marco accetti emanuela orlandi

"ATTENTO, ORA RACCONTO COSA HAI FATTO CON EMANUELA" - L'INTERCETTAZIONE, DEL 1997, TRA MARCO ACCETTI E LA SUA EX COMPAGNA ORNELLA CARNAZZA CHE, DURANTE UNA LITE AL TELEFONO, MINACCIA DI RIVELARE UN PRESUNTO RUOLO DELL'UOMO NEL RAPIMENTO DELLA CITTADINA VATICANA - LA DONNA SAPEVA CHE IL TELEFONO ERA INTERCETTATO: ACCETTI, IN QUEL PERIODO, ERA "ATTENZIONATO" ANCHE PER UN ALTRO RAPIMENTO - L'UOMO PROVA A FERMARE LA RABBIA DELL'EX COMPAGNA: "SEI PAZZA!" - CHI E' MARCO ACCETTI, L'UOMO CON CONSEGNO' IL FLAUTO DI EMANUELA ALLA FAMIGLIA ORLANDI...

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Estratto dell’articolo di Fabrizio Peronaci per www.repubblica.it

 

marco accetti

È un'intercettazione telefonica altamente significativa, che, in un senso o nell’altro, potrebbe imprimere una svolta all’indagine della Commissione parlamentare d’inchiesta sul giallo di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori.

 

Al telefono ci sono Marco Accetti, il fotografo romano indagato una decina d’anni fa per il sequestro delle due quindicenni, e la sua convivente dell’epoca, Ornella Carnazza. È il 4 aprile 1997. I due, ormai alla fine della loro relazione, stanno litigando per l’affidamento della figlia di cinque anni.

 

La telefonata è rovente: urla, voci sovrapposte. Fino a che lei, nel tentativo di avere la meglio con un argomento che lo zittisca, esclama: «Adesso io comincerò a raccontare per telefono tutte le cose di una certa ragazza… di tutte le cose che tu hai fatto con questa ragazza… Parliamo di Emanuela Orlandi e di quello che vuoi fare con lei?»

Marco Accetti

 

La donna, evidentemente, sa che il telefono è stato posto sotto controllo. Accetti, in quel periodo, è “attenzionato” dalla polizia per un’altra scomparsa, quella di un ragazzino rom, Bruno Romano. L’ex convivente incalza: «Io continuo a dire nomi per telefono se tu non mi fai parlare», lo minaccia Ornella, e lui a fatica riesce a interloquire, dicendole “sei pazza!”

 

Colpisce, nelle frasi intercettate e prese in esame solo molti anni dopo, nel 2013, quando Accetti verrà indagato come reo confesso del giallo Orlandi-Gregori, l’uso del tempo presente: «Parliamo di Emanuela e di quello che vuoi fare con lei…» Come se la ragazza nel 1997 fosse in vita, o la Carnazza sapesse che Accetti stava predisponendo un’uscita pubblica sulla vicenda della giovane cittadina vaticana scomparsa.

 

EMANUELA ORLANDI

Fin qui l’antefatto sull’intercettazione-choc. Ora, 29 anni dopo quello scambio di battute velenose, si tenta di fare chiarezza: la Commissione parlamentare ha convocato Ornella Carnazza a Palazzo San Macuto per giovedì 22 gennaio (alle 13:30), con l’obiettivo di approfondire i riferimenti a Emanuela Orlandi fatti nel corso della telefonata del 1997.

 

La donna «usava» una storia famosa per intimidire il compagno, inventando di sana pianta un suo coinvolgimento, oppure era (ed è tuttora) a conoscenza di una qualche forma di partecipazione di Marco Accetti al sequestro? In passato Ornella Carnazza è stata interrogata sull’argomento e ha risposto di non ricordare. In una sede ufficiale come il Parlamento avrà un ritorno di memoria?

 

LA VERITA SUL CASO ORLANDI - VIGNETTA BY MACONDO

Quanto a Marco Accetti, al di là dell’intercettazione del 4 aprile 1997, non mancano altri elementi da tempo al vaglio degli inquirenti che lo pongono sulla scena dei fatti, come “voce” dei rapitori e come latore di alcuni dei messaggi di rivendicazione del caso Orlandi-Gregori. Intanto va segnalata la corrispondenza della sua voce (qui la perizia fonica) con quella dell’«Americano», perlomeno nella telefonata giunta in Vaticano nel luglio 1983 e in quelle successive all’avvocato Gennaro Egidio (di cui, peraltro, lo stesso Accetti ha dato prova di conoscerne il contenuto, pur non essendo mai state rese pubbliche).

 

Inoltre è sempre lui, il fotografo oggi 70enne (convolto peraltro anche nel delitto di Katy Skerl, di cui ha annunciato in anticipo il furto della bara al Verano), ad apparire con la sua voce nel «lato A» della cosiddetta «cassetta delle sevizie», in cui dà lettura di un lungo comunicato, simulando un accento straniero.

 

pietro orlandi, fratello di emanuela orlandi

[...] Infine, va ricordato il flauto consegnato dallo stesso Marco Accetti nel 2013. È vero che, in assenza di tracce di saliva da analizzare, è mancato il sigillo della prova scientifica del Dna, ma più di un elemento (il riconoscimento da parte dei familiari di Emanuela, la corrispondenza di tipologia e marca, la custodia nera e di velluto rosso all’interno, anch’essa riconosciuta, con le medesime abrasioni agli angoli, la presenza del numero di matricola, che un eventuale millantatore avrebbe cancellato, per non correre il rischio di essere sbugiardato) inducono a ipotizzare che lo strumento fosse proprio quello della ragazza scomparsa.

la serie vatican girl sulla scomparsa di emanuela orlandi 4emanuela orlandiemanuela orlandi