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“SE L’ILVA NON RIESCE PIÙ A PRODURRE ACCIAIO, LO STATO POTRÀ SEMPRE EMETTERLA IN TIRATURA LIMITATA” – ALDO GRASSO SPERNACCHIA IL MINISTRO DEL MADE IN ITALY ADOLFO URSO, CHE PASSA LA VITA A PRESENTARE FRANCOBOLLI INVECE DI OCCUPARSI DEI TAVOLI DI CRISI APERTI IN ITALIA: “LE FABBRICHE POSSONO CHIUDERE, GLI INCENTIVI FALLIRE. I FRANCOBOLLI, INVECE, RESISTONO. C’È DELLA COERENZA: SE I PIANI INDUSTRIALI RESTANO SULLA CARTA, TANTO VALE STAMPARCI SOPRA UN VALORE FACCIALE” – "C’È IL RISCHIO CHE LA MEMORIA SOMIGLI SEMPRE PIÙ A UN NECROLOGIO ANTICIPATO. NEL ‘MONDO NUOVO’, ALDOUS HUXLEY IMMAGINAVA UNA SOCIETÀ DISTOPICA GOVERNATA ANCHE DAL CULTO DEI COLLEZIONISTI DI FRANCOBOLLI...” - LA REPLICA DI URSO

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Estratto dell’articolo di Aldo Grasso per il “Corriere della Sera”

 

la passione di adolfo urso per i francobolli

Sottile il genio con cui il ministro Adolfo Urso ha convertito il piano filatelico nell’ultimo baluardo del Made in Italy. In due anni, più di 300 francobolli: un record.

 

Del resto, le fabbriche possono chiudere, gli incentivi fallire, i tavoli di crisi arenarsi. I francobolli, invece, resistono. C’è della coerenza: se i piani industriali restano sulla carta, tanto vale stamparci sopra un valore facciale.

 

[...] Urso spiega che il piano filatelico consegna alla memoria collettiva le eccellenze italiane. Vero. Ma c’è il rischio che la memoria somigli sempre più a un necrologio anticipato.

 

la passione di adolfo urso per i francobolli

Nel «Mondo nuovo», Aldous Huxley immaginava una società distopica governata anche dal culto dei collezionisti di francobolli. Era il 1932, non una linea programmatica di governo.

 

Eppure, l’idea di un futuro industriale puramente commemorativo è tragicamente attuale: se l’Ilva non riesce più a produrre acciaio, lo Stato potrà sempre emetterla in tiratura limitata.

 

Con annullo postale.

 

 

REPLICA DEL MINISTRO ADOLFO URSO

Riceviamo e pubblichiamo:

 

Caro Grasso,

il numero di emissioni filateliche per il 2026 è pari a 64, mentre nei precedenti anni il numero dei francobolli emessi si era accresciuto per la grande richiesta dei proponenti; siamo comunque in linea con l'andamento degli anni passati: per fare un esempio nel 2021, nella precedente legislatura, ne furono emessi 122; dieci anni fa, nel 2016, 92.

Mi dispiace che la sua annotazione giunga proprio il giorno dopo l’emissione del francobollo in memoria del giudice Vittorio Occorsio, emesso per ricordarne il sacrificio alle giovani generazioni.

 

Mi consenta di soffermarmi sull’altro argomento che lei cita, inserendolo nel contesto di una riflessione sulla filatelia. L’affermazione secondo cui “le fabbriche chiudono, gli incentivi falliscono e le crisi languiscono” non corrisponde al vero.

 

Nel 2025 abbiamo avuto un saldo attivo di imprese, pari a 56mila, l’occupazione ha raggiunto in questi mesi record storici, con oltre 1,2 milioni di occupati in più, siamo diventati il quarto Paese esportatore mondiale e gli investimenti esteri in Italia sono cresciuti di oltre il 15%; gli incentivi erogati negli ultimi due anni, cumulando Transizione 5.0 e 4.0, ammontano a 10,5 miliardi di euro e la nuova Transizione 5.0 ha già raggiunto un ammontare di investimenti di quasi 3 miliardi in meno di un mese, con oltre 8.000 progetti.

 

Per quanto riguarda le crisi gestite al Mimit, esse non languiscono affatto. In questi anni sono scese a 43, perché nel contempo ne abbiamo risolte 41, salvando tutti gli stabilimenti, come facilmente riscontrabile sul sito del Ministero, che ha fatto della trasparenza una sua prerogativa.

 

Ricordo che nella scorsa legislatura i tavoli di crisi ammontavano a oltre 160 ed era praticamente impossibile recuperare informazioni relative al loro svolgimento.

Mi permetto di farle queste osservazioni proprio per la grande stima che ho sempre avuto di lei, sin da quando praticavo la professione di giornalista: l’ho sempre considerata un esempio di deontologia professionale e continuerò a considerarla tale.

Cordialmente.

Sen. Adolfo Urso

Ministro delle Imprese e del Made in Italy

 

 

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