nel processo sportivo che inizierà a fine mese a Roma dove il presidente, insieme a D'Angelo, Stefano Merulla e Francesco Calvo, dovrà difendersi dall'accusa di aver favorito economicamente i gruppi ultrà.
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