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AIUTO, L’AFRICA RISCHIA DI SPACCARSI IN DUE! – SCOPERTI NELLA RIFT VALLEY DI KAFUE, IN ZAMBIA, I PRIMI SEGNALI GEOCHIMICI DI UNA FRATTURA DELLA CROSTA TERRESTRE, CHE POTREBBE EVOLVERSI SQUARCIANDO LA PLACCA AFRICANA – IL PROCESSO, CHE DOVREBBE DURARE MILIONI DI ANNI, MA POTREBBE APRIRE A NUOVE OPPORTUNITÀ PER L'ENERGIA GEOTERMICA E I GAS DI IDROGENO ED ELIO…
la rift valley di kafue, in zambia 4
(ANSA) - Scoperti in Zambia i primi segnali geochimici di una profonda frattura della crosta terrestre, collegata direttamente al mantello, che potrebbe evolversi spaccando la placca africana. Lo studio è pubblicato sulla rivista Frontiers in Earth Science dall'Università di Oxford.
I ricercatori hanno visitato otto sorgenti geotermiche in Zambia, lungo il Rift di Kafue, analizzando i gas disciolti nelle acque che emergono in superficie. In particolare, hanno studiato i rapporti tra isotopi (varianti di uno stesso elemento chimico con identico numero di protoni ma diverso numero di neutroni) utili a ricostruire l'origine dei gas e a distinguere quelli provenienti dalle profondità della Terra da quelli formatisi vicino alla superficie.
la rift valley di kafue, in zambia 2
"Le sorgenti termali lungo la Rift Valley di Kafue, in Zambia, presentano caratteristiche isotopiche dell'elio che indicano una connessione diretta con il mantello terrestre, situato tra i 40 e i 160 chilometri sotto la superficie terrestre", afferma il geologo Mike Daly dell'Università di Oxford. "Questa connessione fluida dimostra che il confine di faglia della Rift Valley di Kafue è attivo e, di conseguenza, lo è anche la Rift Valley dell'Africa sudoccidentale, e potrebbe rappresentare un primo segnale della frammentazione dell'Africa subsahariana".
la rift valley di kafue, in zambia 1
La Rift Valley di Kafue fa parte di un sistema di faglie che si estende per 2.500 chilometri in diagonale attraverso il centro dell'Africa e potrebbe infine collegarsi alla Dorsale Medio-Atlantica, il confine in cui la placca africana si unisce alla placca sudamericana. I ricercatori sospettavano che potesse segnare l'inizio di un nuovo confine di placca, dovuto alla fratturazione della placca africana in due, ma finora non avevano trovato prove.
Se quella a cui si sta assistendo è davvero la formazione di un nuovo confine tra placche tettoniche nell'Africa centrale, il processo sarà lento e richiederà milioni di anni. Tuttavia, potrebbe rappresentare una risorsa sfruttabile, ad esempio per l'energia geotermica e i gas di idrogeno ed elio, che potrebbe dare nuovo impulso alle economie locali.
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