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AIUTO, MI SI È RISTRETTO IL PIL! – LA GUERRA DEL GOLFO SCATENATA DALL’“AMICO” TRUMP SI ABBATTE SUI CONTI PUBBLICI ITALIANI: GIORGETTI METTE LE MANI AVANTI E FA SAPERE CHE “SE IL CONFLITTO DOVESSE PROTRARSI GLI EFFETTI NEGATIVI SULLA CRESCITA POTREBBERO ESTENDERSI OLTRE IL BREVE PERIODO” –L’OCSE RIVEDE AL RIBASSO LA CRESCITA DEL NOSTRO PAESE: SARÀ DELLO 0,4% NEL 2026, OVVERO 0,2 PUNTI IN MENO RISPETTO ALLA PRECEDENTE STIMA – PER BLOOMBERG E PER CONFINDUSTRIA IL PIL ITALIANO QUEST’ANNO SI FERMERÀ ALLO 0,5% – L'ALLARME DELL'OCSE PER IL RISCHIO INFLAZIONE IN EUROPA...

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OCSE, PIL EUROZONA IN FRENATA ALLO 0,8% IN 2026, PESA L'AUMENTO DEI PREZZI ENERGETICI

Ocse - outlook economico

(ANSA) - PARIGI, 26 MAR - La crescita dell'eurozona dovrebbe "contrarsi dall'1,4% del 2025 allo 0,8% del 2026 a causa dell'aumento dei prezzi dell'energia che pesano sull'attività" economica, prima di "ripartire all'1,2% nel 2027": è quanto si legge nelle Prospettive economiche intermedie dell'Ocse presentate oggi a Parigi.

 

Sempre secondo l'Ocse, "se la politica espansionistica in Germania sosterrà la crescita,soprattutto nel 2027, una politica di bilancio più restrittiva rappresenterà un ostacolo in Italia in Francia.

 

Inoltre, la stretta di bilancio prevista e l'aumento dei prezzi dell'energia dovrebbero pesare sull'attività nel Regno Unito, anche se l'impatto verrà limitato dal taglio dei tassi l'anno prossimo e la crescita del Pil passerà dallo 0,7% del 2026 all'1,3% del 2027", sostiene l'Ocse.   

 

La crescita del Pil mondiale dovrebbe rallentare al 2,9% nel 2026, prima di risalire al 3% nel 2027. Secondo l'organismo internazionale, ''l'aumento dei prezzi dell'energia e la natura imprevedibile del conflitto in Medio Oriente faranno aumentare i costi e ridurranno la domanda".

 

OCSE, SE LA GUERRA SI PROTRAE RISCHI PER CRESCITA MONDIALE E INFLAZIONE

INFLAZIONE

(ANSA) - PARIGI, 26 MAR - "Se persiste, il conflitto" in Medio Oriente "peserà sulla crescita mondiale e farà aumentare l'inflazione": è quanto si legge nelle Prospettive economiche intermedie dell'Ocse presentate oggi a Parigi. Inoltre, secondo l'organismo internazionale, "ogni misura pubblica per ammortizzare l'impatto dell'aumento dei prezzi energetici dovrebbe essere ben mirata su coloro che hanno più bisogno".

 

Agli Stati membri viene inoltre suggerito di "conservare gli incentivi" e "ridurre il consumo energetico". Sul più lungo termine, l'Ocse suggerisce di moltiplicare le misure per "migliorare l'efficacia energetica al livello nazionale e ridurre la dipendenza rispetto ai combustibili fossili importati". Passi necessari, sottolinea l'organizzazione, per "consentire ai Paesi di ridurre la loro esposizione alle tensioni geopolitiche future".

 

L'OCSE TAGLIA LE STIME DI CRESCITA DELL'ITALIA, 0,4% IN 2026, 0,6% IN 2027

Ocse - outlook economico

(ANSA) - PARIGI, 26 MAR - L'Ocse taglia le stime di crescita dell'Italia: secondo le Prospettive economiche intermedie presentate oggi a Parigi, la crescita dell'Italia sarà dello 0,4% nel 2026, 0,2 punti in meno rispetto al precedente Economic Outlook di dicembre.

 

Per il 2027, l'organismo internazionale prevede una crescita italiana allo 0,6%, equivalente ad un taglio di 0,1 punti rispetto alle stime di dicembre. L'inflazione dell'Italia dovrebbe crescere dall'1,6% del 2025, al 2,4% del 2026. Secondo l'Ocse l'inflazione del nostro Paese sarà di 0,7 punti superiore rispetto a quanto indicato nelle precedenti stime.

 

MEF È ALLARME CRESCITA

Estratto dell’articolo di Francesco Manacorda per “la Repubblica”

 

GIANCARLO GIORGETTI - APPROVAZIONE DELLA MANOVRA AL SENATO - FOTO LAPRESSE

Allarme Pil. Se la guerra in Medio Oriente «dovesse protrarsi - scrive il Mef nel suo programma di emissione di titoli di Stato - gli effetti negativi sulla crescita potrebbero estendersi oltre il breve periodo, con un impatto più persistente sia sulle condizioni di approvvigionamento energetico sia sulla fiducia di imprese e consumatori».

 

Di quanto potrebbe ridursi la crescita del Pil rispetto a una già anemica stima dello 0,7% per l'intero 2026, il ministero dell'Economia ancora non lo dice, rimandando per la previsione esatta al Documento di Finanza pubblica che arriverà ad aprile.

 

CHRISTINE LAGARDE - BCE - INFLAZIONE

Ma c'è un valore che già circola, ed è quello di una crescita limitata allo 0,5%. Lo cita l'agenzia Bloomberg come limite più basso a cui il governo potrebbe adeguare le sue previsioni; lo ipotizza già - nero su bianco - Confindustria nelle sue previsioni di primavera.

 

Il conflitto in corso, in particolare per i suoi effetti sui prezzi dell'energia, preoccupa del resto anche la Bce, che indica adesso una disponibilità a muoversi decisa se l'inflazione dovesse riaccendersi: «Non saremo paralizzati dall'esitazione», dice infatti la presidente Christine Lagarde in un discorso pubblico.

 

CHRISTINE LAGARDE AL WORLD ECONOMIC FORUM DI DAVOS - FOTO LAPRESSE

«Siamo pronti, se necessario, ad apportare cambiamenti alla politica monetaria in qualsiasi riunione», spiega la presidente, con un significativo cambio di tono rispetto alle ultime dichiarazioni. Ma subito dopo aggiunge la clausola che tiene insieme prudenza e interventismo: «Non agiremo prima di avere informazioni sufficienti sull'intensità e durata dello shock».

 

[…]

 

Pur ribadendo che l'obiettivo di una crescita dei prezzi al 2% annuo resta la bussola su cui orienterà ogni sua mossa, la Bce si tiene aperte tre strade: ignorare uno shock temporaneo, intervenire in modo graduale se l'inflazione supera il target ma senza radicarsi nell'economia, oppure stringere in modo deciso se la deviazione diventa strutturale.

 

CARRELLO DELLA SPESA - AUMENTO PREZZI

È una griglia che nasce dall'esperienza recente ma che oggi deve essere applicata a un contesto ancora largamente incerto. Incertezza è infatti la parola chiave. Perché i dati disponibili, ammette la stessa Lagarde, sono ancora insufficienti. Le navi di gas partite dal Golfo stanno arrivando ora in Europa: significa che «siamo solo agli inizi dell'impatto» dello shock energetico […]

GIANCARLO GIORGETTI