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MAI ‘NA GIOIA IN SUDAMERICA – ALTISSIMA TENSIONE IN COLOMBIA IN VISTA DELL'INSEDIAMENTO DEL PRESIDENTE ELETTO ABELARDO DE LA ESPRIELLA, PREVISTO IL 7 AGOSTO – PER L’INTELLIGENCE COLOMBIANA, LA GUERRIGLIA DELL’ESERCITO DI LIBERAZIONE NAZIONALI STAREBBE PREPARANDO ATTENTATI CONTRO BASI MILITARI, STAZIONI DI POLIZIA E INFRASTRUTTURE STRATEGICHE PER DESTABILIZZARE LA TRANSIZIONE DEL POTERE – IL PRESIDENTE USCENTE GUSTAVO PETRO, LANCIA L’ALLARME: “IL PAESE RISCHIA UNA GUERRA CIVILE” – IL PRESIDENTE DELL'ECUADOR, DANIEL NOBOA, ANNUNCIA UN PIANO STRAORDINARIO PER RAFFORZARE LA SICUREZZA A QUITO, CON IL DISPIEGAMENTO DI 2.000 AGENTI DI POLIZIA E 2.000 MILITARI AGGIUNTIVI, DOPO UNA SERIE DI...

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1 - COLOMBIA, 007 ALLERTANO SU EVENTUALI ATTENTATI DELLA GUERRIGLIA DURANTE LA TRANSIZIONE

Il presidente della Colombia Abelardo de la Espriella4

 (ANSA) - I servizi di intelligence colombiani hanno lanciato un'allerta su un presunto piano della guerriglia dell'Esercito di Liberazione Nazionale (Eln) per mettere a segno attentati prima e dopo l'insediamento del presidente eletto Abelardo de la Espriella, previsto il 7 agosto.

 

Secondo quanto riferito da Caracol Radio sulla base di rapporti riservati, le operazioni sarebbero coordinate da Gustavo Aníbal Giraldo, alias "Pablito", uno dei principali comandanti del gruppo armato. Tra i possibili obiettivi figurerebbero basi militari, stazioni di polizia e infrastrutture strategiche, con l'obiettivo di destabilizzare la fase di transizione del potere.

 

esercito di liberazione nazionale 1

L'allerta arriva pochi giorni dopo l'autobomba esplosa davanti a una stazione di polizia a Cúcuta, nel dipartimento di Norte de Santander, che ha provocato almeno dieci feriti, tra cui sette agenti, attentato attribuito dalle autorità all'Eln. De la Espriella si insedierà a Cali sotto un imponente apparato di sicurezza e ha ribadito che i gruppi armati illegali dovranno deporre le armi se intendono avere un futuro nello Stato di diritto.

 

2 - PETRO, 'RISCHIO DI GUERRA CIVILE IN COLOMBIA CON DE LA ESPRIELLA'

gustavo petro

(ANSA) - Il presidente uscente della Colombia, Gustavo Petro, è tornato ad attaccare il suo successore, Abelardo de la Espriella, definendolo un presidente eletto "illegittimo" e sostenendo che con lui al potere il Paese rischia una "guerra civile".

 

"Ci troviamo di fronte a una frode e a un problema istituzionale indubbiamente profondo, che riguarda l'insediamento di un presidente illegittimo", ha dichiarato il leader di sinistra in una conferenza stampa, affermando di possedere delle prove, sebbene non le abbia ancora rese pubbliche.

 

COLOMBIA – SCONTRI TRA Esercito di liberazione nazionale E EX FARC

Il trumpiano De la Espriella ha vinto di misura il ballottaggio del 21 giugno contro il candidato designato da Petro, Ivan Cepeda. Il passaggio di consegne è previsto per venerdì a Cali. L'opposizione, guidata da Cepeda e dallo stesso Petro, ha annunciato che boicotterà la cerimonia e indetto manifestazioni per quel giorno a Cali, Barranquilla e Bogotá. Tra il 2019 e il 2021, decine di persone sono morte nelle proteste cavalcate da Petro contro il suo predecessore di destra, Iván Duque.

 

"Non si può normalizzare che, coloro che hanno partecipato alla democrazia e perso, si preparino a destabilizzare il Paese", ha avvertito sui social De la Espriella.

 

3 - NOBOA SCHIERA 4.000 TRA POLIZIOTTI E MILITARI PER LA SICUREZZA A QUITO

(ANSA) - Il presidente dell'Ecuador, Daniel Noboa, ha annunciato un piano straordinario per rafforzare la sicurezza a Quito, con il dispiegamento di 2.000 agenti di polizia e 2.000 militari aggiuntivi.

 

daniel noboa

L'operazione punta a intensificare i controlli nelle fasce orarie considerate più critiche, tra le 4 e le 11 del mattino e tra le 17 e le 2 di notte, in aree ad alta affluenza come fermate degli autobus, stazioni della metropolitana, mercati, centri commerciali, istituti scolastici e principali accessi alla città. Il piano prevede inoltre l'impiego di 100 veicoli tra auto e moto, 20 droni e il rafforzamento dei controlli nei quartieri considerati più esposti alla presenza di organizzazioni criminali.   

 

"Una capitale sicura significa un Paese sicuro", ha dichiarato Noboa ai principali media locali, promettendo una risposta ancora più forte contro la criminalità. L'annuncio arriva dopo una serie di gravi episodi di violenza registrati negli ultimi giorni a Quito, tra cui il ritrovamento di un cadavere decapitato e con mani e piedi legati.

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