GAZA, UNA TOMBA A CIELO APERTO – A QUASI TRE ANNI DAL BOMBARDAMENTO ISRAELIANO DELLA TORRE DEGLI INGEGNERI DI NUSEIRAT, SOTTO LE MACERIE CI SAREBBERO ANCORA 200 CADAVERI – L’ESERCITO DELLO STATO EBRAICO NON HA MAI SPIEGATO PERCHÉ L’EDIFICIO FU COLPITO: ALCUNI ABITANTI SOSTENGONO CHE NELLA TORRE VIVESSE UN COMBATTENTE DI HAMAS, CHE PERÒ QUEL GIORNO NON SAREBBE STATO PRESENTE - LA DISTRUZIONE DELLA TORRE VIENE COLLEGATA AL FILM “NAZA”, IN CUI UN SOLDATO ISRAELIANO RACCONTA CHE ALCUNI ATTACCHI PROVOCARONO “20, 30 MORTI, ANCHE 300” : QUANTE "VITTIME COLLATERALI" SONO STATE UCCISE PUR DI ELIMINARE UN SOLO TERRORISTA? - VIDEO

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Estratto dell’articolo di Fabio Tonacci per "la Repubblica"

 

torre degli ingegneri di nuseirat

Non si può nascondere per sempre un'ecatombe. Prima o poi i corpi riaffiorano, dalle macerie e dal tempo. E vanno a interrogare i vivi, i responsabili, con una domanda che è la domanda di Naza: quante vittime collaterali siete disposti a tollerare pur di eliminare un terrorista? A Nuseirat, a quattrocento metri dal campo dei rifugiati, c'era un palazzo giallo di sei piani, quattro appartamenti ogni piano, un emporio e una sala giochi.

 

Lo chiamavano al-Muhandiseen, la Torre degli ingegneri. «Perché era stata costruita dal sindacato degli ingegneri di Gaza e perché la maggior parte degli alloggi apparteneva a ingegneri», ricorda Nassar Al-Ghuraiz, il portavoce locale della Difesa civile palestinese. «Stimiamo che quel giorno, nella Torre, c'erano tra le 300 e le 350 persone».

 

[…] Il 31 ottobre 2023, intorno alle 15. Quattro ordigni piovono sulla Torre nell'arco di dieci secondi, la riducono in polvere. «Nessun avvertimento», dissero i sopravvissuti, nessuna telefonata preventiva agli inquilini per farli allontanare.

 

Erano le prime settimane della reazione di Israele al massacro del 7 Ottobre compiuto dalle brigate di Hamas e della Jihad Islamica. […]

 

bombardamenti israeliani distruggono la torre degli ingegneri di nuseirat

«In diciassette giorni di scavi alla Torre, condotti con quel poco che avevamo e sotto intensi bombardamenti, riuscimmo a estrarre 156 cadaveri», ricorda Al-Ghuraiz. L'unica famiglia intera a salvarsi, gli Al-Zudoudi, non si sa dove sia finita. «Tra i morti, oltre ai residenti della palazzina, trovammo gli sfollati che avevano cercato riparo all'interno dell'edificio e dei passanti. Molti erano bambini. Secondo i miei calcoli, sotto i calcinacci ci sono ancora i resti di duecento persone».

 

Ismail Al-Nabahin, 60 anni, osserva la collina di detriti e grovigli di ferro arrugginito. […] Era lì anche lui, quel giorno. […] Ciò che fissa con gli occhi ora non è un cumulo di macerie, ma una tomba su cui non può pregare. «Il mio Omar è lì sotto, ne sono certo. Aveva 14 anni. Mi disse che sarebbe andato nell'emporio della Torre a ricaricare il telefono e le batterie della torcia. Era insieme a Khaled, suo cugino, 12 anni. Il corpo di Khaled è stato ritrovato, quasi non si riconosceva tanto era sfigurato. Quello di Omar non è stato trovato, forse è semplicemente vaporizzato».

 

bombardamenti israeliani a nuseirat 7

L'uomo sostiene che nei giorni successivi al raid recuperarono «171 cadaveri su circa 300», un po' di più del numero che rammenta il funzionario della Difesa civile. I conteggi differiscono, ma cambia poco. «I soccorritori non avevano macchinari, erano costretti a lasciare i corpi in fila sotto il sole per giorni», racconta Al-Nabahin. Avevano solo una ruspa, pilotata da un volontario, e poco carburante. «Una volta l'operatore, scavando per raggiungere un sopravvissuto, ne ha causato per sbaglio la morte».

 

Dopo 34 mesi, grazie anche al sostegno del Comitato internazionale della Croce Rossa, sono riprese le ricerche, durate tuttavia appena cinque giorni. «Abbiamo trovato ossa e spoglie, ma per andare più a fondo servono escavatori, bulldozer e una riserva di diesel che non abbiamo», spiega Nassar Al-Ghuraiz, della Difesa civile.

 

bombardamenti israeliani a nuseirat 6

Le forze armate israeliane non hanno mai fornito una spiegazione ufficiale del perché hanno colpito la Torre degli ingegneri, provocando la morte di così tante persone, forse addirittura 300.

 

Viene in mente quella testimonianza del soldato, raccolta di notte dai registi di Naza sui tetti di Tel Aviv, in cui ammette: «A Gaza alcuni attacchi fecero 20, 30 morti, anche 300…». Un'inchiesta del 2024 di Human Rights Watch, basata su 16 testimonianze, su immagini satellitari e su 45 video del sito distrutto, non ha trovato evidenze di obiettivi militari nella zona e ha qualificato l'episodio come «apparente crimine di guerra». L'Idf, di nuovo interpellata dopo il report, non ha dato risposte. Né a Human Rights Watch, né all'Associated Press.

 

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Gli abitanti del quartiere a Nuseirat, e i familiari che ancora oggi vanno alle macerie come i pellegrini vanno a un santuario, dicono però che nella Torre abitava un combattente di Hamas.

 

Che questa era un'informazione sussurrata, ma nota a tanti. Aggiungono che il 31 ottobre 2023 quell'individuo non era presente nell'edificio perché poi si è saputo che era rimasto ucciso in un altro raid. Forse era lui il target, o forse no. Nel silenzio dell'Idf, e della ragione, tutto è possibile. […]

naza

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