concerto rolling stones al bano milano 1967

ARCHEO! - ERA L'8 APRILE DEL 1967 QUANDO I "ROLLING STONES" SUONARONO PER LA PRIMA VOLTA A MILANO (DUE GIORNI PRIMA SI ESIBIRONO A ROMA, FU LA LORO PRIMA VOLTA IN ITALIA): AD APRIRE IL LORO CONCERTO FU NIENTEPOPODIMENO CHE...UN GIOVANISSIMO AL BANO - CHI C'ERA RACCONTA L'EVENTO CHE SI TENNE AL "PALALIDO" "RICORDO CHE C'ERANO I MANIFESTI DEI SUOI FAN CON SU SCRITTO 'AL BANO SEI MEGLIO DEI ROLLING STONES'. NON CI VOLEVO CREDERE: LI TROVAVO BLASFEMI" - VIDEO

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Fabio Treves per http://www.rollingstonesitalia.com

 

al bano apre il concerto dei rolling stones a milano nel 1967 2

[...] I dettagli oggi sono un po' sbiaditi ma le sensazioni di quell'indimenticabile giornata vibrano ancora nella memoria di coloro che hanno avuto la fortuna e il privilegio di viverla. "Ho partecipato sia al concerto pomeridiano che a quello serale", dice Fabio Treves, "il tutto si svolgeva al Palalido di Milano.

 

Sono arrivato prestissimo e con la mia macchina fotografica amatoriale mi sono piazzato dietro al palco. In quella zona, infatti, non c'era molta gente. E non ci sarebbe stata neppure durante i due concerti degli Stones. Non c'era neppure il servizio d'ordine: solo un paio di carabinieri. E questo contrastava con le fotografie che vedevo sui giornali specializzati dell'epoca che mostravano i concerti dei Rolling Stones con folle sterminate e piuttosto agitate".

 

rolling stones a milano nel 1967 8

Prima di loro suonavano gli allora giovanissimi Stormy Six ("Non erano ancora politicizzati", sottolinea Treves, "erano semplicemente uno dei complessi studenteschi più bravi di Milano") e anche un cantante che mai avresti detto: Al Bano.

 

"Sì, proprio lui", ammette Piero Casiraghi, maestro di tennis e inguaribile fan degli Stones anche lui come Treves presente allo storico evento. "Ricordo che c'erano i manifesti dei suoi fan con su scritto "Al Bano sei meglio dei Rolling Stones". Non ci volevo credere: li trovavo blasfemi. Ero talmente appassionato, e anche un poco scriteriato, che per vedere i miei beniamini da vicino mi sono arrampicato su uno dei tralicci del Palalido e da là, appeso, ho persino registrato tutto il concerto. Ho ancora la cassetta!" "Non c'era nessun controllo", conferma Treves, "ho potuto fotografare a mio piacimento."

 

Il concerto è stato piuttosto breve. "Non ricordo bene", dice Treves, "ma non penso sia durato più di un'ora. Mi pare che abbiano fatto pomeriggio e sera lo stesso spettacolo. In repertorio alcuni dei loro primi classici, la versione in italiano di Con le mie lacrime, una incantevole Lady Jane."

 

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"Oltre al piedino di Jagger che batteva costantemente a tempo", ci tiene a precisare Casiraghi, "ricordo la figura carismatica di Brian Jones. Che emozione quando si è seduto per suonare il dulcimer in Lady Jane"

 

"Non ho memorie particolari dello spettacolo", aggiunge Treves, "penso si sentisse piuttosto male: l'impianto Davoli che usavano era insufficiente per sconfiggere le lacune acustiche del Palalido e coprire le grida dei fan. Io son rimasto piuttosto colpito dai colori e dagli abiti del gruppo: erano tutti vestiti in quello stile new dandy, una sorta di versione europea del flower power.

 

Brian Jones era una presenza, Jagger già si muoveva molto bene, Bill Wyman al contrario era assolutamente immobile. Niente da segnalare invece sul fronte Richards o Watts. Se devo essere sincero, mi avevano maggiormente impressionato The Who, che avevo visto un paio di anni prima."

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