lindsay clancy

ASSASSINA O VITTIMA DI UN SISTEMA SANITARIO INCAPACE DI CAPIRE I SUOI PROBLEMI MENTALI? – LA STORIA DELL’ORRORE DI LINDSAY CLANCY, A PROCESSO PER AVER UCCISO I TRE FIGLI. IL SUO CASO SPACCA L’AMERICA E LA GIURIA, CHE NON RIESCE A RAGGIUNGERE UN VERDETTO UNANIME – NEL GENNAIO 2023 L'INFERMIERA 36ENNE, DOPO AVER UCCISO I FIGLI DI 5 ANNI, 3 ANNI E 8 MESI, TENTO' IL SUICIDIO GETTANDOSI DALLA FINESTRA. RESTO' PARALIZZATA – LINDSAY CLANCY SOFFRIVA DI DEPRESSIONE POST-PARTUM E PRENDEVA 13 PSICOFARMACI. PER QUESTO, IL DIBATTITO SI È SPOSTATO SUL FALLIMENTO DEL SISTEMA DI ASSISTENZA ALLE MADRI E SULL'IMPORTANZA DI PARLARE DELLA SALUTE MENTALE DELLE NEOMAMME – MA SI PUO' CONSIDERARE LINDSAY CLANCY NON PENALMENTE RESPONSABILE DEL CRIMINE A CAUSA DELLA CONDIZIONE PSICHIATRICA IN CUI SI TROVAVA?

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

Articolo di Giulia Taviani per corriere.it - Estratti

 

lindsay clancy 33

Dopo cinque settimane di processo e quattro giorni lasciati alla giuria per deliberare, non si è ancora arrivati a un verdetto. Il caso di Lindsay Clancy è «in una situazione di stallo», come ha comunicato la giuria - composta da nove donne e tre uomini - al giudice per la seconda volta. Non sono in grado di raggiungere un verdetto unanime su un caso che, ormai da settimane, sta dividendo l'opinione pubblica Usa e sollevando grandi dibattiti.

 

Clancy, ex infermiera del Massachusetts, oggi ha 36 anni, ma ne aveva 33 quando, il 24 gennaio 2023, ha ucciso i suoi tre figli. Cora e Dawson avevano 5 e 3 anni, mentre Callan aveva appena otto mesi. Poi si è gettata dalla finestra del secondo piano di casa. Voleva uccidersi, ma è rimasta paralizzata.

 

Il suo processo, iniziato a Plymouth il 27 luglio e conclusosi il 27 agosto, è stato seguito in diretta streaming da migliaia di persone. Centinaia di donne si sono riunite fuori dal tribunale indossando maglie che recitavano frasi come «aveva bisogno di aiuto». Il dibattito, infatti, si è velocemente focalizzato sul fallimento del sistema di assistenza alle madri nel periodo post-partum, e sull'importanza di parlare della salute mentale delle neomamme.

lindsay clancy processo 3

 

Prima del triplice omicidio, Clancy aveva iniziato a soffrire di depressione post-partum, associata - secondo la difesa - ad altri disturbi psichici. Lo hanno testimoniato sia l'ex marito Patrick Clancy, sia la suocera, sia la madre di Lindsay, a cui lei aveva confidato i suoi pensieri suicidari. Tutti e tre hanno raccontato che nei mesi precedenti agli omicidi Clancy aveva assunto almeno tredici medicinali prescritti da diversi professionisti, aveva chiesto aiuto e si era fatta ricoverare più volte. 

 

La difesa ha sostenuto che sia stata «vittima» di una «malasanità» che non è riuscita a sostenerla né a guarirla. L’accusa, invece, pur riconoscendo che Clancy soffrisse di questi disturbi, ha sostenuto che fosse cosapevole di ciò che stava facendo e che i tre omicidi siano stati premeditati.

 

lindsay clancy con 2 dei tre figli uccisi

Martedì 1 settembre il giudice William Sullivan ha dato alla giuria un'ultima possibilità di raggiungere un verdetto. Oggi si è tenuto il quinto giorno di deliberazioni, ma la giuria non è riuscita a raggiungere un verdetto unanime per la seconda volta. In questo caso, il giudice dovrebbe dichiarare il processo nullo e starà poi alle parti presentare richiesta per trasferire il caso in un'altra giurisdizione dello stato.

 

(...)

 

I mesi che seguono l’ultimo parto, secondo le ricostruzioni emerse durante il processo, non sono facili per Clancy, che già dopo le prime due gravidanze aveva sofferto di ansia post-partum. Ha problemi di insonnia, soffre di depressione e mostra altri sintomi psichiatrici che la spingono a cercare aiuto. Secondo la difesa arriva progressivamente a soffrire di una psicosi post-partum.

 

Nel settembre 2022 si rivolge a una psichiatra che le diagnostica un disturbo d’ansia generalizzato, raccomandandole la psicoterapia e un farmaco antidepressivo già assunto dopo i primi due parti. Ma nonostante i numerosi medicinali, tra cui antipsicotici, e le modifiche alla terapia, i sintomi non sembrano passare. L'ex marito Patrick testimonia che le condizioni della donna peggiorano nel novembre 2022, quando perde l’appetito, si isola socialmente e sperimenta episodi di intensa paura.

 

ex marito patrick clancy

Un mese prima di uccidere i figli, pare avesse confessato alla madre e al marito di aver avuto «pensieri di fare del male ai bambini», aggiungendo di non sentirsi più «sé stessa». Di quei pensieri suicidi parla anche all’infermiera specializzanda a cui, nel dicembre 2022, viene affidato il caso di Lindsay.

 

In risposta riceve una diagnosi di disturbo bipolare, un aumento del dosaggio dell’antipsicotico e il ricovero, che la donna però rifiuta. Accetta invece di partecipare a un programma diurno per la depressione post-partum, ma l’ospedale la dimette rapidamente sostenendo che si tratti solo di un eccesso di farmaci e di una diagnosi errata, consigliandole l’interruzione dell’antipsicotico.

 

Il 31 dicembre 2022 la donna si presenta al pronto soccorso. Dice di avere «persistenti pensieri suicidi». Viene ricoverata per cinque giorni e rilasciata il 5 gennaio con prescrizione di farmaci e una diagnosi che non prevede «caratteristiche psicotiche». Si tratta di un disturbo depressivo maggiore. Intanto la cronologia delle ricerche sul suo telefono contiene domande come «dove è l’arteria carotide» oppure «come tagliarsi la gola per morire» o ancora «si possono disattivare gli airbag sulla Kia Sorento». Quattro giorni prima degli omicidi cercherà: «Si può curare un sociopatico?». 

 

lindsay clancy 66

Il giorno prima dei crimini ha un appuntamento virtuale con la prima psichiatra da cui si era fatta vedere. La dottoressa testimonierà durante il processo che Lindsay sembrava depressa, ma non osservò segni di psicosi e Clancy negò di avere pensieri suicidi.

 

Il 24 gennaio 2023 Clancy dice di essersi svegliata bene. Esce all’aperto a giocare con i bambini e insieme costruiscono un pupazzo di neve. «Stava vivendo una delle sue giornate migliori» testimonia l’ex marito.

 

Alle 16.02 Clancy cerca sul suo telefono un farmaco da dare alla figlia per il mal di stomaco, undici minuti dopo si informa su come raggiungere un ristorante a Plymouth, alle 16.47 chiama la farmacia per chiedere di quel farmaco e poi chiama il ristorante per ordinare d’asporto. Alle 17.15 Patrick esce per recuperare medicine e cena. Alle 17.32, dalla farmacia, chiama la moglie per chiedere informazioni. Lei non risponde, ma richiama subito dopo. L’uomo dice che «le sembrava impegnata».

 

 

Clancy ha poi raccontato che, quando era rimasta da sola in casa, aveva sentito nella testa la voce di un uomo che le diceva che era arrivato il momento di uccidere. Ha recuperato delle fasce elastiche da esercizio dal seminterrato e ha strangolato i figli uno per uno. Poi ha tentato il suicidio, prima tagliandosi polsi e collo e poi saltando dalla finestra del secondo piano (riporterà lesioni al midollo spinale e rimarrà paralizzata, costretta a usare una sedia a rotelle). Alle 18, il marito è tornato a casa e ha trovato i bambini privi di sensi in cantina e la moglie in giardino gravemente ferita. 

lindsay clancy 56

 

I bambini più grandi verranno dichiarati morti appena arrivati in ospedale, mentre il piccolo di otto mesi, giunto in arresto cardiaco dopo essere trasportato in aereo a Boston, è spirato tre giorni dopo.

 

La donna invece - secondo il personale medico - al suo arrivo in ospedale mostrava «abbastanza capacità mentale» da acconsentire all’intervento chirurgico e al cambio di rappresentante sanitario (da Patrick ai suoi genitori). Qualche giorno dopo ha chiesto allo psichiatra forense dove si trovasse la sua famiglia.

 

Era criminalmente responsabile delle sue azioni?

Nonostante si sia dichiarata non colpevole delle accuse di omicidio, Clancy non ha mai negato di aver ucciso i bambini. La sua posizione è infatti quella di non essere penalmente responsabile del crimine a causa della condizione psichiatrica in cui si trovava. Di solito, in questi casi, la difesa si appella a un disturbo psicotico cronico, mentre in questo caso parla esplicitamente di psicosi post-partum.

 

Ecco perché il processo non si è concentrato tanto sulla domanda se sia stata lei a commettere gli omicidi, quanto piuttosto se in quel momento fosse criminalmente responsabile delle proprie azioni

 

lindsay clancy

Il 23 settembre 2023 viene incriminata per tre capi d’accusa di omicidio e tre di strangolamento. La data di inizio del processo viene fissata per il 27 luglio 2026.

 

 

La psicosi post-partum rappresenta dunque un tassello fondamentale della vicenda processuale, ma anche del dibattito che ha innescato. Come detto, fuori dal tribunale, in queste settimane, si sono radunate numerose sostenitrici di Clancy, decise a mettere in luce il ruolo giocato da quello che secondo loro si può considerare come il fallimento del sistema di assistenza alle madri nel periodo post-partum.

 

Un tema che anche in Italia le pagine di cronaca conoscono bene. È del 22 aprile di quest’anno la notizia di una donna di 46 anni - a cui era stata diagnosticata una forma di depressione post-partum - che si è gettata dal balcone del terzo piano della sua abitazione di Catanzaro insieme ai suoi tre figli. In Italia, secondo le stime condivise dal Ministero della Salute, sono circa 90 mila le donne che ogni anno soffrono di depressione post-partum, sottolineando che nel 50% dei casi non viene diagnosticata in tempo, motivo per cui i dati ufficiali tendono a sottostimare il fenomeno.

 

La psicosi post-partum, però, è una condizione più rara, estremamente più grave. Si stima che in Italia colpisca tra le 350 e le 700 donne all’anno. Si manifesta con sintomi come irritabilità, sbalzi d’umore e insonnia, fino alla manifestazione di mania, depressione o una combinazione di entrambe. «Una donna può sembrare in perfetta forma un minuto e stare molto male poco dopo», ha affermato Jennifer Payne, esperta di psichiatria riproduttiva presso l'Università della Virginia alla Bbc.

 

Le donne possono però manifestare anche sintomi psicotici, come sentire voci che non esistono, e in casi rari fare del male a sé stesse o ad altri. Alcuni esperti raggiunti dal giornale inglese l’hanno definita «una delle malattie più gravi che una donna può sviluppare dopo il parto».

cartelli per lindsay clancy

 

 

Il processo e le testimonianze di esperti e familiari

Tornando al processo a Clancy, la difesa ha chiesto alla giuria - che si è ritirata a deliberare il 27 agosto - un verdetto di non colpevolezza per infermità mentale. Sostiene che le cure siano state frammentarie e che i farmaci siano stati somministrati in modo inadeguato. 

 

L’accusa ha sostenuto invece che i problemi di salute non le impedivano di capire ciò che stava facendo, cercando anzi di dimostrare che gli omicidi erano stati pianificati e che Clancy avesse adottato «comportamenti consapevoli» per poter rimanere da sola con i bambini. Secondo l'accusa, Clancy «aveva un accesso alle cure mediche superiore alla media, ma non ne ha fatto un uso adeguato», interrompendo le cure e non ascoltando i consigli medici.

 

i genitori di lindsay clancy

Il processo è stato soprattutto uno scontro tra esperti - oltre dieci periti sono stati chiamati a valutare la salute dell'imputata - con oltre 80 testimonianze (74 per l'accusa e 10 per la difesa) tra cui quelle dei familiari e da una che, più delle altre, dimostra la complessità del caso, ovvero quella dell’ex marito Patrick Clancy. Nel corso degli anni lui ha dichiarato più volte di averla perdonata, descrivendola come una donna malata e non come un «mostro». Ecco perché durante il processo ha testimoniato sia per l’accusa che per la difesa

 

Su TikTok, per questo motivo, hanno iniziato a diffondersi teorie del complotto secondo cui sarebbe stato lui ad uccidere i bambini, per poi incolpare la moglie. Queste suggestioni, però, sembrano del tutto prive di fondamento, tanto che l'uomo non è mai stato un sospettato né oggetto di indagine.

 

 

Anche la madre e la sorella di Clancy hanno testimoniato sui cambiamenti avvenuti nelle sue condizioni nei mesi precedenti all’omicidio. Hanno spiegato che, secondo loro, dopo il parto stava diventando paranoica e che sembrava convinta che i farmaci le stessero «distruggendo la mente». Lo stesso ha fatto la madre di Patrick, testimoniando che la donna aveva ripetutamente cercato aiuto ma che la sua salute mentale continuava a peggiorare. 

 

 

lindsay clancy 2

«I farmaci mi hanno rubato la maternità e la vita», si legge in una nota trovata nel cellulare di Clancy e presentata dall'accusa durante il processo. Nella nota, modificata per l'ultima volta il giorno prima dell'omicidio, Clancy ha scritto: «Ero la mamma più sana e felice del mondo. Mi allenavo ogni mattina, meditavo e mi prendevo cura di me stessa per poter dare il meglio ai miei figli. Finché i farmaci non mi hanno strappata via dal mio stesso corpo. Tutto è iniziato con un leggero attacco d'ansia post-parto». 

 

Quelle sensazioni e quegli attacchi di ansia e di panico vengono raccontati nel dettaglio in altre note ritrovate sul suo telefono. Così come le difficoltà nel crescere i figli e la paura e l'esitazione di assumere nuovi farmaci. Ma racconta anche la tristezza di non riuscire ad allevare l'ultimogenito come il primo: «Non mi sento più così legata a Cal - scriveva a novembre, due mesi prima dell'omicidio -. Credo di provare un certo risentimento verso i miei altri figli perché mi impediscono di trattare Cal come il mio primogenito. E so che non è giusto nei loro confronti». Ma aggiunge anche: «Ce la farò. Supererò l'ansia e la depressione post-parto. Sono una brava mamma. Amo i miei figli».

Lindsay Clancy ha scelto di non testimoniare. Ha seguito però il processo dal tavolo della giuria, commuovendosi quando l'accusa ha mostrato le foto dell'autopsia dei bambini.

 

(...) 

lindsay clancy 3

La giuria ha quattro opzioni: dichiararla colpevole di omicidio di primo grado (punito con l'ergastolo senza possibilità di libertà condizionale), colpevole di omicidio di secondo grado, quindi senza premeditazione, o omicidio colposo, quindi involontario. Infine, può essere dichiarata non colpevole per infermità mentale, e in questo caso verrà ricoverata in un ospedale psichiatrico dove le sue condizioni saranno periodicamente valutate. Ma potrebbe rimanere ricoverata a vita.

 

 

A gennaio 2026 Patrick e Lindsay Clancy hanno intentato cause civili separate contro gli operatori sanitari che avevano curato la donna prima degli omicidi. Le cause al momento sono ancora aperte.

 

L’udienza per la causa di Patrick (a nome anche dei bambini deceduti) - intentata contro la prima psichiatra, l’infermiera e i suoi datori di lavoro - è prevista per fine ottobre. L’accusa è di morte ingiusta e negligenza medica per non aver riconosciuto il deterioramento mentale di Lindsay. 

 

Quella intentata dalla donna è invece contro undici imputati (oltre a quelli citato in giudizio dal suo ex marito ci sono altri cinque fornitori di servizi sanitari e i due ospedali che l’hanno dimessa dai ricoveri). Per tutti l'accusa è di negligenza e malasanità

lindsay clancy 5lindsay clancy 4

 

lindsay clancy processolindsay clancy 6lindsay clancy 7